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L'esperto Ermes De Rossi risponde.

Autore: gianluca
Domanda inviata il 3/26/2010 11:57:39 AM
ci sono finanziamenti europei per l'allevamento dell'alpaca?
è un allevamento redditizio anche se finissero i contributi?
grazie
Risposta pubblicata il 4/16/2010 8:57:22 AM
Gent Sig Gianluca
Relativamente ai contributi occorre vedere il Programma di sviluppo rurale della regione in cui risiede. Generalmente non ci sono finanziamenti diretti per l'allevamento dell'alpaca, ma il PSR prevede in genere contributi per le produzioni alternative in agricoltura.
L'allevamento è redditizio, ma occorre "vendere il prodotto prima di averlo fatto", nel senso che sono del parere che sia opportuno avere dei contatti (o meglio, se possibile, dei contratti) con chi ritira la lana per poter anche dimensionare l'allevamento. I costi di gestione in genere (a parte quelli iniziali per l'acquisto degli animali e, se del caso, per le strutture aziendali) non sono altissimi.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Carol Joan Bennett
Domanda inviata il 3/25/2010 4:32:49 PM
Salve, Vivo a Pantelleria con mio marito and abbiamo alcune galline ovaiole. Anche se loro razzolano liberamente, mio marito purtroppo le da un miscela di soya, mais, ecc. che abbiamo visto è ogm. Io sono contrario e dico allora compriamo le uova al supermercato, tanto che differenza c'e? Lui ha detto che non ce altra scelta nel negozio qui sull'isola....vendono soltanto quello. Allora vorrei sapere se Lei mi può fornire il nome di qualche fornitore per comprare un po' di "sana" mangime per le ns. galline. Diamo anche degli scarti di verdura ecc. ma mio marito dice che hanno bisogno anche di altro. Gradirei avere i sui commenti in merito. Grazie in anticipo.
Risposta pubblicata il 4/16/2010 9:12:07 AM
Gent. Sig.ra Carol
è sicura che il mangime sia OGM (e quindi l'etichetta deve dirlo chiaramente) o che sul cartellino sia scritto che viene garantito il rispetto della soglia di contaminazione accidentale pari allo 0,9% (cosa che in genere i mangimifici fanno)? Nel secondo caso non vuol dire che il mangime contiene per forza OGM, ma che ce ne possono essere in tracce per contaminazione accidentale e tecnicamente non evitabile da parte del mangimificio.
In ogni caso per essere sicuri di usare un prodotto non OGM chiedete un mangime biologico. Penso che su richiesta il Vostro fornitore (il negozio) vi possa accontentare.
L'alternativa è quella di usare materie prime singole (mais spezzato, grano, favino, pisello, anche granella di veccia: sono prodotti che dovrebbe essere abbastanza facile trovare anche da voi) ed utilizzare il pascolo.
Usare razze di galline rustiche e non gli ibridi industriali da migliori garanzie di successo.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: brunhilde marx
Domanda inviata il 3/22/2010 6:15:42 PM
Buona sera, vorrei avviare un allevamento asini in Basilicata.
Quanto terreno mi serve?
Quale sono gli aiuti finanziari della regione?
A chi mi devo rivolgere?
Grazie e saluti
Risposta pubblicata il 4/16/2010 9:27:15 AM
Gent Brunhilde
per un allevamento di asini ci vogliono circa 3-500 metri quadri di recinto a pascolo per ogni capo (ma se è di più è meglio). Occorre però poi tenere presente che serve anche la superficie per produrre il fieno necessario (una buona alimentazione per un asino adulto è pari a almeno 5 kg giornalieri di buon fieno di prato naturale integrato 3-4 kg di paglia di frumento e 2 kg di avena. Si possono aggiungere altri prodotti come ad es. fave, crusca, carrube …). Una stima (molto indicativa) può essere di 1000 mq minimi per capo per il fieno + 500 mq per il pascolo.
Relativamente ai contributi occorre vedere il Programma di sviluppo rurale della regione in cui risiede. Generalmente ci sono finanziamenti diretti per l'allevamento dell'asino se appartenente alle razze considerate in via d'estinzione (Asino di Martina Franca) oppure per sviluppare tipologie di allevamento alternative (es produzione di latte d'asina o onoterapia).
Provi a contattare un'organizzazione di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ...) o uno studio professionale .
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: valentina
Domanda inviata il 3/14/2010 1:41:10 PM
vorrei intraprendere allevamento di asini sardi,da latte verrei informazioni sugli incentivi statali e la procedure..
Risposta pubblicata il 4/16/2010 9:33:35 AM
Gentile Valentina
gli incentivi non sono statali, ma regionali e si riferiscono al Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Quello della sua regione lo può trovare http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=446&s=14&v=9&c=4328&na=1&n=10&tt=1&vd=1
Maggiori informazioni (anche per le procedure) le può avere dagli sportelli unici territoriali (l'elenco lo trova su http://www.sardegnaagricoltura.it/assistenzatecnica/sportelliunici/)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: salvatore lanteri
Domanda inviata il 3/14/2010 12:23:38 PM
salve dott. de rossi,
ho 6000mq di terreno e' vorrei allevare circa 15 capre girgentane, mi
dicono che vi e' un contributo pari a 200• per capo all'anno,e' vero?
quale e' la disposizione di legge in merito a questo tipo di allevamento, io scrivo dalla sicilia orientale.
un saluto grazie
Risposta pubblicata il 4/16/2010 9:43:40 AM
Gent Sig Salvatore
le confermo che il PSR della Regione Siciliana prevede un contributo per la capra Girgentana che però è pari a 200 euro non per capo, ma per UBA (Unità Bovino Adulto) che corrisponde a 6,6 capre (una capra vale 0,15 UBA). La superficie inoltre mi pare un po' poca (in genere serve almeno 1 ettaro per accedere ai contributi).
Siti utili: http://www.psrsicilia.it/
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: Giovanni Alfano
Domanda inviata il 2/4/2010 4:40:43 PM
Vorrei iniziare un'attivita avicola perla produzione di uova biologiche
vorrei sapere le norme vigenti, e tutto il sistema
per la produzione e se ci sono dei contributi della comunita'
europea per realizzare il mio progetto.
Cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 2/4/2010 5:15:46 PM
Gent Sig Giovanni
per produrre uova biologiche occorre attenersi a quanto previsto dal Reg. CE 834/2007 e dal Reg. 889/2008. Alcuni aspetti importanti sono i seguenti: occorre avere uno spazio all'aperto (parchetti) di 4 metri quadri per gallina (allegato III del Reg. CE 889/2008) e si possono allevare 230 galline per ettaro al fine dello spandimento delle deiezioni per non superare il limite dei 170 Kg/Ha di azoto per anno (allegato VI del Reg. CE 889/2008). Quindi in teoria con 5 ettari al massimo si possono allevare 1150 galline. Mentre il primo limite deve essere garantito dall'azienda, il secondo limite può essere superato se altre aziende agricole biologiche mettono a disposizione i propri terreni per lo spandimento delle deiezioni. Inoltre, anche se il regolamento comunitario non fissa un numero preciso, gli animali dovrebbero essere alimentati preferibilmente con prodotti aziendali, con la possibilità anche qui di collaborare con altre aziende biologiche. Le strutture di allevamento devono poi garantire 4 metri lineari di usciolo per ogni 100 metri quadri di superfie, possono contenere 6 galline al metro quadro con un massimo di 3000 galline per ricovero, 18 cm di trespolo per gallina, 7 galline per nido oppure 120 cm quadri per capo nel caso di nido comune. Occorre utilizzare veterinaria omeopatica e solo in caso curativo di necessità su prescrizione del veterinario si può utilizzare la veterinaria allopatica.
Occorre assoggettarsi ad un Organismo di controllo riconosciuto e superare il periodo di conversione (2 anni per le superfici e 6 settimane per le galline). L'Organismo di controllo è in grado di darle le altre specifiche di norma da rispettare.
Per i contributi posso dirle che normalmente tutti i PSR (Programma di sviluppo rurale) delle diverse regioni prevedono contributi per le aziende biologiche anche zootenciche. Occorre verificare se nella sua Regione di residenza sono aperti i bandi per le misure specifiche del PSR che la possono rigurdare.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: massimilano laurenzi
Domanda inviata il 1/25/2010 9:11:24 AM
salve io sono uno studente di agraria e mi piacerebbe avviare un allevamento di alpaca ma dai siti non sono riuscito a scoprire le esigenze di questi animali e le abitudini alimentari, poi i costi per l'acquisto dei rispettivi animali, le strutture necessarie alla tusatura e sopratutto se ci sono delle sovvenzioni o degli aiuti statali per l'avviamento di questa attività
se mi può aiutare le sarei molto grato
distinti saluti
Risposta pubblicata il 2/4/2010 5:24:26 PM
Gent Sig Massimiliano
può trovare praticamente un soddisfacente livello di risposta alle sue domande su http://www.italpaca.com/infotecniche.html. Le consiglio di contattare direttamente qualche allevatore che è il miglior modo per saper nel dettaglio alcuni aspetti dell'allevamento e del mercato che gli gira attorno (e per i quali io non sono aggiornato). Relativamente ai contributi occorre vedere il Prgramma di sviluppo rurale della regione in cui risiede. Generalmente non ci sono finanziamenti diretti per l'allevamento dell'alpaca, ma il PSR prevede in genere contributi per le produzioni alternative in agricoltura.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: gennaro
Domanda inviata il 11/30/2009 6:16:35 PM
salve sono gennaro volevo chedervi un consiglio io o in affitto un terreno agricolo di circa 4000 m con regolare contratto e mi inpegnero ad comprarlo entro l anno ,o provato in comune a chiedere il permesso per fare un ricovero animali per bovini 2o3 ma non mi lasciano fare o gia sia i registri usl che p.i cosa devo fare. grazie
Risposta pubblicata il 12/29/2009 1:01:23 PM
Gent Sig Gennaro
4000 metri sono un po' pochini per un allevamento e poterci anche costruire sopra una stalla. In ogni caso quello che conta è sempre il Piano Regolatore del Comune di residenza e il relativo regolamento edilizio a cui occorre attenersi. L'unico consiglio che mi viene da darLe è di provare ad acquisire altro terreno in affitto con regolare contratto almeno di 10 anni (meglio 15).
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: lara
Domanda inviata il 7/16/2009 8:35:46 AM
buongiorno
la mia famiglia possiede un terreno di circa 1.5 ha in alta versilia (lucca) metà castagneto da frutto metà prato(per ora incolto)terrazzato con annesso fabbricato
esistono fondi PSR a cui attingere per avviare un'azienda agricola?
io ho 36 anni e mi piacerebbe trasformare i prodotti coltivati
abbiamo iniziato con la raccolta delle castagne a livello familiare ma mi piacerebbe far diventare questta passione una professione
per l'allevamento di alpaca esistono dei fondi ?
grazie
Risposta pubblicata il 7/23/2009 3:39:53 PM
Gent Sig.ra Lara
1,5 Ha sono un po' pochini per creare un'azienda redditizia, a meno che siano i primi di altri che si aggiungeranno. Normalmente il limite per ottenere i contributi del PSR è di 1 Ha, ma si deve avere la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale (cioè, semplificando, avere la maggior parte del tempo di lavoro dedicato all'azienda agricola e ricavare da questo almeno metà del prprio reddito - con qualche agrvolazione per le zone montane - ) visto che la Sua età Le permetterebbe di avere l'incentivo per l'insediamento dei giovani in agricoltura. Per gli alpaca non ci sono misure dirette, ma quella della diversificazione delle produzioni potrebbe essere applicabile. Però in 0.75 Ha di prato si allevano pochi animali ....
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: razzino pasquale
Domanda inviata il 7/8/2009 8:28:45 PM
mi piacerebbe allevare galline ovaiole biologiche visto che ho un bel pezzettino di terreno di cui vorrei recintare e lasciarle libere.la mia domanda e cosa bisogna fare per mettersi in regola e poter vendere le uova la ringrazio anticipatamente
Risposta pubblicata il 7/23/2009 3:57:31 PM
Gant. Sig Pasquale
per mettersi in regola occorre espletare tutti gli adempimenti per diventare un'azienda agricola (apertura partita IVA, iscrizione all'INPS, iscrizione Camera di Commercio, apertura del fascicolo aziendale in Regione, ...) e sopratutto per la parte di allevamento e di vendita uova occorre notificare l'attività all'ASL di competenza. Se poi vuole che l'allevamento sia biologico occorre presentare Notifica di attività alla Regione e all'Organismo di controllo prescelto da cui poi prendere tutte le indicazioni per il controllo. Occorre poi redarre una relazione complementare alla notifica in cui si descrivono tutte le azioni concrete e precauzionali che si adottano in azienda per garantire il rispetto della normativa europea per la produzione biologica (Reg. CE 834/2007 e Reg.CE 889/2008): individuazione dei fattori di rischio ambientale, tecniche di coltivazione, mezzi tecnici utilizzati, alimenti usati per gli animali (aziendali o extraziendali, biologici o in convesione, ...), numero di capi allevati, origine degli animali, spargimento delle deiezioni e altro.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: GIOVANNI MENNUNI
Domanda inviata il 7/8/2009 6:11:33 PM
SALVE..VORREI SAPERE SE CI SONO CONTRIBUTI.PER AVVIARE UN ALLEVAMENTO
ALPACA IN LOMBARDIA..SE è SI COME è LA PRASSI A CHI MI DIDEVO
RIVOLGERE...GRAZIE
Risposta pubblicata il 7/23/2009 4:07:27 PM
Gent Sig Giovanni
non mi risulta ci siano misure specifiche per il sostegno dell'allevamento di alpaca. Occorre eventualmente provare con la misura destinata a diversificazione produttiva oppure verificare se per il primo insediamento dei giovani in agricoltura questo tipo di attività viene ammessa a contributo. Per avere informazioni può consultare il sito http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/sito/tmpl_action.asp?DocumentoId=4418&SezioneId=2305020000&action=Documento oppure rivolgersi ad una organizzazione professionale (es Cildiretti, CIA, Confagricoltura, ...) o a un centro di assistenza agricola (CAA)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: sandro
Domanda inviata il 7/5/2009 4:08:36 PM
Gentile dr. Ermes,
sono in trattative per acquistare 50 ettari di terreno agricolo (collinare) per poter realizzare con degli amici una gestione di un'azienda agricola.
Vorremo creare un allevamento biologico di tacchini, rispettando tutti i parametri della comunità europea.
i nostri tacchini vivrebbero dopo un piccolo periodo all'aperto, come tanti anni fa. Il mangime sarebbe solo biologico e pertanto si otterrebbe una qualità di carne molto superiore a quelle tradizionale.
Le mie richieste (gentilmente) sono le seguenti:
Esistono sovvenzioni da parte dello Stato-Regioni-Comunità Europea, per acuisti di terreni; per la costruzione e conduzione di un'azienda; per acquisti di materiali e macchinari pertinenti ad essa?
Ringrazio in anticipo e spero in una risposta
Risposta pubblicata il 7/7/2009 8:44:02 AM
Gent Sig Sandro
normalmente non esistono aiuti/contributi diretti per l'acquisto dei terreni, ma esiste la possibilità di abbattere la parte fiscale di una compravendita di terreno agricolo se chi lo acquista ha le caratteristiche di imprenditore agricolo a titolo principale (cioè dedica la maggior parte del proprio tempo all'attività agricola e da essa ricava la maggior parte del proprio reddito) oppure si acquisiscono entro un certo periodo di tempo tali caratteristiche (magari grazie al terreno stesso che si acquisisce). Tali aspetti vanno evidenziati al notaio al momento dell'atto e in via preliminare ad un'organizzazione professionale agricola (es Coldiretti, Confargicoltura, CIA, ecc) in grado di effettuare i calcoli corretti e di preparare la documentazione necessaria.
Esistono invece nei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) regionali dei contributi per l'attività agricola e/o per gli investimenti: si va dal primo insediamento per i giovani in agricoltura, al miglioramento delle strutture aziendali, a misure per il benessere animale o di tipo agroambientale. Occorre vedere nel dettaglio il PSR della regione in cui risiede l'azienda e i bandi aperti per le specifiche misure. Di solito però il settore avicolo da carne non è molto incentivato dai PSR.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: gaetano granieri
Domanda inviata il 7/3/2009 11:07:06 AM
Buongiorno,
volevo sapere, se lei era al corrente di aziende avicole che avrebbero interesse a sviluppare e/o introdurre il loro prodotto sulla regione campana.

Grazie mille
Gaetano Granieri
Risposta pubblicata il 7/7/2009 8:45:59 AM
Gent Sig Granieri
mi dispiace, ma non ho informazioni in merito tali da poterla aiutare
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: arturo
Domanda inviata il 6/30/2009 5:48:11 PM
salve,vorrei avere informazioni su come avviare un allevamento di asini per la produzione di latte,e quanti capi per ettaro .grazie
cordiali saluti
Risposta pubblicata il 7/7/2009 9:23:36 AM
Gent Sig Arturo
per avviare tale attività occorrono principalmente animali e terreni (più un bel po' di pratiche burocratiche che vanno dall'apertura della partita IVA, alla registrazione dei contratti di affitto, all'iscrizione all'ASL dell'allevamento e dell'attività di produzione di latte, ecc) e delle strutture in grado di offrire un riparo agli animali in modo da rispettare il loro benessere da una parte e in modo da non danneggiare la produzione dall'altro (pur essendo l'asino un animale molto rustico). Occorre quindi tenere sotto controllo l'alimentazione al fine di ottenere un prodotto di qualità.
Per quanto riguarda il numero di animali per ettaro dipende molto dalla zona in cui si è (nord o sud Italia, pianura/collina/montagna) e quindi sulla dipsonibilità di alimento (solo pascolo, necessità di avere il fieno per l'inverno, ecc). Una stima (molto indicativa) può essere di 1000 mq minimi per capo per il fieno + 500 mq per il pascolo.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: pietro spina
Domanda inviata il 6/8/2009 7:40:30 PM
salve vorrei in informazione, quanti ettari di terreno occorrno per
allevare maiali in sicilia, e come si fa per accedere ai contribiti per
maiali a chi mi devo rivolgere per aveere delucidazioni e informazioni
chiari e comprensibili.Grazie per il tempo dedicatomi e in attesa di una
vostra risposta vi invio cordiali saluti
Risposta pubblicata il 7/7/2009 8:56:17 AM
Gent Sig Pietro
gli ettari che servono per allevare i maiali dipendono da quanti animali si vogliono allevare. Se si intende farlo con metodo biologico il parametro di riferimento è quello relativo allo spandimento delle deiezioni (Allegato del Reg. 889/2008) che prevede un carico di 14 suini da ingrasso per ettaro oppure 6,5 scrofe per ettaro (ci possono essere degli adeguamenti regionali per tali misure, ma la Regione Siciliana non è ancora intervenuta). Tali superfici devono essere in grado di produrre la maggior parte di quanto destinato all'alimentazione degli animali. Nel caso del biologico è possibile cooperare con altre aziende biologiche sia per lo spandimento delle deizioni che per la produzione di alimenti per il bestiame.
Per accedere ai contributi occorre presentare specifica domanda agli uffici regionali territoriali attraverso un consulente o un centro autorizzato (i centri di assistenza agricola CAA) che fano capo anche alle organizzazioni professionali agricole (es CIA, Coldiretti, COnfagricoltura, ...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Loretta
Domanda inviata il 2/26/2009 7:24:55 PM
Gentile dr. Ermes,
per me sarebbe un sogno poter gestire un'azienda agricola.
Le chiedo quanti ettari minimi di terreno necessitano per riuscire, se non altro, a sbarcare il lunario. E dove reperire tutte le indispensabili nozioni per capire il mercato agricolo e tutto ciò che è indispensabile sapere - tenendo conto che sono purtroppo una profana - per avviare e poter far fruttare al meglio un'attività di questo tipo.
La ringrazio e saluto cordialmente.
Loretta.
Risposta pubblicata il 3/6/2009 12:43:37 PM
Gentile Loretta
la sua è la classica domanda da un milione di dollari. Dire qual'è la superficie minima per poter vivere in agricoltura è estremamente difficile in quanto le variabili da prendere in considerazione sono tantissime (tipo di coltivazione, tipo di terreno, zona, manodopera o meccanizzazione disponibile, presenza o meno di allevamento, presenza o meno di trasformazione aziendale di prodotti). Ci sono aziende orticole fortemente specializzate che con 2-3 ettari riescono a vivere bene e aziende cerealicole con qualche centinaio di ettari che fanno fatica. Le consiglio di girare per le aziende agricole della sua zona per vedere cosa c'è, ma anche in altre zone per vedere cosa c'è là di diverso dalla sua zona e avere qualche idea. Sicuramente è raccomandabile frequantare qualche corso di formazione professionale specifico per il settore agricolo (anche in agricoltura non si improvvisa, ma serve competenza e capacità). Inoltre è bene tener presente il mercato possibile di riferimento (vendita diretta o vendita a intermediari o grossisti?). Ancora, l'agricoltura moderna soprattutto in certe zone marginali è multifunzionale (cioè anche altre cose oltre la coltivazione e/o l'allevamento: attività didattica, agriturismo, trasformazione agroalimentare, tutela ambientale, servizi vari, ...)
Auguri
Ermes De Rossi
Autore: Salvatore
Domanda inviata il 2/1/2009 6:09:23 PM
salve,vorrei sapere come avviare un allevamento di galline ovaiole biologiche ,disponendo di un terreno di circa 5 ettari,grazie .
Risposta pubblicata il 3/6/2009 1:00:37 PM
Gent Sig Salvatore
relativamente alla superficie disponibile, per avviare un allevamento di galline ovaiole biologiche occorre tener presente questi due limiti: occorre avere uno spazio all'aperto (parchetti) di 4 metri quadri per gallina (allegato III del Reg. CE 889/2008) e si possono allevare 230 galline per ettaro al fine dello spandimento delle deiezioni per non superare il limite dei 170 Kg/Ha di azoto per anno (allegato VI del Reg. CE 889/2008). Quindi in teoria con 5 ettari al massimo si possono allevare 1150 galline. Mentre il primo limite deve essere garantito dall'azienda, il secondo limite può essere superato se altre aziende agricole biologiche mettono a disposizione i propri terreni per lo spandimento delle deiezioni. Inoltre, anche se il regolamento comunitario non fissa un numero preciso, gli animali dovrebbero essere alimentati preferibilmente con prodotti aziendali, con la possibilità anche qui di collaborare con altre aziende biologiche. Le strutture di allevamento devono poi garantire 4 metri lineari di usciolo per ogni 100 metri quadri di superfie, possono contenere 6 galline al metro quadro con un massimo di 3000 galline per ricovero, 18 cm di trespolo per gallina, 7 galline per niso oppure 120 cm quadri per capo nel caso di nido comune.
Occorre assoggettarsi ad un Organismo di controllo roconosciuto e superare il periodo di conversione (2 anni per le superfici e 6 settimane per le galline). L'Organismo di controllo è in grado di darle le altre specifiche di norma da rispettare.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: francesco
Domanda inviata il 1/14/2009 11:50:32 PM
egregio sig DE Rossi io posseggo in veneto un terreno agricolo con annessa abitazione di 5000 mq dove ho tre cavalli un asino polli capre ecc volevo allevare vitelli da carne allo stato libero pochi capi in quanto il terreno e poco volevo sapere se e obbligatoria la letamaia e se anche se zona agricola ci sono dei limiti per la vicinanza di case e quanti capi potrei allevare per il foraggio lo ricavo dai terreni dei miei vicini e per ultimo vorrei sapere se in veneto ci sono contributi per gli allevamenti di pochi capi attendo una sua risposta con stima francesco
Risposta pubblicata il 3/6/2009 12:34:18 PM
Gent. Sig Francesco
il terreno da lei posseduto rischia di essere troppo poco per allevare tutti gli animali che vorrebbe: troppi animali su poco terreno possono causare la degradazione del terreno stesso per calpestio e impossibilità del cotico erboso di ricrescere sufficientemente. Inoltre, in Veneto, considerando i periodi invernali e/o piovosi è a rischio anche l'effettiva utilizzabilità dell'appezzamento per tutto il periodo dell'anno. Gli animali poi, anche per il loro benessere, dovrebbero avere un ricovero per proteggersi dal freddo e/o dal caldo. Tutte queste considerazioni mi portano anche a dire che se non raccolte le deizioni di tanti animali su poca superficie diventano ambientalmente non sostenibili e quindi di prevedere la necessità di avere una struttura di raccolta (e compostaggio) delle deiezioni animali.
Per i contributi: penso che la superficie inferiore all'ettaro e la necessità di acquistare praticamente tutti gli alimenti per gli animali fuori azienda pregiudichino la possibilità di presentare richieste.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: mario marini
Domanda inviata il 1/12/2009 12:27:32 PM
Buona sera, volevo chiedere un informazione.
sono un ragazzo di 25 anni in piemonte, sono un appassionato di asini e cavalli..volevo sapere se c'era qualche agevolazione per allevarli
grazie mille
Risposta pubblicata il 3/6/2009 3:43:52 PM
Gent Sig Mario
attualmente in Piemonte il PSR non prevede sostegni specifici per razze in via d'estinzione equine (solo bovine, ovine e caprine). E' possibile ottenere comunque un finanziamento presentando un progetto di diversificazione produttiva (es latte d'asina) o di attività agricole non produttive (es ippoterapia o onoterapia) all'interno delle specifiche misure del PSR. Inoltre, vista l'età, è possibile il premio per l'insediamento dei giovani in agricoltura. Provi a consultare questo sito http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2007_13/index.htm
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: innocenzo pandolfo
Domanda inviata il 1/6/2009 1:00:01 PM
gent dott,de rossi vorrei avviare un allevamento di alpaca di quanto terrenoho bisogno per capo.
grezie innocenzo
Risposta pubblicata il 3/6/2009 4:01:18 PM
Gent Sig Innocenzo
a seconda del tipo di terreno e della sua produzione in un ettaro di terreno possono essere allevati 10-12 capi di alpaca (ma si può arrivare fino a 20) tenendo conto dell'uso del pascolo nella stagione favorevole e della necessità di avere un chilo di foeno al giorno nel periodo invernale
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: teresa patella
Domanda inviata il 1/6/2009 12:27:19 AM
Egregio ignor DE ROSSI abito a barbania (TO) ho 42 anni volevo avviare un allevamento di alpaca ho circa 3500mq di terreno ma non so da dove iniziare.
Devo chiedere dei permessi al comune? la regione piemonte fa dei finanziamenti per questo tipo di attività? la lana a chi la vendo?
Mi scusi per le troppe domande? in attesa di una sua risposta porgo distinti saluti Grazie
Risposta pubblicata il 3/6/2009 4:13:31 PM
Gent Sig.ra Teresa
in 3500 mq si possono allevare 4-5 alpaca che sono un po' pochini per un'attività redditizia. Per cominciare occorre comunque acquistare dei capi (maschi e femmine). L'attività va notificata al Servizio veterinario dell'USL. Finanziamenti diretti per l'allevamento dell'alpaca in Regione Piemonte non mi risulta ci siano, ma il PSR prevede contributi per le produzioni alternative in agricoltura (temo che ci volgia almeno 1 ettaro per poter accedere ai contributi). Sul mercato della lana d'alpaca non so niente. Provi a vedere su http://www.italpaca.com/index.htm (ci sono anche i riferimenti di alcuni allevamenti in Piemonte nell'area Associati)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Peppe
Domanda inviata il 10/26/2008 9:36:23 AM
Salve dott. Rossi, io sono un giovane disoccupato di 26 anni il cui sogno è di avviare un attività agricola possedendo 6.700 mq di terreno collinare. Temo che sia pochino per accedere ai finanziamenti e mi chiedo per arrivare ad essere riconosciuto come imprenditore agricolo a titolo principale su cosa potrei puntare all'inizio?Premetto che io sono a favore di piccola produzione di qualità.
Risposta pubblicata il 10/28/2008 6:25:17 PM
Gent Sig Peppe
normalmente i finanziamenti vengono concessi ad aziende che abbiano almeno 1 Ha. Il riconoscimento di imprenditore agricolo a titolo principale richiede su così poca superficie di puntare su colture di tipo vivaisitico, orticolo o al limite frutticolo. Attenzione all'acqua come fattore tecnico limitante soprattutto in collina.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: pamela pigato
Domanda inviata il 10/22/2008 5:03:27 PM
salve ho 25 anni e
vorrei informazioni in merito al fatto che esistano finanziamenti anche
europei in quanto vorrei creare un allevamento di alpaca.
Risposta pubblicata il 10/28/2008 6:28:59 PM
Gent Sig.ra Pigato
non mi risulta ci siano misure specifiche per il sostegno dell'allevamento di alpaca. Occorre eventualmente vedere se nel PSR della sua Regione nella misura destinata a diversificazione produttiva oppure per il primo insediamento dei giovani in agricoltura questo tipo di attività viene ammessa a contributo.
Cerdiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: domenico
Domanda inviata il 9/30/2008 2:47:54 PM
egreg dtt de rossi le avevo chiesto se gentilmente mi sapeva dire se ci sono dei finanziamenti per il suino nero dei nebrodi ho 23 anni e possiedo 5 ettari di terreno e sto in provincia di messina grazie ...
Risposta pubblicata il 10/28/2008 6:35:14 PM
Gent Sig Domenico
il PSR della Regione Sicilia prevede un contributo pari a 200 euro/UBA per anno per l'allevamento del Suino Nero Siciliano. La stessa misura prevede anche contributi per l'allevamento espensivo o con metodo biologico Misura 214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione). Vista la giovane età è applicabile anche la misura 112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio di 40000 euro). Gli ettari sono un po' pochini, ma per cominciare piò andar bene.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Stefano
Domanda inviata il 7/22/2008 3:35:37 PM
Egr.Sign.De Rossi. Mi chiamo Stefano abito in Sicilia (SR) Ho 25 anni e vorrei iniziare ad allevare asini Panteschi e Ragusani che sono in via d'estinzione e volevo sapere se la regione Sicilia o la provincia di Siracusa propongono degli incentivi, contributi per l'allevamento di asini in via d'estinzione o per la produzione di latte o entrambi se si a chi mi dovrei rivolgere?

La ringrazio anticipatamente

Stefano da Lentini
Risposta pubblicata il 10/28/2008 6:37:34 PM
Gent Sig Stefano
il PSR della Regione Sicilia prevede un contributo pari a 200 euro/UBA per anno per l'allevamento degli asini Ragusano e Pantesco. La stessa misura prevede anche contributi per l'allevamento espensivo o con metodo biologico Misura 214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione). Vista la giovane età è applicabile anche la misura 112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio di 40000 euro). Si deve rivolgere alle condotte agrarie o agli ispettorati agrari o a un centro CAA.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: zeno zignoli
Domanda inviata il 6/16/2008 9:01:42 PM
Egregio dott. De Rossi desidero sapere se vi sono finanziamenti regionali(veneto) o nazionali a sostegno della razza T.P.R.
Ringraziando dell'attenzione cordialmente saluto Zeno
Risposta pubblicata il 6/20/2008 12:57:10 PM
Egr Sig Zeno
il PSR della Regione Veneto prevede un contributo di 180 euro/UBA per anno (per un impegno di 5 anni) per le seguenti razze equine: cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (TPR), cavallo Maremmano e cavallo Norico
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Dr Cambiotti Roberto
Domanda inviata il 5/23/2008 4:10:04 PM
Egregio Dr Rossi, possiedo, fin da quando ero bambino, una piccola tenuta con diversi esemplari asinini (razza martina Franca ed Amiatino). Ora a 34 anni sono intenzionato ad acquistarne degli altri e sto progettando l’apertura di un centro onoterapico con l’utilizzo di asini( anche per altre attività educative, sociali, ricreative e sportive) qui in Umbria nella provincia di Perugia. Volevo sapere se la Regione Umbria (od anche le Provincie di Perugia o Terni) e la comunità europea prevedono fondi e sovvenzionamenti per questo genere di attività. Se si, mi potrebbe indicare la prassi istituzionale per poter richiedere questi contributi (uffici preposti, presentazione di progetti ecc)?
La ringrazio per l’aiuto e mi complimento per la sua competenza.
Risposta pubblicata il 5/23/2008 6:03:00 PM
Egr dr Cambiotti
la Regione Umbria nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto alcune misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione in particolare l'Asino di Martina Franca e l'asino Sardo per gli asinini); misura 2.1.6 Aiuto agli investimenti non produttivi. Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure.
Inoltre, vista la sua età, c'è anche la misura 112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio fino a 50000 euro) eventualmente combinabile con quella del prepensionamento per suo padre.
Fare attenzione alle date di apertura dei bandi (alcuni già scadi il 15 maggio, ma probabilmente riapribili) su http://www.agriforeste.regione.umbria.it/canale.asp?id=846. Generalmente per la presentazione delle domande occorre passare attraverso un centro CAA.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Tiziana Pucciarelli
Domanda inviata il 4/25/2008 4:42:03 PM
Egregio Sig. Rossi,
sa dirmi se esistono, o a chi devo rivolgermi, per sapere se la Regione Marche prevede dei sovvenzionamenti per l'allevamento di asini? Sono una giovane di 29 anni e sto progettando l'apertura di un allevamento nella provincia di Macerata per attività di onoterapia. La ringrazio.
Risposta pubblicata il 5/5/2008 12:21:17 PM
Gentile Sig.ra Tiziana
il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Marche prevede alcune misure che possono esserle di aiuto nell'iniziare l'attività (le principali possono essere la Misura 112 Primo insediamento dei giovani in agricoltura, 121Ammodernamento aziende agricole, 311 Differenziazione attività non agricole). Non ci sono misure specifiche per il mantenimento di asini (es razze in via d'estinzione). Comunque si scarichi il PSR e lo valuti nella sua interezza.
I contatti (e la verifica dei bandi aperti) li può trovare attraverso il sito http://www.agri.marche.it/psr%202007-2013/siar/provasiar.htm.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Alessandro Mari
Domanda inviata il 4/24/2008 6:33:04 PM
Salve, le volevo domandare se la regione Calabria propone degli incentivi per l'allevamento degli asini o in alternatva per la produzione del latte degli stessi. Grazie
Risposta pubblicata il 5/5/2008 12:24:47 PM
Egr Sig Alessandro
la Regione Calabria nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto alcune misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 56121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 56123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli; misura 56125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 53214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica). Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure.
Inoltre, se applicabile, c'è anche la misura 56112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio fino a 50000 euro).
Fare attenzione alle date di apertura dei bandi.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Luigi
Domanda inviata il 4/23/2008 11:12:35 PM
Egregio signor Rossi !
sono un giovane di 20 da sempre la mia passione è quella di riuscire a creare un'azienda grande con la produzione di latte di capra imbottigliato ,yogurt ,formaggi,ecc.solo che non so come fare per ottenere i giusti contributi per riuscire a realizzare l'azienda .
Mio padre ha un'azienda non molta attrezzata ma con un numero di 140 capre di razza garganica,nicastrese,maltese però non so come riuscire a portarla avanti ,le mie capre pascolano in aperta montagna è ho un'affittuario del comune di AMARONI .Voglio sapere informazioni riguardo i finanziamenti che mi servirebbero per creare una sala mungitura, un fienile ,è un trattore per la semina dei cereali, foraggi ecc.. attendo le vostre informazioni!
cordiali saluti il signor Luigi!
Risposta pubblicata il 5/5/2008 12:31:34 PM
Egr Sig Luigi
la Regione Calabria nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto alcune misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 56121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 56123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (es con la trasformazione di latte in formaggio); misura 56125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 53214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione in particolare la capra dell'Aspromonte, la Nicastrese e la Rustica Calabrese per i caprini). Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure.
Inoltre, vista la sua età, c'è anche la misura 56112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio fino a 50000 euro) eventualmente combinabile con quella del prepensionamento per suo padre.
Date le caratteristiche del suo allevamento oltre al biologico perché non pensare ad una valorizzazione dell'uso del pascolo con il riconoscimento dell'ANFOSC (Associazione Nazionale Formaggi Sotto il cielo) che ha un suo marchio e un suo disciplinare? (per contatti www.anfosc.it o 0971 54661).
Fare attenzione alle date di apertura dei bandi.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: giuseppe aiello
Domanda inviata il 4/20/2008 2:18:53 PM
salve signor de rossi io sono proprietario di una piccola azienda ovicaprina in calabria volevo sapere se ci fossero degli agevolazioni della regione x creare delle strutture adatte.cordiali saluti
Risposta pubblicata il 4/24/2008 9:44:34 AM
Egr Sig Aiello
la Regione Calabria nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto alcune misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 56121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 56123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (es con la trasformazione di latte in formaggio); misura 56125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 53214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione in particolare la capra dell'Aspromonte, la Nicastrese e la Rustica Calabrese per i caprini). Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure.
Inoltre, se applicabile, c'è anche la misura 56112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio fino a 50000 euro).
Fare attenzione alle date di apertura dei bandi.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
misura 112
Autore: Salvatore
Domanda inviata il 4/19/2008 9:55:01 AM
Sono un giovane di 26 anni, diplomato perito agrario, ho avuto da sempre la passione di avviare un allevamento avendo quasi 40 ettari di terreno, dai quali poter procacciare foraggio per gli animali.
Sono indeciso se allevare capre saanen o delle asine da latte e razzze di asine in via di estinzione.
Vorrei sapere se la Regione Sicilia elargisce dei contributi e in che misura, e qualche consiglio su quale ramo sia più conveniente investire.
Abito a Santa Domenica Vittoria un paesino a 1080 metri sul livello del mare, sui monti nebrodi in provincia di Messina.
In attesa di un Suo consiglio voglia gradire sinceri saluti.

Salvatore
Risposta pubblicata il 4/24/2008 9:22:08 AM
Egr Sig Salvatore
la Regione Siciliana nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto diverse misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio di 40000 euro); misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (es con la trasformazione di latte in formaggio); misura 125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 211 Indennità compensariva delle aziende in zone montane; Misura 214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione in particolare l'Argentata dell'Etna e la Girgentana per i caprini e il Ragusano e il Pantesco per gli asini); Misura 311 Diversificazione delle produzioni aziendali. Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure. Inoltre non per tutte le misure sono attivati i bandi (sicuramente per quella agroambientale) per cui occorre stare in contatto con le Condotte agrarie o gli Ispettorati Provinciali.
Se posso azzardare un consiglio direi che il settore del latte di asina e del pet-therapy è in forte crescita, mentre per i prodotti caprini occorre o puntare sulle produzioni avendo sbocchi di mercato consistenti e sicuri oppure puntare sulla diversificazione e tipicizzazione dei prodotti magari con forte collegamento territoriale.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: VINCENZO BENEDETTI
Domanda inviata il 4/14/2008 3:01:51 PM
E' POSSIBILE L'INCROCIO TRA UNA CAPRA TIBETANA E UN MASCHIO DI RAZZA GIRGENTANA? GRAZIE.
Risposta pubblicata il 4/24/2008 8:57:26 AM
Egr Sig Benedetti
tecnicamente l'incrocio è possibile, ma data la notevole differenza di mole degli animali delle due razze nella pratica ci possono essere problemi sia per l'accoppiamento che per il parto. Se proprio lo vuole fare si faccia seguire da un veterinario.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: ortenzio
Domanda inviata il 4/6/2008 3:57:12 PM
Egr. Dott. sono un ragazzo della calabria. le volevo chiedere se saprebbe indicarmi indirizzi e numeri telefonici di aziende che allevano e vendono capre camosciate in calabria? grazie e molto importante una sua risposta.
Risposta pubblicata il 4/24/2008 8:53:41 AM
Egr Sig Ortenzio
non sono a conoscenza diretta di recapiti di aziende in Calabria con capre camosciate. La cosa migliore è quella di rivolgersi all'Associazione Regionale Allevatori (0961 777832) oppure alle APA (Associazioni Provinciali Allevatori) ad essa collegate (Cosenza 0984.402695; Crotone 0962/931712; Catanzaro 0961/61335-61205; Vibo Valentia 0963/991376; Reggio Calabria 0965/55568)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: francesco
Domanda inviata il 3/19/2008 12:12:55 AM
buona sera,
sono un ragazzo di 21 risiedente nel parco nazionale del cilento(sa) campania,ed avrei intenzione di dar vita ad un allevamento di asini.
vorrei sapere se vi erano delle agevolazioni o finanziamenti riguardo anche all'imprenditoria giovanile..
grazie
Risposta pubblicata il 3/27/2008 3:43:45 PM
Egr Sig Francesco
in Campania sono sono previste nel PSR misure specifiche per l'allevamento degli asini, ma può sicuramente acquisire i contributi previsti per l'insediamento dei giovaniin agricoltura e per le zone a tutela ambientale. Attualmente non mi risulta siano stati aperti i bandi.
Tenga sotto controllo il sito della Regione Campania oppure se vuole uno sguardo più completo vada su
http://www.politicheagricole.gov.it/SviluppoRurale/Programmi_2007_2013/quadrosinottico.
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: guglielmo lombardi
Domanda inviata il 3/12/2008 10:45:42 PM
gentile sig. Rossi
siamo una coppia quarantenne di napoli stufi della città... abbiamo
comprato casa in campagna e ci piacerebbe iniziare l'attivita di
allevatori suini sa se oggi ci sono fondi europei che possono aiutarci
Risposta pubblicata il 3/27/2008 3:46:21 PM
Egr Sig Lombardi
complimenti per la scelta!
in Campania sono sono previste nel PSR misure specifiche per l'allevamento di suini, ma può valutare di acquisire i contributi previsti per l'insediamento dei giovani in agricoltura (fino ai 40 anni) ed eventualmente per misure sul benessere animale e/o sull'agroambiente. Attualmente non mi risulta siano stati aperti i bandi.
Tenga sotto controllo il sito della Regione Campania oppure se vuole uno sguardo più completo vada su
http://www.politicheagricole.gov.it/SviluppoRurale/Programmi_2007_2013/quadrosinottico.
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: Lembo Salvatore
Domanda inviata il 3/12/2008 4:29:03 PM
Egregio Signor De Rossi sono un giovane perito agrario con un forte amore per la campagna, vorrei avviare una attività di allevamento in modo particolare di capre saanen avendo a disposizione trenta ettari di terreno, vorei sapere da Lei se conviene avviare una attività del genere e se la Regione Sicilia stanzia dei fondi per l'avviamento di tali attività imprenditoriali giovanili.
La ringrazio per i consigli
Risposta pubblicata il 4/24/2008 9:26:21 AM
Egr Sig Salvatore
la Regione Siciliana nel suo Programma di sviluppo rurale (PSR 2007-2013) ha previsto diverse misure di sostegno che possono interessare il suo caso: misura 112 Primo insediamento dei giovani (con meno di 40 anni) in agricoltura (premio di 40000 euro); misura 121 Ammodernamento delle aziende agricole (anche strutturale); misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (es con la trasformazione di latte in formaggio); misura 125 Miglioramento delle infrastrutture aziendali; Misura 211 Indennità compensariva delle aziende in zone montane; Misura 214 Interventi agroambientali (tra cui l'agricoltura e zootecnia biologica e l'allevamento di razze in via di estinzione in particolare l'Argentata dell'Etna e la Girgentana per i caprini e il Ragusano e il Pantesco per gli asini); Misura 311 Diversificazione delle produzioni aziendali. Come vede le cose sono molte ed occorre fare un progetto unitario e successivamente "pescare" nelle misure di finanziamento più opportune e pertinenti, tenendo conto delle eventuali limitazioni/esclusioni tra le diverse misure. Inoltre non per tutte le misure sono attivati i bandi (sicuramente per quella agroambientale) per cui occorre stare in contatto con le Condotte agrarie o gli Ispettorati Provinciali.
Se posso azzardare un consiglio direi che il settore del latte di asina e del pet-therapy è in forte crescita, mentre per i prodotti caprini occorre o puntare sulle produzioni avendo sbocchi di mercato consistenti e sicuri oppure puntare sulla diversificazione e tipicizzazione dei prodotti magari con forte collegamento territoriale.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: saverio
Domanda inviata il 2/21/2008 11:57:42 PM
Gent.le Sig. De Rossi vivo in Basilicata e volevo avviare un allevamento di suini allo stato semibrado e legare questo alla trasformazione delle carni, filiera corta, e a una fattoria didattica. Quali contributi si possono avere e per la trasformazione delle carne ci vuole qualcosa in particolare? Grazie
Risposta pubblicata il 2/26/2008 9:19:22 AM
Egr Sig Saverio
il Programma di sviluppo rurale (PSR) della Basilicata offre alcune possibilità a cui progetti come il suo possono attingere come la Misura 112 relativa al primo insediamento dei giovani in agricoltura e/o la misura 123 relativa all'accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (come può essere considerata la trasformazione delle carni) e/o la misura 211 relativa all'indennità compensativa per le zone montane (se la sua azienda ricade in tali zone) e/o la misura 311 relativa alla diversificazione delle attività non agricole (per tutti gli investimenti di tipo agrituristico). Per i dettagli può scaricarsi il PSR da http://www.regione.basilicata.it/dipagricoltura/default.cfm?fuseaction=dir&dir=2755&doc=&link= e rivolgersi agli uffici regionali per informazioni sull'apertura dei bandi (Ufficio Politiche di Sviluppo Agricolo e Rurale - Viale della Regione Basilicata, III Piano 12 85100 Potenza)
Per la trasformazione della carne occorre la necessaria autorizzazione sanitaria che deve essere richiesta al sindaco (per informazioni si rivolga allo sportello unico per le imprese della sua zona se c'è oppure ai servizi veterinari dell'ASL)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: salvatore sanna
Domanda inviata il 2/17/2008 4:11:19 AM
Carissimo Sig de Rossi, siamo una coppia di quarantenni che da 4 anni anno riscoperto e messo su un'attivita di picola produzzione di ortaggi con circa 1 e mezzo di terra in Sardegna siamo felici e ci da la vendita diretta al publico tante sodisfazzioni.
Ora le volevamo chiedere visto che in Sardegna non si riesce ad ottenere risposta in merito, con un ettaro e mezzo di terra si puo' fare attivita' agrituristica e se e' si ci indichi per favore gli estremi della legge e degli articoli.(non ci interessa il pernotamento).
La ringraziamo anticipatamente salvatore e maria domenica
Risposta pubblicata il 2/18/2008 9:24:04 AM
Egr Sig Salvatore
l'agriturismo non è la mia specialità, ma la legge regionale della Sardegna sull'agriturismo (Legge Regionale n18 del 23.06.1998) non pone limiti minimi di superficie per poter essere riconosciuti come agriturismo. Occorre essere imprenditori agricoli ai sensi dell'articolo 2135 del Codice CiIvile. I limiti posti all'articolo 6 sono relativi all'ospitalità (cioè ai posti letto o di campeggio). Il nocciolo della questione penso ruoti attorno all'articolo 5 che riguarda la "Connessione e complementarità tra l'attività agricola e quella agrituristica" e che le riporto integralmente:

1. Il rapporto di connessione e complementarità tra l'attività agricola e quella agrituristica si realizza allorché l'azienda agricola, in relazione alle sue dotazioni strutturali, alla natura e alla varietà delle coltivazioni e degli allevamenti praticati, agli spazi abitativi disponibili e al numero degli addetti impiegati nelle diverse attività agricole, sia idonea a svolgere l'attività agrituristica nel rispetto delle disposizioni della presente legge.

2. Il requisito di principalità delle attività di coltivazione, allevamento e silvicoltura rispetto all'attività agrituristica si intende garantito quando il tempo-lavoro impiegato nell'attività agricola sia superiore a quello impiegato nell'attività agrituristica.

3. La sussistenza delle condizioni di cui ai commi 1 e 2 va dimostrata dall'interessato mediante una specifica relazione sull'attività agrituristica prevista per il triennio successivo in rapporto all'attività agricola principale e con la presentazione annuale di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante l'esistenza delle condizioni stesse.

Informazioni più precise potrà averle dagli uffici territoriali dell'assessorato regionale all'agricoltura o delle Organizzazioni professionali agricole.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Angela Melone
Domanda inviata il 2/5/2008 10:23:02 PM
Egreg Sig De Rossi vorrei sapere se la regione Abruzzo ha messo a disposizione dei fondi per l'allevamento di asini di razza in via d'estinzione. Grazie
Risposta pubblicata il 2/18/2008 3:44:44 PM
Gent Sig.ra Angela
la misura di sostegno alle razze di asini in via di estinzione non mi risulta attualmente attivata dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: amendola sergio
Domanda inviata il 1/29/2008 3:57:28 PM
sarei interssato ad un allevamento di asine/asini, quali aiuti e' possibile ottenere sia per l'acquisto che per il loro mantenimento?
Risposta pubblicata il 2/18/2008 3:42:54 PM
Egr Sig Sergio
l'aiuto per il mantemento di asini di razze in via di estinzione è previsto al memento attuale dai Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) delle seguenti Regioni: Basilicata (asino di Marina Franca); Emilia Romagna (asino Romagnolo), Liguria (asino dell'Amiata), Puglia (asino di Marina Franca), Sardegna (asino dell'Asinara, Asino Sardo), Sicilia (asino Ragusano, asino Pantesco), Toscana (asino dell'Amiata) e Umbria (asino di Marina Franca, asino Sardo). I premi vanno dai 120 ai 200 euro per UBA per anno a seconda delle Regioni (1 asino di più di 12 mesi vale 0,6 UBA, 1 asino da 6 a 12 mes vale 0,3 UBA). Per l'acquisto penso che la fonte di finanziamento possa esserci nei PSR mella misura prevista per il primo insediamento dei giovani in agricoltura o in quella della diversificazione produttiva.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: susi orlandi
Domanda inviata il 1/23/2008 10:38:54 AM
buongiorno, vorrei sapere se esistono libri sull'allevamento di bovini di razza highland . Sono propietaria di un podere agricolo in provincia di bologna, a Grizzana Morandi e mi piacerebbe allevare vitelli . Può dirmi qualcosa a riguardo? Aspetto una sua risposta e la ringrazio
Risposta pubblicata il 2/18/2008 10:00:20 AM
Gant.le sig.ra Susi
non mi risulta che ci siano pubblicazioni in italiano riguardanti la razza Highland. Anche all'estero non è semplice trovare pubblicazioni semplici per iniziare. Potrebbe essere utile Traditional Cattle Breeds di Peter King oppure la rivista della Highland cattle society (www.highlandcattlesociety.com)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Baldinucci Eleonora
Domanda inviata il 1/17/2008 4:17:21 PM
Egr. Dr. De Rossi,
sarei interessata a sviluppare un piccolo allevamento di asini nel territorio umbro,in zona Gubbio(PG).
Vorrei gentilmente sapere:
1. se nella zona ci sono agevolazioni e/o finanziamenti in merito
2. tecnicamente come procedere (permessi, ecc.)
3. quali requisiti dovrei avere(Zona terreno;metrature;attrezzature) ed altro in mertio a questo argomento.Grazie,cordiali saluti
Eleonora Baldinucci.
Risposta pubblicata il 2/18/2008 3:57:51 PM
Gent Sig.ra Eleonora
nel Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Umbria sono previsti contrbuti per l'allevamento di asini di razza asino di Martina Franca e asino Sardo (120 euro/UBA per anno) (1asino di oltre un anno è pari a 0,6 UBA, 1 asino tra 6 e 12 mesi è pari a 0,3 UBA).
Altri contributi possono essere pescati nel PSR nella misura 1.1.2 Insediamento dei giovani in agricoltura (max 40.000 euro) o su altre misure di diversificazione produttiva, di produzioni di qualità o per le zone montane. Conviene leggere l'intero PSR e realizzare un progetto che utilizzi più misure di contributo: vada su http://www.arusia.umbria.it/homepage_v2/aree_tem/psr/index.htm e si scarichi il PSR. Lì inotre trova i requisiti minimi richiesti (superficie, capi e altro).
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: artiom
Domanda inviata il 12/14/2007 6:29:36 PM
Egregio de Rossi Ermes,
ho una domanda da farle, sono un ragazzo di 23 anni e sarei intenzionato ad aprire un allevamento di vacche da carne biologico qua in romagna (forli), solo che non ho esperienza.
Mi chiedevo se era una cosa fattibile? se si guadagna culcosa? e quanto denaro dovrei investire inizialmente? se mci sono dei contributi? e dei libri che mi possano insegnare?
la ringrazio di questo servizio,
cordiali saluti
artiom cucchi
Risposta pubblicata il 2/18/2008 4:12:14 PM
Egr sig Artiom
aprire attualmente un allevamento di bovini da carne è possibile, ma la sua redditività è legata essenzialmente alla possibilità di contenere i costi e a quella di avere sbocchi di mercato vicini. Interessante può essere l'allevamento della linea vacca-vitello con recupero di zone marginali magari montane/collinari (attività tra l'altro sostenuta dal Programma di Sviluppo Regionale). L'allevamento intensivo richiede strutture e rapporti di connessione con le superfici coltivate non facili da attuare rapidamente nel rispetto della normativa sul benessere degli animali. Ovviamente il denaro da investire inizialmente dipende dalle dimensioni che si voglio assumere, dalla possibilità di accedere ai finanziamenti del PSR (da tener presente anche la misura per l'insediamento dei giovani in agricoltura) e dalla disponibilità del terreno (in proprietà o in affitto). Per quanto riguarda gli animali c'è da scegliere tra razze ormai internazionali da carne (limusine, charolaise e incroci vari) e quelle tipiche come la Romagnola, la Chianina, la Modenese (quest'ultima sostenuta dal PSR con 150 euro(UBA per anno perché considerata in via d'estinzione). Interessante progettare un'azienda legata alla "filiera corta" in grado di arrivare direttamente al consumatore finale o alla ristorazione o al turismo che lì vicino non dovrebbe mancare.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: andrea membretti
Domanda inviata il 10/18/2007 2:58:34 PM
Egr. Dr. De Rossi,
sarei interessato a sviluppare un piccolo allevamento di capre nel territorio del parco nazionale della Valgrande, acquistando e recuperando un vecchio alpeggio con ca. 15.000 mq di terrenno annesso. Vorrei gentilmente sapere:
1. se nella zona ci sono agevolazioni e/o finanziamenti in merito
2. tecnicamente come procedere (permessi, ecc.)
3. quali requisiti dovrei avere per una certificazione bio del prodotto
La ringrazio e la saluto con cordialità
Andrea Membretti
Risposta pubblicata il 10/25/2007 3:33:08 PM
Egr Sig Membretti
relativamente ai finanziamenti occorre attendere l'approvazione definitiva (e quindi la relativa apertura dei bandi) previsti dal Piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della Regione Piemonte che contiene possibilità in diverse misure: per questo vada su www.regione.piemonte.it/agri/psr2007_13/dwd/2_4_07/misure2_04_07.pdf;
relativamente ai permessi (non mi è chiaro se esiste già un'azienda agricola o no) occorre aprire una partita IVA con iscrizione alla Camera di Commercio e all'INPS per gli aspetti contributivi. Occorre formalizzare il possesso dei terreni (affitto o proprietà). Occorre quindi notificare l'allevamento alla locale ASL. Se si intende trasformare il prodotto (es latte in formaggio) occorre avere le necessarie autorizzazioni attraverso il Comune (e di conseguenza l'ASL). Presso le Comunità Montane spesso ci sono sportelli che possono aiutare in tale senso
relativamente alla certificazione del prodotto biologico occorre notificare i terreni, le strutture e gli animali alla Comunità Montana di appartenenza e all'Organismo di Controllo prescelto (con cui poi occorrerà sottoscrivere un contratto per il controllo e ricevere le verifiche ispettive). Da quel momento inizia il periodo di conversione terminato il quale il prodotto è certificabile come biologico. Occorre garantire i ricoveri per gli animali con spazi minimi (1,5 mq al coperto e 2,5 all'aperto per ogni capra). Occorre garantire il pascolo ogniqualvolta le condizioni climatiche lo consentano. Occorre alimentare gli animali con prodotti biologici. Occorre produrre in azienda almento il 50% della sostanza secca annua che mangiano gli animali. Si possono allevare 13,3 capre per ettaro (al fine dello smaltimento delle deiezioni) con la possibilità di collaborare con altre aziende biologiche della zona (comprensorio). Occorre adottare tecniche veterinarie omeopatiche e fitoterapiche. Occorre tenere le registrazioni di tutto quello che si fa in azienda (acquisti, vendite, interventi colturali, ...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Giuseppe
Domanda inviata il 10/8/2007 1:34:41 AM
Salve vorrei una sua delucidazione a riguardo un piccolo allevamento di polletti biologico circa 2000 ho! 3000 polletti da allevare in campo aperto se ci sono delle sovvenzioni o quant'altro per avere un finanziamento per aprire tale allevamento nella mia zona in calabria dove è come proporre il tutto la ringrazio anticipatamente per la sua risposta!
Risposta pubblicata il 10/25/2007 3:36:22 PM
Egr Sig Giuseppe
relativamente ai finanziamenti occorre attendere l'approvazione definitiva (e quindi la relativa apertura dei bandi) previsti dal Piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della Regione Calabria che contiene possibilità in diverse misure: per questo consulti gli uffici regionali dell'assessorato agricoltura o il sito http://www.assagri.regione.calabria.it/welk.php
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Antonio
Domanda inviata il 9/24/2007 11:23:06 PM
salve dottor De Rossi la contatto per avere informazioni sull'allevamento di suini neri nel parco nazionale del cilento e se vi son relativi incentivi e finanziamenti per quanto riguarda i giovani imprenditori. restando in attesa di gradito riscontro, l'occasione è proficua per inviare i più cordiali saluti.
Antonio Carlo Detta
Risposta pubblicata il 10/25/2007 4:24:17 PM
Egr Sig Detta
relativamente ai finanziamenti occorre attendere l'approvazione definitiva (e quindi la relativa apertura dei bandi) previsti dal Piano di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 della Regione Campania che contiene possibilità in diverse misure: per questo consulti gli uffici regionali dell'assessorato agricoltura o il sito http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/home.htm
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: valeria
Domanda inviata il 8/29/2007 12:19:58 PM
Egregio Dottore, vorrei sapere se in sicilia nel nuovo P.O.R. 2007/2013 sono previsti fondi per l'impianto di un allevamento di asini da latte.nel por 200/2006 erano previsti.
se è possibile potrebbe dirmi dove cercarre queste informazioni .
La ringrazio per le informazioni che vorrà fornirmi.
Risposta pubblicata il 10/25/2007 4:19:39 PM
Gent.le Sig.ra Valeria
provi a contattare la Regione Siciliana al seguente numero 091/7076025 o indirizzo email agricoltura.urp@regione.sicilia.it
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: lorella gianfranchi
Domanda inviata il 8/28/2007 8:56:28 AM
Abbiamo la possibilità di fare allevare da un amico contadino un maiale e
la nostra scelta si orienta verso la mora romagnola.
Dove potremmo acquistarla nei dintorni dell'amico (zona Urbino-PU)?
Grazie anticipatamente
Risposta pubblicata il 10/25/2007 4:03:30 PM
Gent Sig.ra Gianfranchi
purtroppo non sono a conoscenza diretta di allevamenti con suini di razza romagnola nella zona di Pesaro-Urbino
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: Davide Chirico
Domanda inviata il 7/25/2007 6:57:23 PM
Che cosa mi sa dire a proposito dell'utilizzo dei prodotti geneticamente modificati, e del fatto che l'unione europea ha aumentato la quantità di utilizzo di tali prodotti nell'agricoltura biologica?? Mi sembra che sia aumentato allo 0,9% dallo 0,3%!
Come facciamo a tutelarci? Io voglio sapere che cosa mangio. Sono ad esempio rimasto molto deluso nel sapere che Il parmigiano reggiano utilizza mangimi della Monsanto geneticamente modificati.
Come faccio a sapere che cosa mangio?
Risposta pubblicata il 8/23/2007 9:36:46 AM
Egr Sig Chirico
il nuovo regolamento per l'agricoltura biologica (Reg CE 834/2007) mantiene il divieto di impiego degli OGM e non aumenta la soglia dallo 0,3% (limite mai fissato da nessuna norma) allo 0,9%. L'articolo 9 del nuovo regolamento si intitola "Divieto di impiego di OGM" e al primo paragrafo prevede che "Gli OGM e i prodotti derivati o ottenuti da OGM non vanno usati come alimenti, mangimi, ausiliari di fabbricazione, prodotti fitosanitari, concimi, ammendanti, sementi, materiale di moltiplicazione vegetativa, microrganismi e aanimali in produzione biologica". Le recenti polemiche sono nate dal fatto che lo stesso articolo 9 cita successivamente le norme europee per l'etichettatura (Regg. 1839 e 1830/2003) come strumento per riconoscere un prodotto OGM da uno non OGM: tali norme prevedono la soglia dello 0,9% che però deve essere dimostratamente "accidentale e tecnicamente non evitabile". Tutto il mondo del biologico italiano (assieme a gran parte delle autorità pubbliche) si è già mosso per garantire l'assenza degli OGM abbassando la soglia (sempre per contaminazioni accidentali e tecnicamente non evitabili) allo 0,1%.
Per il Parmigiano Reggiano la questione è nelle mani del Consorzio di tutela e dei produttori che dovranno decidere cosa fare anche alla luce di campagne di pressione, vedi ad esempio http://www.parmigianogm.it. Nello stesso sito si può trovare un link all'elenco dei caseifici di Parmigiano biologici e quindi sicuramente senza impiego di OGM.
Ancora una volta la difesa del consumatore passa attraverso strumenti di conoscenza più approfonditi che esso deve acquisire. Ma la nostra fatica per andare in cerca delle informazioni che ci servono per poter scegliere quello che vogliamo mangiare deve essere accompagnata dall'azione di chi produce, di chi certifica e di chi fa le norme a darci informazioni e strumenti di tutela.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: andrea
Domanda inviata il 7/25/2007 9:13:09 AM
Con il nuovo regolamento comunitario n° 834/2007 del 28 giugno 2007 ci saranno novità per quanto riguarda l'allevamento biologico?
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti
Risposta pubblicata il 8/23/2007 8:57:30 AM
Gent sig Andrea
stando ai principi generali per la zootecnia biologia enunciati all'articolo 14 del Reg. 834/2007 non sembra ci siano novità sostanziali per l'allevamento biologico rispetto al Reg. CEE 2092/91 (tranne forse una maggiore attenzione al benessere animale). Mancano ancora le disposizioni più tecniche e dettagliate (quelle che nel Reg CEE 2092/91 sono contenute nell'allegato I Parte B e C e nell'Allegato II parte C, D ed E) che vedremo nei "nuovi allegati" quando saranno pubblicati (con particolare riferimento alle deroghe). Ricordo che il Reg 834/2007 entrerà in vigore dal 1 gennaio 2009 per cui c'è ancora del tempo per lavorarci.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Luigi
Domanda inviata il 7/11/2007 4:42:42 PM
Egregio dott. Rossi,
sono titolare di un'azienda zootecnica in cui si allevano bovini da carne. Gli animali per 9 mesi l'anno sono allevati sui pascoli aziendali, usufruiscono dei ricovero solo in inverno durante la notte . La stalla di vecchia concezione è con poste fisse.
Volevo sapere se in tali condizioni l'allevamento è convertibile al bio o è necessario un'adeguamento delle strutture aziendali.
Grazie
Risposta pubblicata il 7/16/2007 10:28:00 AM
Egr Sig Luigi
alla sua domanda è possibile rispondere si solamente se si tratta di stalle costruite prima del 24/08/2000 e se si tratta di una "piccola azienda" cioè con meno di 18 UBA totali (o 30 UBA se la Regione in cui risiede ha esteso la deroga). Può occorrere un piano di adeguamento da presentare all'autorità competente (Regione). In ogni caso Le riporto quanto previsto dalla normativa europea così come è stata recepita in Italia per l'argomento specifico:
6.1.5. In deroga alle disposizioni del punto 6.1.4, la stabulazione fissa può essere praticata in edifici esistenti prima del 24 agosto 2000, a condizione che il responsabile dell'azienda, prima dell'avvio, sottoscriva un piano di adeguamento delle strutture aziendali, secondo i parametri indicati dall'allegato VIII, della durata massima di sei anni (e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, per le aziende che si assoggettano dopo il 2005) purché sia previsto regolare movimento fisico degli stessi e l'allevamento avvenga conformemente ai requisiti in materia di benessere degli animali con zone confortevoli provviste di lettiera. Tale piano dovrà prevedere l'adeguamento degli spazi esterni entro tre anni ed entro sei anni, l'adeguamento degli spazi interni. In ogni caso le deroghe sugli spazi disponibili non potranno superare il 20% degli spazi richiesti dal regolamento (CE) n. 1804/99. Per le aziende in zona montana, le deroghe possono essere portate fino ad un massimo del 50% degli spazi richiesti. L'organismo di controllo concederà la deroga alle disposizioni del punto 6.1.4 previa verifica sia della presentazione del piano di adeguamento alle autorità competenti che sullo stato di avanzamento dei lavori di adeguamento. Durante il periodo di adeguamento il pascolo non e' obbligatorio nel caso di stabulazione libera (che prevede spazi interni ed esterni). Nel caso di posta fissa, compresa la catena, il pascolo e' invece obbligatorio, compatibilmente con le condizioni pedoclimatiche.
6.1.6. Con un'ulteriore deroga, nelle piccole aziende è permessa la stabulazione fissa se non è possibile allevare gli animali in gruppi adeguati ai requisiti di comportamento, purché almeno due volte alla settimana abbiano accesso a pascoli o a spazi liberi all'aperto. Tale deroga, che dev'essere autorizzata dall'autorità o dall'organismo di controllo, si applica ad aziende che soddisfano le norme nazionali in materia di zootecnia biologica vigenti fino al 24 agosto 2000, in mancanza, le norme private accettate o riconosciute dagli Stati membri. La deroga sulla stabulazione fissa nelle piccole aziende e' estensibile alle aziende convenzionali che, successivamente alla data dell'entrata in applicazione del regolamento CE 1804/99 (24 agosto 2000), si sottopongano ad un sistema di controllo basato su norme nazionali o private accettate o riconosciute dallo Stato. Per piccola azienda si intende quella che alleva fino a diciotto unità bovino adulto (UBA), misura questa che potrà essere ampliata fino ad un massimo di 30 UBA, dalle regioni o province autonome, in relazione allo status socio-economico-ambientale presente nelle regioni o province autonome interessate. Per un periodo transitorio come indicato al punto 6.1.5, è consentito l'utilizzo della catena purché almeno due volte a settimana gli animali abbiano accesso a pascoli o a spazi liberi all'aperto.

Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: rosario curto
Domanda inviata il 7/7/2007 12:50:43 PM
vorrei sapere se ci sono contributi per fare qualsisi allevamento o
attivita in brasile sud
Risposta pubblicata il 7/16/2007 10:29:16 AM
Egr Sig Rosario
non ne sono a conoscenza.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: michele frascione
Domanda inviata il 6/12/2007 8:41:10 AM
gentile signore
mi potrebbe dare indicazioni per ricevere un contributo economico dello
stato per chi alleva un asino , mi dicono che per uno in particolare ,
pare il cosiddetto asino africano, essendo in via di estinzione , lo stato
o la Eu dia un contributo per il mantenimento e l'allevamento. In attesa
grazie ,auguri e saluti michele
Risposta pubblicata il 7/16/2007 10:34:07 AM
Egr Sig Frasciome
effettivamente esistono contributi per il mantenimento delle razze asinine considerate in via d'estinzione. Tale gestione è a carico delle Regioni per cui occorre verificare sul Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione in cui Lei risiede quali sono le razze previste.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Francesco
Domanda inviata il 6/5/2007 10:24:15 AM
Salve, sign De Rossi, sarei interessato ad avviare in sicilia un'attività di allevamento di capre da cashmere, saprebbe dirmi cosa occorre per avviare tale attività, se ci sono agevolazioni regionali per questa tipologia di allevamento?
Risposta pubblicata il 7/16/2007 10:42:07 AM
Egr Sig Francesco
per avviare tale attività occorrono principalmente animali e terreni (più un bel po' di pratiche burocratiche che vanno dall'apertura della partita IVA, alla registrazione dei contratti di affitto, all'iscrizione all'ASL dell'allevamento, ecc) e delle strutture in grado di offrire un riparo agli animali in modo da rispettare il loro benessere da una parte e in modo da non danneggiare la produzione dall'altro. Occorre quindi tenere sotto controllo l'alimentazione al fine di ottenere un prodotto di qualità.
Se condo me la cosa più importante è di sapere già dove vendere il prodotto e con quali prezzi: questo per valutare la redditività dell'investimento e per non rischiare di non saper dove piazzare il prodotto o di rischiare di svenderlo.
Per i finanziamenti occorre vedere se nel Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione in cui risiede c'è qualcosa (magari non di specifico, ma in misure relative alla differenziazione delle produzioni e/o all'insediamento dei giovani in agricoltura)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: vivarelli riccardo
Domanda inviata il 5/18/2007 9:37:43 AM
salve sono un ragazzo della scuola media superiore alberghiera B Buon Talenti di Firenze e sono a preparare la mia tesi di maturità sul degrado ambientale e ho trovato molti agganci su l' agricoltura bio e quella industriale mi servirebbe però un indicazzione più precisa per legare gli argomenti magari anche sapendo perchè siamo tornati ad un agricoltura biologica e quali vantaggi offre sul limitare l' impatto ambientale la ringrazio per la pazienza e spero di essere stato chiaro spero che mi possa aiutare perchè sono nei guai. grazie
Risposta pubblicata il 5/24/2007 12:51:20 PM
Egr Sig Vivarelli esprimere in poche righe il perché dell'agricoltura biologica è molto difficile. In breve potrei dirle questo: l'agricoltura biologica e' un sistema di gestione dell'azienda agricola che si basa su tecniche colturali variate, mira a tutelare l'ambiente e a promuovere uno sviluppo agricolo durevole.
i principali obiettivi bell'agricoltura biologica sono: l'ottenimento di prodotti agricoli di qualità e privi di residui chimici, la riduzione dell'impatto ambientale mediante l'impiego di concimi e prodotti antiparassitari naturali anziché chimici di sintesi, il mantenimento della fertilità naturale del terreno con opportune tecniche colturali e con le rotazioni delle colture.
L'agricoltura biologica e' regolamentata da una specifica norma dell'unione europea (regolamento CEE 2092/91). Tutte le fasi di produzione e di commercializzazione sono garantite in quanto gli operatori sono obbligatoriamente sottoposti ad un regime di controllo da parte di appositi organismi privati autorizzati dallo stato. I prodotti biologici riportano in etichetta precise indicazioni sulla loro origine, preparazione, trasformazione, condizionamento e controllo. L'agricoltura biologica produce benefici diretti sulla salute dell'uomo, dell'ambiente e della terra.
Quel che posso fare in più da questa sede è darle qualche indicazione di lettura:
Draghetti Alfonso, Principi di fisiologia dell'azienda agricola, Ist. Edit. Agricolo, Bologna 1948
Fukuoka Masanobu, La rivoluzione del filo di paglia. Un'introduzione all'agricoltura naturale,Quaderni d'Ontignano, Libreria Editrice Fiorentina, 1980
Garofalo Francesco, Lezioni di agricoltura biologica, Ancona 1981
National Research Council, Alternative Agriculture, National Academy Press, Washington 1989
Nicolini Luigi, Agricoltura e dibattito ecologico, La Nuova Italia, Firenze 1978.
Pfeiffer Ehrenfried, La fécondité de la terre. Méthode pour conserver ou rétablir la fertilité du sol, Triades, Paris 1979
Pimentel David, Hall C.W. (editors), Food and natural resources, Academic Press, San Diego 1989
Saltini Antonio, Storia delle scienze agrarie, 4 voll., Edagricole, Bologna 1984-89
Saltini Antonio, Le agricolture “biologiche”, avanguardia o devianza del progresso agronomico? Estr. da Rivista di storia dell'agricoltura, n° 2, 1995
Steiner Rudolf, Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura, Editrice Antroposofica
Cordiali saluti e in bocca al lupo per gli esami
Ermes De Rossi
Autore: Toti
Domanda inviata il 5/13/2007 9:27:46 PM
Egregio Dottore, vorrei avviare in Sicilia un allevamento di asini ragusani. Gradire sapere se esiste da parte della Regione Siciliana un contributo per ogni capo allevato e cosa occorre per ottenerlo.
La ringrazio per le informazioni che vorrà fornirmi.
Risposta pubblicata il 5/24/2007 12:59:35 PM
Egr Sig Toti
nel precedente Piano di sviluppo rurale della Sicilia l'asino ragusano rientrava nelle razze considerate in via d'estinzione e quindi era possibile ottenre un contributo pari a 200 euro/UBA per anno. Nel nuovo PSR 2007-2013 probabilmente tale misura verrà conservata, ma occorre attendere il testo definitivo. Le domande di contributo vanno presentate all'Ispettorato Provinciale per l'agricoltura competente
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Milena
Domanda inviata il 5/13/2007 9:54:20 AM
Risiedo in Basilicata. Sono una giovane disoccupata. Figlia di un agricoltore ed allevatore di ovini.
Vorrei utilizzare un capannone in campagna, di proprietà della mia famiglia, per realizzare un allevamento di galline ovaiole per la produzione e commercializzazione delle uova.
Quali sono gli adempimenti iniziali a cui vado incontro?
Vi sono contributi statali e/o regionali, magari in conto capitale, o aiuti finanziari per i giovani imprenditori?
A chi posso rivolgermi?
Grazie per la cortese attenzione che vorrà prestarmi.
Distinti saluti.
M.P.
Risposta pubblicata il 5/24/2007 1:05:56 PM
Gentile signora Milena
per aprire un'attività zootecnica occorre attuare gli adempimenti di legge previsti (come quelli dell'azienda paterna). Per la commercializzazione delle uova se non vendute sfuse, ma confezionate occorre ottenere la specifica autorizzazione ministeriale come centro di imballaggio.
Per i contributi è possibile accedere a quanto previsto dal Piano di sviluppo rurale sicuramente come primo insediamento per i giovani in agricoltura e anche per l'adozione del metodo di produzione biologico (nel qual caso occorre rispettare quanto previsto dal Reg. CEE 2092/91).
Provi a contattare gli uffici regionali UFFICIO POLITICHE DI SVILUPPO AGRICOLO E RURALE
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: emilia
Domanda inviata il 4/21/2007 2:55:11 PM
Egr. Sig. De Rossi, vorrei fare un allevamento di cinghiali a Liberi, in provincia di Caserta, per poi produrre salumi e vendere piatti pronti take away a base di cinghiale. Mi interessa sapere se è possibile accedere a dei finanziamenti agevolati, magari con una quota a fondo perduto; e se per quel che riguarda la macellazione e la produzione di salumi fatta a livello artigianale dovrei comunque adeguarmi ai dettami delle nuove normative, che mi pare siano molto severe, o posso tranquillamente operare senza alcun particolare permesso.La ringrazio anticipatamente per la sua risposta. N B Le scrivo per conto di mio marito che ha 45 anni e che attualmente lavora come dipendente.
Risposta pubblicata il 4/24/2007 5:38:25 PM
Gent Sig.ra Emilia
come rispondo da un po' di tempo a molti che pongono domande sulla disponibilità di contributi, attualmente siamo in una fase "di passaggio" in cui tutte le regioni stanno adottando il nuovo Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013. Ci sono le linee di orientamento di tali piani, ma non ancora i bandi aperti per poter presentare le domande per gli interventi specifici. Nel suo caso provi a vedere sul sito della Regione Campania. L'età di suo marito superiore ai 40 anni può essere penalizzante in quanto ha perso la caratteristica di "giovane" per cui non potrà accedere ai contributi per il primo insediamento e/o alle maggiorazioni previste per i giovani.
La trasformazione aziendale di prodotti a base di carne può avere delle semplificazioni, ma non delle esenzioni rispetto alle normative previste dal cosiddetto "pacchetto igiene". La cosa migliore è sentire preventivamente la ASL del proprio territorio
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: giuseppe
Domanda inviata il 4/21/2007 2:44:47 PM
egr. dottor De Rossi sono uno studnte e il mio sogno è di dar vita ad una azienda agricola basata sulla valorizzazione dei prodotti agricoli tipici del territorio con allevamento di asine da latte nell' agrigentino.le chiedo consigli sulle normative e sul campo dei finanziamenti nell' ambito dell'alevamento di asine per la produzione di latte.La ringrazio anticipatamente cordiali saluti.GRAZIE!!!
Risposta pubblicata il 4/24/2007 5:41:32 PM
Egr Sig Giuseppe
come rispondo da un po' di tempo a molti che pongono domande sulla disponibilità di contributi, attualmente siamo in una fase "di passaggio" in cui tutte le regioni stanno adottando il nuovo Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013. Ci sono le linee di orientamento di tali piani, ma non ancora i bandi aperti per poter presentare le domande per gli interventi specifici.
Per l'allevamento del latte di asina provi a dare un'occhiata su http://www.lattediasina.it oppure su http://www.asinomania.com/latte.html oppure su http://www.latteasina.itProvi a recuperare gli atti dei convegni sull'allevamento dell'asino di Grosseto e di Palermo (http://www.lattediasina.it/alleva.htm e http://www.iszsicilia.it/convegno/)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: luca
Domanda inviata il 4/19/2007 10:05:47 PM
Egregio sig. Rossi le scrivo dalla provincia di terni "umbria" per avere informazioni su allevamenti di polli biologici, precisamente:
-Cosa mi occorre per avere un allevamento biologio?
-Numero di polli al metro quadrato
-Potrei trovare possibili aziende che commerciano polli biologici?Attendo una sua risposta al più presto.
Distinti saluti
Risposta pubblicata il 4/24/2007 6:18:33 PM
Egr Sig Luca
per avviare un allevamento biologico (oltre naturalmente ai normali adempimenti per ogni azienda agricola: partita IVA, posizione previdenziale, ...) occorre garantire il rispetto dei limiti previsti dalla normativa di riferimento (Reg. CEE 2092/91 e recepimenti italiani). In breve e per punti principali:
occorre avere a disposizione del terreno in rapporto agli animali allevati per produrre il 35 % di quello che mangiamo in un anno e per lo spandimendimento delle deiezioni (cioè 1 ettaro di terra per ogni 580 polli);
occorre avere a disposzione degli spazi minimi di allevamento pari a 10 polli per mq con un massimo di 21 kg di peso vivo nel caso di ricoveri fissi oppure pari a 16 polli per mq con un massimo di 30 kg di peso vivo nel caso di ricoveri mobili a cui vanno aggiunti spazi all'aperto per rispettivamente 4 polli/mq o 2,5 polli/mq
i ricoveri possono contenere al massimo 4800 polli
lo spazio totale dei ricoveri per ciascuna unità di porduzione non può superare i 1600 mq
occorre acquistare pulcini biologici o, se non reperibili, pulcini convenzionali con meno di tre giorni di età (e con l'autorizzazione dell'Organismo di controllo) che devono essere convertiti in 18 settimane
occorre alimentare gli animali con prodotti biologici (con qualche deroga per l'utilizzo di alimenti in conversione o convenzionali)
occorre utiizzare veterinaria omeopatica e/o fitoterapica
occorre notificare la propria attività alla Regione a cui si appartiene e scegliere uno degli Organismo di controllo autorizzato
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: daniele
Domanda inviata il 4/16/2007 8:01:50 PM
salve,
sarei intenzionato ad avviare un allevamento per la produzione di latte di
asina in puglia. Per prima cosa vorrei sapere se ci sono dei finanziamenti statali o regionali, e secondo vorrei delle informazioni, o dei siti dove trovarle per quanto riguarda la commercializzazione del latte.
In attesa della sua risposta le porgo cordiali saluti
Risposta pubblicata il 4/24/2007 6:20:36 PM
Egre Sig Daniele
come rispondo da un po' di tempo a molti che pongono domande sulla disponibilità di contributi, attualmente siamo in una fase "di passaggio" in cui tutte le regioni stanno adottando il nuovo Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013. Ci sono le linee di orientamento di tali piani, ma non ancora i bandi aperti per poter presentare le domande per gli interventi specifici.
Per l'allevamento del latte di asina provi a dare un'occhiata su http://www.lattediasina.it oppure su http://www.asinomania.com/latte.html oppure su http://www.latteasina.itProvi a recuperare gli atti dei convegni sull'allevamento dell'asino di Grosseto e di Palermo (http://www.lattediasina.it/alleva.htm e http://www.iszsicilia.it/convegno/)
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: giuseppe
Domanda inviata il 4/16/2007 5:56:27 PM
salve vorrei ampliare il mio vitigno in campania cosa bisogna fare per ottenere i dovuti permassi?grazie
Risposta pubblicata il 4/24/2007 6:07:27 PM
Egr Sig Giuseppe
per poter ampliare il vigneto occorre acquistare i diritti di reimpianto. Occorre rivolgersi a qualcuno che segue il settore vitivinicolo come ad esempio il competente ufficio regionale (presso le sedi territoriali), oppure le Organizzazioni di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ecc), oppure le cantine sociali se presenti in loco, oppure sulla stampa specializzata ... Auguri.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: francesca
Domanda inviata il 4/2/2007 11:56:20 PM
sig.De Rossi io vorrei delle informazioni per aprire un allevamento di maiali in Sardegna zona sulcis,ci sono degli agevolamenti della regione se si quali?mi servirebbe anche l indirizzo dove potermi rivolgere per avviare le pratiche. Mi dica tutto quello che serve dall inizio incominciando da zero come noi ,il terreno e incluso nel finanziamentio o bisogna possederlo gia?aspetto una vostra risposta grazie
Risposta pubblicata il 4/4/2007 9:43:11 AM
Gentile sig.ra Francesca
per iniziare l'attività conun allevamento suino occorre aprire una posizione fiscale (partita IVA) e ottemperare a tutti gli adempimenti giuridico-fiscali-previdenziali relativi. Occorre avere le strutture e i terreni per ospitare gli animali: questo dipende dal tipo di allevamento che si vuole scegliere (convenzionale, allo stato brado, biologico, ...). le consiglio di mettersi in contatto con un'organizzazione di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ...) o con un bravo professionista del luogo per il disbrigo di tutta la (corposa) parte burocratica per l'inizio dell'attività.
Ovviamente il terreno minimo occorre averlo a disposizione in funzione anche del numero di capi allevati: è possibile anche acquisire tale terreno con un contratto di affitto dai proprietari che glielo concedono.
Finanziamenti al momento non ce ne sono (fino ad apertura del nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013) che prevedeno quasi sicuramente aiuti per il primo onsediamento dei giovani in agricoltura e altre misure specifiche. Contatti l'ERSAT della sua zona (Servizio Territoriale del Sulcis Iglesiente - Carbonia - Via Lucania - Tel 0781 6596226 Fax 0781 62560 servterrsulcisiglesiente@ersat.rupa.it)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Cosentini Antonello
Domanda inviata il 3/25/2007 6:08:34 PM
Salve sono uno studente dell'universtà La Sapienza di Roma devo fare una tesi sperimentale sulle fasi di buona prassi agricola di un allevamento di galline ovaiole da consumo.Siccome su internet ho trovato ben poco potrebbe aiutarmi nella ricerca magari con del materiale inerente o con indirizzi di aziende alle quali potermi rivolgere?La ringrazio anticipatamente!Cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 4/4/2007 9:35:49 AM
Egr Sig Cosentini
Le consiglio di visitare i siti degli Organismi di certificazione in agricoltura biologica: in quasi tutti trova dei sistemi di ricerca delle aziende certificate per tipo di produzione
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Antonio Lucariello
Domanda inviata il 3/25/2007 11:40:07 AM
Egregio Dottor De Rossi,

la prego voler rispondere a tre quesiti.

Vivo in Sardegna e più precisamente a Sassari, ho un piccolo terreno di circa 5.000 mq. in cui ho un piccolo allevamento suino (regolarmente denunciato alla U.S.L. con relativo registro carico scarico suini regolarmente vidimato) allo strato brado. Per una serie di motivi, difficoltà nel reinserimento nel mondo lavorativo (ormai la meritocrazia è stata sorpassata dalla politica) vorrei sapere: in funzione alla nostra Regione:

- quale è la procedura per avere, presumo dall'Ente Demaniale
Sardo, in affitto del terreno boschivo per espandere ed
ottimizzare l'allevamento;

- quali sono le ottemperanze previste per poter aprire un piccolo
salumificio artigianale (io personalmente sono fautore della qualità
del prodotto e non della quantità).

- in merito a quanto esposto nei due punti precedenti sono previsti dei finanziamenti o incentivi per fagocitare tali iniziative.

La ringrazio fin d'ora e le chiedo cortesemente completezza di informazioni, vorrei fare ma mi sento le mani legate da mille voci diverse e contrastanti. Nell'attesa distinti saluti.
Risposta pubblicata il 4/4/2007 9:33:41 AM
Egr Sig Lucariello
per conoscere l'esatta procedura per ottenere terreni demaniali per ampliare la sua azienda Le consiglio di rivolgersi agli uffici locali dell'ERSAT( Sassari - Via Baldedda, 11 - Tel 079 25581 Fax 079 252257).
Per il salumificio (artigianale o commesso all'attività agricola e/o agrituristica che sia) per deve presentare richiesta al Sindaco del Comune in cui risiede (che è l'autorità sanitaria locale) che acquisiti i dovuti pareri positivi dell'ASL le concederà l'autorizzazione. E' chiaro che le persone competenti per sapere se vanno bene le strutture, gli impianti ecc sono i veterinari dell'ASL. Può eventualmente contattarli o affidarsi ad un consulente che sia in grado di darLe già delle indicazioni più precise conoscendo magari i veterinari dell'ASL della sua zona. In ogni caso si deve attenere a quanto previsto dalla normativa europea del cosiddetto "Pacchetto igiene" in particolare ai Regolamenti CE 852/2004 e 853/2004.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: vanni
Domanda inviata il 3/23/2007 10:36:09 PM
Cerco rivenditori di prodotti con litotamnio.
Può indicarmi degli indirizzi in Italia?
Grazie
Vanni-Forlì
Risposta pubblicata il 4/4/2007 9:26:54 AM
Egr Sig Vanni
sicuramente hanno prodotti con litotamnio la Timac (http://www.timac.it/), la Cerrus (http://www.cerrus.it/bentotamnio.htm), la Sincom (http://www.sincom.it/docf/life2.htm), la Comecoambiente srl (Via Milite Ignoto, 15D - 16012 BUSALLA - GE)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: gabriele
Domanda inviata il 3/19/2007 10:23:30 PM
Salve,
allora io vorrei chiederle come è possibile avere annualmente dei contributi statali allevando per esempio bovini cioè, nel mio paese ce un intera montagna dove chiunque del paese puo portare pagando una determinta fida a pasolare i propi animali, questi animali sono cotraddistinti da un bollo di colore gaillo alle orecchie di ogni singolo capo, per quello che so quel marchio serve per denunciare quanti animail una persona ha e in cambio riceve dallo stato un contributo, ecco a questo punto mi domando se puo darmi delle informazioni in merito, come mi debbo muuovere , quanto è quessto contributo e dei suggerimenti, io avrei intenzione di mettere su un piccolo numero di bovini e magari di agevolarmi con questi contributi annui. Una cosa del genere si puo fare anche con i cavalli?? Ma il nuovo PSR della regione Lazio è stato fatto, dove posso documentarmi???

Cordiali Saluti
Risposta pubblicata il 4/4/2007 8:54:52 AM
Egr Sig Gabriele
le marche auricolari gialle (quelle italiane, quelle di altri stati europei sono anche di altri colori) servono per l'identificazione degli animali indipendentemente dai contributi che si percepiscono. Tuttavia per poter percepire i contributi occorre che gli animali siano identificati (e identificabili) e che il numero della marca auricolare di un bovino corrisponda con il registro di carico-scarico aziendale e con il passaparto dell'animale di cui copia deve essere consegnata al servizio veterinario dell'ASL di competenza. Occorre quindi che gli adempimenti dell'anagrafica del bestiame siano tutti rispettati.
Per accedere ai contributi le possibilità sono diverse e sono legate alla diversa tipologia dei contributi (premio per i bovini maschi, premio per le vacche nutrici - per le quali si deve essere in possesso della "quota"-, premio per l'indennità compensativa in zone montane, premio previsto dal PSR per misure specifiche). La richiesta dei premi deve essere effettuata attraverso i Centri di Assistenza Agricola (CAA).
Il nuovo PSR della regione Lazio non è ancora stato approvato ma può leggere la proposta collegandosi al sito http://www.assagri.it/public/files/schedeinfo/PROPOSTA%20PSR%20LAZIO%202007-2013.pdf
cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Nicola
Domanda inviata il 3/11/2007 3:38:10 PM
Buonasera Egr. Dott. De Rossi... mi chiamo Nicola Marchetti e la contatto da Cetraro, un paese di 12000 ab. in provincia di Cosenza. Ho una grande passione per i suini e per tutte le attività relative alla loro crescita. Considerato che al momento con un mio collega di lavoro, nonchè grande amico, cresco maiali per puro hobby e comunque per avere ottima carne ogni anno, è possibile sapere se ci sono finanziamenti regionali o provinciali che diano la possibilità di aprire e gestire un allevamento di suini per poter far sì che la cosa diventi più seria??? La ringrazio per la sue attenzione e spero in una sua celere risposta.. La saluto
Risposta pubblicata il 3/15/2007 11:57:22 AM
Egr Sig Marchetti
come risposndo da un po' di tempo a molti che pongono domande sulla disponibilità di contributi, attualmente siamo in una fase "di passaggio" in cui tutte le regioni stanno adottando il nuovo Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013. Ci sono le linee di orientamento di tali piani, ma non ancora i bandi aperti per poter presentare le domande per gli interventi specifici. Inoltre occorre tener conto che anche se non c'è una misura specifica per l'allevamento suino, non è detto che non si possa accedere comunque ai finanziamenti pescando su altre misure (es primo insediamento per i giovani in agricoltura, adozione del metodo di produzione biologico, interventi per il benessere animale, ecc).
Tenga d'occhio il sito http://www.assagri.regione.calabria.it/welk.php
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Luca Stamati
Domanda inviata il 3/6/2007 1:54:06 PM
Egregio Dott. mi chiamo luca e avrei intenzione di aprire un allevamento di suiniin calabria nel mio paese che è corigliano calabro, la mia ragazza possiede quasi 6000 mq di terreno libero. Volevo sapere se esistono fondi per intrapendere questa attività e quali sono le normativi
Risposta pubblicata il 3/15/2007 11:45:05 AM
Egr sig Luca
attualmente non ci sono finanziamenti in corso. Occorre attendere i bandi del nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. Le consiglio di tener d'occhio http://www.assagri.regione.calabria.it/welk.php.
Penso però che 6000 mq siano un po' pochini (di solo non vengono finanziate aziende inferiori a 1 Ha)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: dr. Ado Concina
Domanda inviata il 2/28/2007 2:43:47 PM
Sono un veterinario in servizio presso il Ministero della salute italiano
per il controllo degli alimenti di origine animale,del benessere animale
ecc.. da anni mi interesso di Antroposofia e Agricoltura Biodinamica
Vi chiedo di inviarmi tutto quanto riuscite a trovare anche in lingua
tedesca o inglese riguardo la questione del latte da mucche
decornate(Bollettino gratuito ai soci n.65 "GERMANIA CONVEGNO DEMETER SUL LATTE" ) poichè la cosa potrebbe avere un seguito in ambito comunitario.
Saluti
Aldo.
Risposta pubblicata il 3/15/2007 11:59:50 AM
Egr dr Concina
purtroppo attualmente non ho nessun materiale disponibile.
Appena trovo qualcosa glielo segnalerò anche se mi piacerebbe capire meglio alcuni aspetti della sua domanda
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: silvia battistel
Domanda inviata il 2/27/2007 10:30:11 AM
Buongiorno, vorrei avviare un'azienda agricola con allevamento di capre e produzione di formaggio. Mi piacerebbe recuperare rezze autoctone in via di estinzione oppure continuare la produzione di formaggi di cui si sta perdendo la tradizione. Aggiungo che non ho alcun problema a spostarmi nella zona di competenza per avviare una produzione dop o igp. Se potete consigliarmi eventuali indirizzi o siti a cui rivolgermi. Cordialmente.
Silvia
Risposta pubblicata il 2/27/2007 11:38:55 AM
Gentile Silvia
purtroppo nonostante la tradizione di allevamento attualmente non c'è nessun formaggio DOP di pura capra (creando anche dei problemi come per la Robiola di Roccaverano) per cui i formaggi caprini tipici e tradizionali occorre andarli a cercare localmente attraverso conoscenze specifiche. Due buoni siti che le possono dare una panoramica praticamente completa (almeno per quanto riguarda le razze e in parte anche per le produzioni) sono http://www.associazionerare.it/index.htm e http://www.agraria.org/ovini.htm
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: Vincenzo
Domanda inviata il 2/22/2007 2:51:14 AM
Ciao, sono un ragazzo (più o meno), che vorrebbe avviare un'attività nell'agricoltura che mi permetta di avere uno stile di vita decoroso; sono in possesso di un'appezzamento di terra pari a 2,5 H con su degli immobili ed 1 magazzino; mentre la mia ragazza è in posseso (in realtà sono dei famigliari che vorrebbero vendere) di un numero di H nettamente superiore ai miei, con 3 capannoni, 1 ovile ed 1 capannone attrezzato per mungere ovini...partendo dal fatto che noi non abbiamo mai avuto esperienza nel mondo agrario, la mia domanda è: esiste un ente che ci possa far usufruire di una consulenza su come poter sfruttare al meglio queste risorse, ovvero indirizzarci verso un'attività al posto di un'altra? Tenendo presente che noi non abbiamo le idee chiare, esistono dei mezzi per rilevare l'azienda dai parenti della mia ragazza che vorrebbero vendere, magari anche con qualche sovvenzione o qualche mutuo a tasso aggevolato?(Tengo a precisare che il valore dell'azienda supera il milione di euro); fiducioso, attendo una risposta, grazie e buon lavoro.
Risposta pubblicata il 2/27/2007 11:28:09 AM
Egr Sig Vincenzo
ovviamente non sapendo in quale zona risiede non sono in grado eventualmente di indirizzarla sugli enti sono presenti localmente. Un'assistenza completa in genere può essere svolta dalle organizzazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, ecc) che sono anche in grado di espletare concretamente le pratiche. Altra alternativa importante soprattutto dal punto di vista tecnico e legato all'accesso ai contributi pubblici è quella di rivolgersi ad un centro CAA. Anche un buon professionista del luogo (agronomo, perito agrario, agrotecnico) può esservi altrettanto utile.
Per quanto riguarda l'acquisto dei terreni esiste la possibilità di accedere alle agevolazioni previste per la cosiddetta formazione della piccola proprietà contadina (però occorre acquisire la qualifica di imprenditore agricolo e verificare la eventuale sussistenza di diritti di prelazione precedenti). Normalmente si può procedere attraverso l'insediamento come imprenditore agricolo sulla parte dell'azienda in proprietà acquisendo se possibile la restante parte in affitto e successivamente procedere all'acquisto.
Cordiali saluti e auguri
Ermes De Rossi
Autore: alessia bellomi
Domanda inviata il 2/19/2007 8:44:42 PM
Egregio dottore, avrei intenzione di intraprendere l'allevamento di bovini da carne ,in una zona montana della regione marche.
vorrei sapere se ci sono fondi europei per la realizzazione di questo tipo di allevamento. nel caso in cui la risposta fosse negativa sa dirmi se il nuovo PSR prevede stanziamenti x altro tipo di allevamento?

la ringrazio
distinti saluti
Risposta pubblicata il 2/27/2007 11:18:01 AM
Gentile Alessia
non mi pare ci siano attualmente fondi aperti per tale attività. Il nuovo PSR non mi sembra abbia misure specifiche per il settore bovino da carne, ma cis sono comunque delle azioni che possono essere finanziate pescando da vari capitoli (primo insegiamento giovani, indennità compensativa in zona montana, misure agroambientali, benessere animale). Bisogna studiarsi la bozza del PSR reperibile su http://www.agri.marche.it/
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore:  SABATINA
Domanda inviata il 2/13/2007 9:47:48 PM
GENTILISSIMO DOTT.ERMES VI SCRIVO DA PAESTUM (SA)PER PORVI QUESTA DOMANDA: SONO UNA RAGAZZA DI 25 ANNI ,ED SONO IN POSSESSO DI UNA PICCOLA AZIENDA OVICAPRINA DI 25 CAPI DI CAMOSCIATE DELLE ALPI, E DI 5 SAANEN.NATURALMENTE CON TANTO DI REGGISTRO DI STALLA REGG. DEI FARMACI ECC.ECC. VISTO CHE RIESCO AD AVERE UNA SODDISFACENTE PRODUZZIONE DI LATTE,VORREI SAPERE DA LEI:SE ESISTE UNA LEGGE CHE IO POSSA TRASFORMARE QUESTO PRODOTTO A LIVELLO ARTIGIANALE COME VENIVA FOTTO DAI NOSTRI VECCHI PASTORI NATURALMENTE ATTENENDOSI ALLE NORME ASL MINIME PER POTERLO FARE ED VENDERLO LIBERAMENTE. ED A CHI MI POSSO RIVOLGERE PER AVVIARE QUESTA INIZIATIVA,GRAZIE MILLE.
Risposta pubblicata il 2/14/2007 6:54:02 PM
Gent Sig.ra Sabatina
per ampliare la sua attività di trasformazione e commercializzazione deve presentare richiesta al Sindaco del Comune in cui risiede (che è l'autorità sanitaria locale) che acquisiti i dovuti pareri positivi dell'ASL le concederà l'autorizzazione. E' chiaro che le persone competenti per sapere se vanno bele le strutture, gli impianti ecc sono i vetrinari dell'ASL. Può eventualmente contattarli o affidarsi ad un consulente che sia in grado di darLe già delle indicazioni più precise conoscendo magari i veterinari dell'ASL della sua zona. In ogni caso si deve attenere a quanto previsto dalla normativa europea del cosiddetto "Pacchetto igiene" in particolare ai Regolamenti CE 852/2004 e 853/2004.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Spano luigino
Domanda inviata il 2/12/2007 12:54:26 AM
Buonasera,michiamo luigino Spano e le scrivo dalla Sardegna,
le premetto che sono totalmente ignorante in questo campo;
ho ereditato da mio nonno una piccola azienda di ovini ma nel passaggio e nella creazione di una nuova partita iva per la regolarizzazione di tale azienda (data dalla negligenza di una persona anziana) ho perso le quote annuali(circa 200)per i contributi di questa.
Anche se la somma era abbastanza notevole questo non è un problema irrimediabile inquqanto preferisco di gran lunga i bovini da latte,
So da i miei pastori ormai diventati mezzadri(circa 40 anni di colaborazione),che mio nonno aveva parecchie quote latte per bovini (anche se non so bene come funzionino e di cosa si tatti con esattezza) ma sono state perdute credo per inutilizzo dato che aveva smesso molto tempo fa di utilizzarle.
Dopo questa noiosa premessa vorrei chiederle se è possibile aprire nuove aziende per bovini da latte e come bisogna comportarsi per farlo e sapere qualcosa sulle quote e se si possono richiedere o altro.
La saluto e la ringrazio anche nel caso non possa aiutarmi.

Cordiali saluti
Spano Luigino.
Risposta pubblicata il 2/14/2007 6:59:26 PM
Egr Sig Spano
è molto probabile che le quote latte di suo nonno siano state perse se non utilizzate da anni. Per poter mungere e vendere latte bovino è comunque obbligatorio possedere le quote-latte (quote "consegne" se si conferisce latte ad un caseificio, quote "vendite dirette" se si trasforma il latte in azienda). L'unico modo per recuperarle è di acquistarle da altri allevamenti che le vogliano cedere (perché chiudono o per altri motivi) oppure prenderle in affitto assieme ai terreni. Per conoscere se ci sono quote disponibili nella sua zona/regione si rivolga all'Associazione PRovinciale Allevatori o alle organizzazioni di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ecc) o anche ai caseifici cooperativi (se intende conferire poi a loro il latte). Comunque non è facile. Inoltre senza quote non si può accedere ai contributi regionali e comunitari per misure specifiche.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Carmelo Paolino
Domanda inviata il 2/9/2007 7:17:39 PM
Salve,
avrei intenzione di intraprendere un'attività incentrata sull'allevamento di alpaca in Sicilia. Vorrei sapere se ci sono finanziamenti per attività del genere. Inoltre poichè la zona di pascolo è molto estesa vorrei mettere dei piccoli apparecchi elettronici che mi forniscono in tempo reale la posizione del capo.
Anche in questo caso vorrei sapere se ci sono finanziamenti.

Grazie
Carmelo
Risposta pubblicata il 2/14/2007 7:01:15 PM
Egr Sig Carmelo Paolino
al momento attuale non ci sono contributi per allevamenti di alpaca in Sicilia. Non so se nel nuovo PSR ci saranno misure di sostegno alla differenziazione produttiva nel settore zootecnico, ma dubito. Comunque occorre aspettare la pubblicazione dei bandi del PSR
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: generoso
Domanda inviata il 2/8/2007 6:24:09 PM
salve dottor De Rossi, vorrei avere notizie su una razza di suini, in particolare su il maiale nero dell'alto casertano o pelatelo casertano e sapere dove poter trovare esemplari del genere per avviare un eventuale allevamento di questa razza. Cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 2/27/2007 11:50:28 AM
Egr Sig Generoso
le informazioni che cerca può averle rivolgendosi al Consorzio Allevatori Razza Suina Casertana
Corso Trieste, 64 - CASERTA - Tel./Fax 0823444441 e al Centro di selezione Ruviano presso
Azienda Agrituristica "Masseria dei Trianelli" - Ruviano - Caserta
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Medori Mauro
Domanda inviata il 2/8/2007 1:17:27 PM
Sono un ragazzo di 29 anni di Orte(VT) e sto ultimando gli studi
universitari del corso in Scienze Forestali ed Ambientali presso
l'Università Tuscia di Viterbo. Vorrei avere informazioni su come poter
realizzare un allevamnetnto di suini e come si possono ottenere dei
finanziamenti. sarebbe cosa gradita avere l'elenco degli allevamenti di
suini delle province di Viterbo e Terni da poter visitare! Distinti saluti
Risposta pubblicata il 2/8/2007 6:03:59 PM
Egr Sig Medori
per aprire un allevamento suino occorre aprire una posizione fiscale (partita IVA) e ottemperare a tutti gli adempimenti giuridico-fiscali-previdenziali relativi. Occorre avere le strutture e i terreni per ospitare gli animali: questo dipende dal tipo di allevamento che si vuole scegliere (convenzionale, allo stato brado, biologico, ...). Per un allevamento biologico occorre notificare la propria attività all'Ispettorato Provinciale competente scegliendo l'Organismo di controllo. Nel caso di allevamento biologico gli spazi minimi da garantire per l'allevamento sono: Scrofe in allattamento con suinetti fino a 40 giorni 7,5 mq al coperto per scrofa 2,5 mq all'apertoSuini da ingrasso fino a 50 Kg·0,8 mq al coperto 0,6 mq all'aperto fino a 85 Kg· 1,1 mq al coperto 0,8 mq all'aperto fino a 110 Kg· 1,3 mq al coperto mq all'aperto· oltre 110 Kg 1,6 mq al coperto 2 mq all'aperto· Suinetti oltre 40 giorni e fino a 30 kg 0,6 mq al coperto 0,4 mq all'apertoSuini da allevamento 2,5 mq al coperto per femmina 6 mq all'aperto per maschio 1,9 mq al coperto e 8,0 mq all'apertoPer lo spandimento delle deiezioni si possono allevare 74 Suinetti/HA per anno, 6,5 Scrofe riproduttrici, 14 Suini da ingrasso, 14 Altri suini. I finanziamenti si possono ottenere se il tipo di attività è presente nelle misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale che la Regione sta terminando di predisporre e per il quale aprirà il bando (Tenga sotto controlli il sito http://www.assagri.it/argomenti_home.asp?Arg=26&Des=PSR%20Piano%20di%20sviluppo%20rurale). Per avere gli elenchi degli allevamenti suini di Viterbo e Terni può rivolgersi all'Associazione Provinciale Allevatori. Se le interessano quelli biologici contatti le strutture provinciali dell'Assessorato Agricoltura che gestiscono gli elenchi degli operatori biologici.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: loredana lucente
Domanda inviata il 2/8/2007 1:03:25 PM
salve gent. Ermes De Rossi
scrivo dalla calabria e possiedo un cavallo vorrei semplicemente sapere se
posso usuffruire di una qualche forma di aiuto economico da parte della
mia regione,ed anche per un modesto allevamento di conigli.la ringrazio
per la risposta che vorrà darmi.
Risposta pubblicata il 2/8/2007 6:14:46 PM
Gent Sig.ra Loredana
francamente non so se la Regione Calabria finanzia il mantenimento di un cavallo (a meno che non sia tra le razze considerate in via di estinzione previste dal PSR). Come sono costretto a ripetere a molti ultimamente, al momento attuale non ci sono bandi aperti ma tutti stiamo aspettando che le diverse Regioni attivino i propri Piani di Sviluppo Rurale 2007-2013. Per la sua regione le consiglio di tener d'occhio http://www.assagri.regione.calabria.it/welk.php
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: leonardo lanini
Domanda inviata il 2/7/2007 12:17:02 PM
Salve dottore.
sono uno studente dell'istituto tecnico agrario di firenze e frequento la classe quinta.
stiamo lavorando ad un progetto per la realizzazione di un allevamento di anatre germane o anatre da carne.
volevamo avere più informazioni sul tipo di allevamento e tutte le informazioni che ha a disposizione. E se ha contatti di altri allevatori in toscana che sono disposti ad accoglierci per eventuali chiarimenti e per fare eventuali foto.
Vorrei sapere anche se conosce testi da consultare.
la ringrazio
leonardo.
Risposta pubblicata il 2/8/2007 6:21:24 PM
Egr Sig Leonardo
non conosco allevamenti del tipo che voi cercate in Toscana. Per gli aspetti tecnici di allevemanto vi indirizzo a qualcuno che ne sa molto più di me: consultate il sito www.biozootec.it del dr Arduin
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: brett
Domanda inviata il 1/16/2007 12:05:53 AM
salve dottore,
mio padre ha un piccolo allevamento di suini costituito da 50 scrofe in provincia di salerno,nel cilento.vorrei sapere se ci sono fondi europei per l'ampliamento degli allevamenti suini o fondi per la realizzazione di allevamenti suini...la ringrazio distinti saluti
Risposta pubblicata il 2/8/2007 5:52:25 PM
Egr Sig Brett
al momento non ci sono bandi aperti per contributi che interessano la sua attività. Occorre attendere l'apertura del nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per il quinquennio 2007-2013. Di solito l'allevamento suino non è tra le attività sostenute, ma alcune cose stanno cambiando con particolare riferimento all'adeguamento alla normativa per il benessere animale. Per saperne di più http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/psr/psr-2007-2013.html
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Fausto
Domanda inviata il 1/8/2007 11:02:57 AM
Salve dottore, volevo chiederle: abito nel parco nazionale del cilento e vallo di diano, volevo sapere se ci sono finanziamenti per creare allevamento di mucche da latte e di capre sempre da latte magari producendo latte biologico. E dove trovare mucche da latte e a che rivolgersi. grazie in anticipo. siete i migliori.
Risposta pubblicata il 1/10/2007 8:55:32 AM
Egr Sig Fausto in Campania c'era un bando di finanziamento aperto per il miglioramento delle condizioni igieniche delle aziende produttrici di latte, ma è scaduto il 27 dicembre 2006. Per eventuali aiuti alla creazione di nuove aziende occorre attendere il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013. Attenzione però: mentre per le capre da latte non ci sono problemi, per le vacche da latte occorre essere in possesso delle "Quote latte" altrimenti non è possibile produrre (sia che si venda il latte sia che lo si trasformi in azienda) né tantomeno avere accesso agli aiuti. Quindi prima di trovare le vacche da latte occorre trovare le quote latte. Per dove trovare animali dipende dalla razza che si vuole allevare e dal tipo di genetica che si vuole: l'associazione allevatori locale può essere di aiuto. Per quanto riguarda il biologico le possibilità sono due: acquistare gli animali prima di fare la Notifica di attività di produzione biologica e quindi convertire gli animali presenti in azienda oppure se la prima Notifica è già stata fatta occorre acquistare animali già biologici: rivolgersi agli uffici regionali dell'agricoltura per avere gli elenchi delle aziende biologiche che possono eventualmente fornire gli animali (anche se penso che sia un po' difficile perché non ce ne sono molte)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: STEFANO
Domanda inviata il 1/6/2007 12:09:41 PM
VORREI CREARE UNA PICCOLA AZIENDA OLEARIA, MI SADIRE COSA DEVO FARE E SE POSSO RICHIEDERE CONTRIBUTI. L' AZIENDA DOVREBBE NASCERE IN SARDEGNA
Risposta pubblicata il 1/10/2007 9:06:40 AM
Egr Sig Stefano
non capisco se per olearia intende un'azienda che produce olio coltivando gli olivi o un'azienda che trasforma in olio le olive acquistate da altre aziende agricole. Comunque nel primo caso occorre ovviamente avere i terreni ad olivo (in proprietà o in affitto) e insediarsi come imprenditore agricolo a titolo principale per poter avere diritto ad eventuali contributi per il primo insediamento per i quali bisogna attendere il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Sardegna.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Matteo Richiusa
Domanda inviata il 12/21/2006 10:45:08 AM
Salve Dott. Ermes De Rossi,le scrivo dalla Sicilia,desidererei sapere se sono previsti finanziamenti per l'allevamento di ovini razza: "capra girgentana" nei prossimi mesi.
Le sarei grato se mi facesse pervenire del materiale di informazione o dei link di riferimento.
Le pongo i più cordiali saluti e i più cari auguri di Buone Feste.
Grazie. M. Richiusa
Risposta pubblicata il 1/10/2007 5:59:29 PM
Egr Sig Richiusa
al amomento non ci sono bandi aperti per la capra Girgentana, ma speriamo siano presenti nel prossimo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013. Eventualmente può contattare il responsabile regionale dr Piazza Salvatore all'indirizzo agri1.zootecnia@regione.sicilia.it. Il sito da tener d'occhio può essere questo: http://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/Assessorato/index.htm
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: DANZIANO DANIELA
Domanda inviata il 12/19/2006 12:52:04 PM
Buongiorno,ho la possibilità con un terreno boschivo di circa 20 giornate piemontesi con acqua e struttura in pietra per ricovero adatto ad un allevamento allo statto brado di suini nella provincia di Cuneo, vorrei sapere se esiste una normativa particolare, dove mi devo rivolgere a quali tipi di contatti devo avere per mettere in pratica l'attività. (registro all., apertura pos.fiscale, assistenza tecnica ,commerciale . ) inoltre vorrei sapere:
- esistono finanziamenti per l'attività e/o valorizzazione di alcune razze? (spese per la recinzione...ecc)
Esiste un tipo di razza suina consigliabile in questa zona rispetto ad un'altra?
E' possibile avere contatti con persone che già svolgono tale attività in piemonte o altrove? Grazie e BUON NATALE
Risposta pubblicata il 1/10/2007 6:15:12 PM
Gent Sig.ra Danzano
le consiglio di mettersi in contatto con un'organizzazione di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ...) o con un bravo professionista del luogo per il disbrigo di tutta la (corposa) parte burocratica per l'inizio dell'attività. Per i finanziamenti nel nuovo PSR non ci sone razze suine ammesse a contributo per la loro salvaguardia, ma ci sono alre misure che riguardano il benessere animale che potrebbero fare il caso suo. Vada a veder su http://www.regione.piemonte.it/agri/pac/psr2007_13/27_11_2006.htm: ci sono anche interventi per la creazione di nuove imprese.
In provincia di Cuneo ci sono diverse realtà che lavorano bene con i suini: se le interessa il suino biologico provi a contattare la Cooperativa La Sorgente a Verzuolo (telefono 0175/289783)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: liliana costanzi
Domanda inviata il 12/18/2006 3:20:41 PM
Salve sono una studentessa di medicina veterinaria: ho condotto una ricerca sulla razza bovina Highland e volevo sapere se ci sono allevamenti di questa razza in Italia...saprebbe gentilmente indicarmi qualche sito utile di tali allevamenti?
Grazie infinite
Liliana
Risposta pubblicata il 1/10/2007 6:29:22 PM
Gentile Sig.ra Costanzi
Non sono a conoscenza di allevamenti biologici di Highland in Italia. Ne ho trovato uno in Svizzera: Bernardi Giovanni ALMA SA - 6937 Breno – telefono 091 609 20 00 (Biologico).
Altre possibilità sono Agriturismo Ponte di Vello c/o REKA Vacanze in fattoria - Neuengasse 15 - 3001 Berna Telefono +41 (0)31 329 66 33 Fax +41 (0)31 329 66 01;
Un'azienda cpmmerciale che importa anche questa razza di animali (e che eventualmente Le può dare qualche informazione in più) è Toni Vico - Reg. TRE RIVI, 40 - 12040 MONTEU ROERO (CN) TEL.0039(0)17390121 FAX 0039(0)17390789 - CELL. 0039 337233615 - 0039 3338430222.
Se desidera verificare disponibilità di animali direttamente dalla zona tipica di origine Le consiglio di andare a consultare i seguenti siti: http://www.highlandcattleborlandfold.com/ - http://www.highland-coos.com/ - http://www.romesdalhighlanders.co.uk/ - http://www.highlandcattlesociety.com/
Provi a contattare anche l'Associazione Allevatori.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: giuseppe
Domanda inviata il 12/16/2006 4:49:06 PM
salve ,volevo chiederle se poteva indicarmi quanti suini ettaro massimo posso allevare in un allevamento estensivo?ci sono deiparametri da rispettare?grazie
Risposta pubblicata il 12/18/2006 9:22:53 AM
Egr Sig Giuseppe
nel caso di allevamento convenzionale il parametro principale da rispettare è quello legato ai vincoli imposti dalla normativa per lo spandimento delle deiezioni (collegata alla direttiva nitrati). Questa normativa è di applicazione regionale per cui occorre contattare l'ARPA o gli uffici regionali dell'agricoltura (Ispettorari o simili) della sua regione per avere i numeri giusti.
Nel caso di allevamento biologico gli spazi minimi da garantire per l'allevamento sono:
Scrofe in allattamento con suinetti fino a 40 giorni 7,5 mq al coperto per scrofa 2,5 mq all'aperto
Suini da ingrasso fino a 50 Kg·0,8 mq al coperto 0,6 mq all'aperto fino a 85 Kg· 1,1 mq al coperto 0,8 mq all'aperto fino a 110 Kg· 1,3 mq al coperto mq all'aperto· oltre 110 Kg 1,6 mq al coperto 2 mq all'aperto·
Suinetti oltre 40 giorni e fino a 30 kg 0,6 mq al coperto 0,4 mq all'aperto
Suini da allevamento 2,5 mq al coperto per femmina 6 mq all'aperto per maschio 1,9 mq al coperto e 8,0 mq all'aperto
Per lo spandimento delle deiezioni si possono allevare 74 Suinetti/HA per anno, 6,5 Scrofe riproduttrici, 14 Suini da ingrasso, 14 Altri suini
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: polidori francesco
Domanda inviata il 12/4/2006 10:03:55 AM
ho un terreno agricolo, a cui accedo grazie ad una servitu di passaggio con qualunque mezzo, vorrei tenere 2 cavalli e realizzare una staccionata ed una tettoia per il ricovero degli stessi. vorrei sapere se ho bisogno di permessi sanitari o edilizi, inoltre per governare i cavalli posso andare anche in ore notturne o questo costituisce aggravio di servitu?visto che il passaggio è confinante con una casa di civile abitazione e questo mio andare e venire può effetivamente creare disturbo.
grazie e cordiali saluti
franco polidori
Risposta pubblicata il 12/12/2006 5:55:45 PM
Egr Sig Polidori
mi dispiace, ma il diritto agrario non è il mio settore di competenza: provi a chiedere all'ufficio legale di qualche organizzazione di categoria o a qualche agronomo della zona
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: azzurra
Domanda inviata il 12/3/2006 4:30:36 PM
Buongiorno, ho una grande passione per gli asini;vorrei sapere se ci sono finanziamenti per promuovere allevamenti di asine da latte nella Regine Lombardia, le difficoltà burocratiche e soprattutto che possibilità di mercato avrei in questo settore.GRAZIE MILLE
Risposta pubblicata il 12/12/2006 5:58:57 PM
Gentile Azzurra
per i finanziamenti occorre aspettare il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) del 2007/2013: tenga sotto controllo il sito della Regione Lombardia e/o contatti gli uffici specifici. Per gli asini grande interesse c'è attualmente per il latte d'asina (vedi risposta a Francesca del 29/11/2006)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: cinzia
Domanda inviata il 12/2/2006 12:07:48 PM
Buon giorno, vorrei sapere se ci sono dei fondi europei per allevamenti biologici di animali in via d'estinzione in campania, vorrei utilizzare un terreno in montagna
Risposta pubblicata il 12/12/2006 6:00:11 PM
Gentile Cinzia
per i finanziamenti occorre aspettare il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) del 2007/2013: tenga sotto controllo il sito della Regione Campania e/o contatti gli uffici specifici.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: francesca
Domanda inviata il 11/29/2006 7:46:16 PM
Salve, sono una studentessa di agraria molto interessata all'allevamento degli asini per la produzione di latte.Purtroppo nella mia facoltà non è facile reperire testi e informazioni riguardo!Avrebbe qualche testo da consigliarmi per l'allevamento? ...Mi hanno detto che il latte di asina non è commercializzabile... è vero??? La ringrazio molto e complimenti per l'attivitàche svolgete
grazie
Risposta pubblicata il 12/12/2006 5:52:46 PM
Gentile Francesca
provi a dare un'occhiata su http://www.lattediasina.it oppure su http://www.asinomania.com/latte.html oppure su http://www.latteasina.it
Provi a recuperare gli atti dei convegni sull'allevamento dell'asino di Grosseto e di Palermo (http://www.lattediasina.it/alleva.htm e http://www.iszsicilia.it/convegno/)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: giuseppe foglia
Domanda inviata il 11/28/2006 1:36:30 PM
vorrei allevare in modo estensivo suini di razza casertana in campania volevo chiederle se ci sono aiuti o contributi sia a livello nazionale che europeo sull'allevamento di questa razza autoctona in via di estinzione
grazie
Risposta pubblicata il 12/12/2006 6:01:05 PM
Egr Sig Foglia
per i finanziamenti occorre aspettare il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) del 2007/2013: tenga sotto controllo il sito della Regione Campania e/o contatti gli uffici specifici.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Stefania
Domanda inviata il 11/27/2006 10:17:44 PM
Buonasera,
vorrei sapere cortesemente quale razza suina e bovina è preferibile allevare in Irpinia e quali sono i finaziamenti pubblici(regionali, statali e comunitari) che si possono richiedere per aprire un allevamento.
Nell'ipotesi di apetura di un allevamento suino e uno bovino in una stessa azienda non allo stato brado è possibile ottenere due finaziamenti o uno esclude l'altro?
In attesa di una sua cordiale risposta la ringrazio per la sua cortese atttezione.
Stefania Pasquale
Risposta pubblicata il 12/12/2006 6:05:09 PM
Gentile Stefania
per i finanziamenti occorre aspettare il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) del 2007/2013: tenga sotto controllo il sito della Regione Lombardia e/o contatti gli uffici specifici.
Per quanto riguarda le razze se vuole avere il finanziamento deve per forza allevare quelle previste dal PSR e comunque l'indicazione della razza dipende anche dal tipo di allevamento che intende realizzare (al chiuso, all'aperto, allo stato semibrado, biologico).
Generalmente i finanziamenti non si escludono a vicenda anche se "pescano" su misure diverse: eventualmente i bandi dei diversi PSR pongono dei limiti massimi di finanziamento ottenibile dalla stessa azienda in un certo periodo di tempo
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: mantelli giacomo
Domanda inviata il 11/6/2006 4:58:04 PM
vorrei sapere se esistono finanziamenti o agevolazioni per allevamento biologico di capre cashmere e suini di vecchia razza (nera di parma o bardigiana) nella provincia di parma nel comune di Solignano.
Risposta pubblicata il 11/17/2006 9:04:43 AM
Egr Sig Mantelli attualmente non mi risulta ci siano bandi aperti: tutto è rimandato al 2007 con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: marcello lucarelli
Domanda inviata il 11/5/2006 2:29:23 PM
Egr. dottore, avendo a disposizione a Genazzano (RM) 4 appezzamenti di terreno, alle pendici del parco dei monti prenestini per un totale di 10 Hacirca,e con una struttura per un fabbricato di circa 150 mq.regolarmente costruita ma da terminare per quanto riguarda gli interni, i terreni sono in parte coltivati ad ortaggi parte a vigneto parte a bosco e parte ad erba medica;vorrei costituire una azienda agricola con coltivazione di mais, grano cereali in genere ed erba medica atti all'allevamento di asini circa 40 capi, muli 30 capi e altrettanti cavalli, ed allevamento di animali di bassa corte volti a creare un percorso didattico per gli alunni delle scuole elementari ed eventualmente a creare percorsi di trekking all'interno del parco dei monti prenestini.Ciò premesso Le chiedo se la Regione Lazio prevede dei finanziamenti per la costituzione di queste aziende, in che misura e le modalità di restituzione del finanziamento. In attesa di una cortese risposta Le invio i piu' sentiti saluti. Marcello Lucarelli
Risposta pubblicata il 11/17/2006 9:05:21 AM
Egr Sig Lucarelli attualmente non mi risulta ci siano bandi aperti: tutto è rimandato al 2007 con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Enzo
Domanda inviata il 10/28/2006 6:13:43 PM
Buongiorno,possiedo una fattrice di razza Avellignese,vorrei iscrivermi come allevatore di cavalli, cosa devo fare per avere il modulo?se possiedo 5000 mq. di terreno Agricolo dopo aver fatto l'iscrizione e possibile aver l'autorizzazione per costruire della stalle per i puledri? grazie
Risposta pubblicata il 11/17/2006 9:08:58 AM
Egr Sig Enzo
si deve rivolgere ad una organizzazione di categoria (coldiretti, COnfagricoltura, Cia, ecc) o all'Associazione Allevatori. Per costruire la stalla deve prima verificare le condizioni previste dal Piano Regolatore del Comune in cui risiede. Prima dei requisiti soggettivi (essere imprenditore agricolo o no, ecc) valgono i requisiti oggettivi (zona del PRG, limiti di edificabilità, distanze, ecc)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: matteu denis
Domanda inviata il 10/12/2006 4:20:52 PM
Vorrei creare un allevamento di bovini di razza Highland in un appezzamento di ha. 20 di prossima acquisizione situato a 1000 m. s.l.m. a 30 km da udine. E' possibile ottenere dalla Regione qualche forma di contributo in quanto io giovane agricoltore? I bovini di questa particolare razza sono reperibili sul mercato italiano o dovrei importarli dall'estero? Ringrazio anticipatamente.
Risposta pubblicata il 10/12/2006 4:38:39 PM
Egr sig Matteu
non mi pare ci siano bandi paerti in Friuli per finanziamenti e penso occorrerà aspettare il nuovo Piano di Sviluppo Rurale (PSR) che pertirà nel 2007. Comunque consulti il sito http://www.regione.fvg.it/agricoltura/agricoltura.htm: nelle pagine riservate al Leader + c'è qualcosa per i giovani (con scadenze abbastanza ravvicinate).
Per gli Higland guardi l'ultima parte della risposta data al sig. Vincenzo Civale il 21/11/2005
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: angelo viola
Domanda inviata il 10/9/2006 1:14:50 PM
vorrei sapere tutto sul finanziamento per l'allevamento di razze di asini in via d'estizione, grazie
Risposta pubblicata il 10/12/2006 4:41:48 PM
Egr Sig Viola
questi finanziamenti sono gestiti dalle singole regioni con i Priani di Sviluppo Rurale (PSR). Non so in che regione Lei risieda, comunque attualmente ci sono pochissimi bandi aperti e quasi tutte le regioni stanno preparando i PSR per il periodo 2007-2013.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: fabio tamborrella
Domanda inviata il 9/16/2006 11:35:27 AM
vorrei aprire in negozio per la produzione dei formaggi, quali sono i requisiti che devo possesere e gli adempimenti? vorrei, vivendo in puglia, ottebere i finanziamenti agevolativi previsti per la microimpresa o per il lavoro autonomo
òa ringrazio
Risposta pubblicata il 12/12/2006 6:12:49 PM
Egr Sig Tamborella
per aprire un negozio di formaggi ci vuole l'autorizzazione sanitaria e l'autorizzazione del Comune di residenza. Se si tratta di un'attività connessa con quell agricola e si vendono i prodotti di produzione propria occorre solo il rispetto degli adempimenti igienico sanitari previsiti.
Non conosco i finanziamenti fuori del settore agricolo
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: marco
Domanda inviata il 9/9/2006 4:27:05 PM
Salve
sarei intenzionato all'allevamento di asini sardi in provincia di Cagliari
circa una decina per il momento
vorrei sapere a chi posso rivolgermi per acquistare gli asini
e se esistono delle sovvenzioni per creare l'allevamento
Risposta pubblicata il 12/12/2006 6:14:19 PM
Egr Sig Marco
per i finanziamenti occorre aspettare il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) del 2007/2013: tenga sotto controllo il sito della Regione Sardegna e/o contatti gli uffici specifici. Per reperire gli asini grande visiti i siti segnalati nella risposta a Francesca del 29/11/2006)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: gabriele
Domanda inviata il 9/1/2006 1:08:31 PM
Salve,
ho letto la risposta che Lei ha data a Valentina dicendo ache lo Stato da dei finanziamenti per chi alleva cavalli di razza maremmana tolfetana e tpr, ma per essere un allevamento quanti capi ci voglionmo e come si deve certificare che il cavallo è di razza pura???? Cioè posso ricevere quel contributo anche se ho 1 o 2 capi???? oppure no, o ancora meglio se allevo cavalli ma allo stato brado quindi liberi in montagna quindi allo stato naturale oppure cosi non va bene????

Cordiali saluti e grazie in anticipo
Risposta pubblicata il 9/4/2006 9:53:25 AM
Egr Sig Gabriele
la sua domanda pone delle questioni che solo sul testo del Bando di finanziamento del PSR possono trovare una risposta precisa. COme detto a Valentina il vecchio PSR stabiliva delle cose che non è detto che vengano confermate tal quali nel nuovo. Occorrerà attendere le decisioni delle Regioni (è la Regione che da questi contributi, non lo Stato. Quindi possono variare da Regione a Regione). Nei vecchi PSR bastava 1 cavallo per avere i contributi. La certificazione di razza viene fatta dalle Associazioni Allevatori specifiche. I cavalli possono essere allevati come si vuole. Alcuni PSR incentivano allevamento con un basso rapporto tra animali allevati e superficie a disposizione (allevamenti esensivi)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Gabriele
Domanda inviata il 8/31/2006 11:05:21 PM
Salve
io nn so come fare in quanto vorrei sapere se una zona del mio paese è pascolabile o meno, come posso fare, a chi mi debbo rivolgere.... Io sono un appassionato di cavalli, ora ne ho una di razza maremmana avrei intenzione se avrò la possibilità economica di comprare qualche cavallo e foramre un piccolo branco, io in realta nn so che mercato gira intorno a questi cavalli cioè so che moolta gente possiede questi cavalli ricavandoci anche soldi ma come cioè su che mercato si affaccia, ha dei consigli da darmi??? Naturalemtne poi io essendo un domatore anche se sempre per passione, in quanto ho domato qualche cavallo usando la doma dolce poi potrei anche vendere qualche cavallo di questi come cavalli domati.... un ultima domanda ma in questo caso come mi debbo comportare cioè il tutto risulta come azienda cioè io compro 10 cavalli e li metto al pascolo opure debbo far risultare tutto come un allevamento vero e propio???

Spero di essere stato un po chiaro e soprattutto spero che Lei mi possa dare delle delucidazioni in merito
Risposta pubblicata il 9/4/2006 10:01:21 AM
Egr Sig Gabriele
mi par di capire che quello che ci vuole è un buon tecnico: contatti qualche professionista (agronomo, perito agrario, ecc) della zona (magari appassionato di cavalli) oppure si rivolga all'APA (Associazione Provinciale Allevatori) oppure alle organizzazioni di categoria (Coldiretti, CIA, Confagricoltura, ...). Allevare cavalli come attività agricola è diverso dal puro e semplice commercializzare cavali: occorre decidere cosa si vuole fare anche perché gli aspetti normativi e fiscali sono diversi.
Il mercato dei cavalli maremmani non lo conosco, ma se Lei è un appassionato e gira nel settore equino qulache in più di me se la potrà fare in breve tempo. Un consiglio che mi viene di darLe è di andare in zona Maremma e di sentire qualcuno magari all'Università Agraria di Tarquinia o all'Azienda Agricola Alberese.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Livio Bianchin
Domanda inviata il 8/30/2006 5:40:48 PM
Ho uno scantinato piuttosto ampio (200 m.quadri) che purtroppo è invaso da scarafaggi e topi.Ho chiesto l'intervento di una ditta specializzata in disinfestazioni, ma dopo aver effettusto per 3 volte il lavoro (nell'arco di 9 mesi totali),l'inconveniente persiste.
Siccome le spese sono per me troppo dispendiose, un mio conoscente mi ha suggerito un intervento "FAI DA TE",cioè usare un contenitore metallico in cui deporre(dopo aver messo della legna da ardere) dello zolfo in polvere,e quindi accendere il tutto,tenendo il luogo chiuso almeno per 2 giorni.
Lei che ne pensa? Non crede che,dopo aver arieggiato l'ambiente,sia comunque nocivo il respirare lo zolfo?
Risposta pubblicata il 8/31/2006 11:01:49 AM
Egr Sig Bianchin
al di là della rischiosità che mi par di vedere nell'intervento suggeritoLe (accendere del fuoco in un ambiente chiuso ...) da quel che so lo zolfo può avere qualche azione nei confronti degli insetti, ma mi è dubbia nei confronti dei topi. Dopo aver arieggiato bene il locale non ci dovrebbero essere problemi per la respirazione (degli uomini, ma anche dei topi e degli insetti penso...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: gabriele
Domanda inviata il 8/29/2006 12:02:04 AM
salve,
io vorrei comprare 2 asini uno maschio e l'altro femmina ho sentito parlare che la regione lazio da per ogni capo un contributo, vorrei sapere quanto se possibile e come funziona con le procedure dall'acuisto alla certificazione del mini alevamento per ricevere tale contributo finanziario.

Ciao e grazie in anticipo
Risposta pubblicata il 8/31/2006 10:56:38 AM
Egr sig Gabriele
nel precedente Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Lazio (2000-2006) era previsto un contributo di 150 euro/UBA/anno per l'allevamento di asini di razze considerate in via d'estinzione (cioé Asino Ragusano, Asino di Martina Franca, Asino dell'Amiata). Nella nuova programmazione del PSR occorrerà vedere se viene confermata tale misura di aiuto. Tenga sotto controlli il sito http://www.assagri.it/argomenti_home.asp?Arg=26&Des=PSR%20Piano%20di%20sviluppo%20rurale. Per accedere a tale contributo occorre presentare domanda ai Settori Decentrati della Provincia in cui è ubicata l'azienda. Se decide di avere al certificazione secondo il metodo di produzione biologico ci sono altre forme di aiuto specifiche. Occorre notificare l'adozione del metodo di produzione biologico scegliendo l'Organismo di controllo (tra quelli autorizzati dal Ministero) a cui assoggettarsi per la certificazione (e a cui conviene rivolgersi per la procedura specifica) (NB: gli Organismi di controllo si occupano solo della certificazione biologica e non possono gestire le pratiche per accedere ai contributi)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Rosario
Domanda inviata il 7/3/2006 4:21:49 PM
Egregio dott. De Rossi,
vorrei sapere se al momento ci sono dei bandi aperti per aiuti economici per allevamento di asini in via di estinzione in Regione Calabria ed eventualmente qualche indirizzo a cui rivolgermi. Grazie.
Risposta pubblicata il 7/11/2006 5:47:30 PM
Gent. Sig. Rosario
non mi risulta ci siano bandi aperti attualmente. Provi a contattare la Regione Calabria SERVIZIO: "SVILUPPO RURALE, LEADER PLUS E AGRITURISMO"
Sede: Via San Nicola (Galleria Mancuso) - 88100 Catanzaro Telefono: 0961.856844 / 747731 Fax: 0961.747380
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: paul pascal
Domanda inviata il 6/26/2006 5:32:11 PM
sono una persona molto amante di conigli e vorrei sapere se nella zona di Reggio Calabria esistono allevamenti a livello industriale in modo di avere consigli. Grazie e tanti saluti.
Risposta pubblicata il 7/11/2006 5:52:22 PM
Gent.le sig. Pascal
purtroppo non ne sono sono a conoscenza. Provi a contattare l'Associazione Regionale Allevatori della Calabria. Indirizzo : Viale De Filippis 100 (Parco millefiori) 88100 - Catanzaro (CZ)
Tel.: 0961 777832 - Fax: 0961 770851
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: MICHELE GUERRIERO
Domanda inviata il 6/14/2006 2:08:37 PM
CARO DOTTORE,HO ACQUISTATO 3 SUINI DI RAZZA LARGE WHITE - LANDRANCE DI 60 KG CADAUNO .COME POSSO ALIMENTARLI AL FINE DI OTTENERE MASSIME PRESTAZIONI DI RESA.C'E' QUALCHE SEGRETO? gradirei un suo programma di alimentazione.LA RINGRAZIO PER L'IMPEGNO PRESTATOMI.CORDIALI SLUTI
Risposta pubblicata il 7/11/2006 5:57:24 PM
Gent.le Sig. Guerrriero
come un medico non fa le diagnosi per telefono ma solo dopo aver visitato il malato, così normalmente non do consigli tecnici di questo tipo senza conoscere la realtà aziendale. Inoltre l'alimentazione nell'allevamento suino non è proprio la mia specializzazione. Cerchi qualche bravo tecnico nella sua zona.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Giuseppe Giudizi
Domanda inviata il 6/12/2006 2:18:18 PM
Egr.Dott.
saprebbe indicarmi indirizzi e numeri telefonici di Aziende che allevano e vendono suini di razza Duroc ?
Grazie e cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 6/12/2006 6:49:12 PM
Egr Sig Giudizi le consiglio di rivolgersi all'Associazione Nazionale Allevatori di Suini (ANAS) che gestisce l'albo genealogico della Duroc: ANAS - Via Lazzaro Spallanzani, 4/6 - 00161 Roma Tel. 06 44170620
Fax 06 44170638 - www.anas.it
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Guido
Domanda inviata il 6/11/2006 12:46:05 PM
Buon giorno Sig. De Rossi, ho 24 anni abito in provincia di Is in un paese al confine con l'abruzzo. vorrei sapere come fare, e a chi rivolgermi per aprire un allevamento di cinghiali. Grazie
Risposta pubblicata il 7/11/2006 6:04:37 PM
Gent sig Giulio
si deve rivolgere al servizio veterinario della ASL locale e/o a qualche organizzazione di categoria o associazione allevatori per i diversi aspetti (registrazione dell'allevamento, apertura posizone fiscale, assistenza tecnica, ecc.)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: enzo aureli
Domanda inviata il 6/7/2006 6:41:38 PM
sarei interessato ad entrare nel mondo dell'allevamento di APLACA può indicarmi testi ,norme regionali ed eventuale accesso a finanziamenti
la ringrazio anticipatamente
Risposta pubblicata il 6/12/2006 6:53:29 PM
Egr sig Aureli presumendo che intendesse parlare di Alpaca, Le confesso che non ne so più di tanto perché non è il mio settore. Provi a dare un'occhiata su www.mondo-alpaca.com, www.ilmorodeglialpaca.it, www.alpaca.it, www.lavalledeglialpaca.com
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Marina
Domanda inviata il 6/3/2006 10:35:31 AM
Egregio sig De Rosi,
ho letto la sua risposta alla domanda di Valentina sugli eventuali contributi all'allevamento di cavalli in via di estinzione per la regione lazio.
Mi chiedevo se fossero previsti anche dei contributi per la regione puglia dove risiedo e dove vorrei intraprendere un'attività legata a tale settore.

la ringrazio anticipatamente per la sua cortese risposta
Risposta pubblicata il 6/12/2006 7:03:27 PM
Gent. Sig.ra Marina in Puglia venimano concessi 140 euri/UBA/anno per l'allevamento dell'Asino di Martina Franca, ma non mi risulta ci siano bandi aperti. Informazioni possono richiedersi al dr. Antonio Guario – responsabile della misura 3 del Piano di Sviluppo Rurale - Settore ICA e Alimentazione – lungomare Nazario Sauro n. 45 – Bari tel. 080 5405231 e-mail: agriambiente@regione.puglia.it o agli Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura:
o IPA di Bari - lungomare N. Sauro, n. 45/47 - Bari, dr. Marino tel. 0805405170 o dr. Dragone tel. 0805405299;
o IPA di Brindisi - via Tor Pisana, n. 128 - Brindisi, geom. Calò Carmine tel. 0831544331;
o IPA di Foggia - piazza Giordano n.1 - Foggia, p.a. Guastamacchia 0881706513;
o IPA di Lecce - via Aldo Moro - Lecce, dr. Coluccia o p.a. Delledonne tel. 0832373441;
o IPA di Taranto - piazzale Bestat n. 33 - Taranto, dr. Lacitignola tel. 0997307537 dr. Dimitri tel.0997307529 o dr. Ripa tel.0997307517. (p.d.)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: michele arpino
Domanda inviata il 5/20/2006 9:17:56 AM
Gentile dottor De Rossi,
sono un ragazzo di 26anni e ho sempre sognato di intraprendere un'attività agrituristica ma non so come fare.Abito in campania e precisamente nella penisola sorrentina vorrei sapere se ci sono leggi regionali che mi aiuterebbero e se ci sono coltivazioni tipiche sostenute tipo la coltivazione dei limoni di sorrento.Grazie cordiali saluti
Risposta pubblicata il 6/12/2006 7:13:18 PM
Egr Sig Arpino per iniziare un'attività agrituristica in Campania deve attenersi alla Legge Regionale n. 41 del 28/08/1984 presentando richiesta entro il 31 gennaio di ogni anno alla Giunta Regionale tramite il Comune in cui si trova l'agriturismo. La stessa legge prevede anche gli incentivi.Tale legge dovrà però essere aggiornata con la nuova legge nazionale sull'agriturismo approvata il 31.05.2005
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: MIRIAM PARACHINI
Domanda inviata il 5/18/2006 11:03:31 AM
Buongiorno Sig.De Rossi
sono appassionata di cavalli e appartengo ad un gruppo di protezione civile a cavallo, vorrei sapere quali requisiti occorrono per aprire un azienda con un piccolo allevamento di cavalli e con una fattoria didattica.
Grazie mille

Miriam
Risposta pubblicata il 6/12/2006 7:18:31 PM
Gentle Sig.ra Miriam per aprire un'allevamento di cavalli occorre avere a disposizione del terreno e delle strutture sufficienti in relazione al numero di capi che si intendono mantenere. Occorre espletare le pratiche fiscali (apertura partita IVA, iscrizione INPS, iscrizione CCIAA, ecc), sanitarie (al servizio veterinario dell'ASL) ed eventualmente previste dalla Regione in cui si risiede. In particolare per le fattorie didattiche ogni regione ha disciplinato tale attività e quindi occorre rivolgersi agli uffici regionali competenti o a un'organizzazione di categoria o a un professionalista locale. Se poi si vuole adottare il metodo di produzione biologico occorre rivolgersi ad uno degli Organismi di Certificazione autorizzati.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: ANTONIO BARONE
Domanda inviata il 5/4/2006 4:33:56 PM
egregio Dottor De Rossi,alcuni giorni fa vi ho inviato una email condicendo di voler essere informato se ci fossero finanziamenti per la regione campania per creare un allevamento allo stato brado di maiali con annesso struttura per la macellazione e lavorazione in loco degli stessi.La proprietà si trova nel comune di FELITTO in provincia di SALERNO nel parco nazionale del cilento e del diano,su una vasta area di 90 ettari di bosco.Distinti saluti
Risposta pubblicata il 5/4/2006 6:19:51 PM
Egr Sig. Barone in questi giorni la Regione Campania ha riaperto i termini per il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) e le domande vanno presentate entro il 15 maggio 2006. Non sono state attivate tutte le misure ma la E (Sostegno alle zone svantaggiate) e la F (misure agroambietali) possono interessarla anche se non prevedono azioni specifiche per l'allevamento suino. Può consultare il sito http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/comunicati/comunicato_27_03_06.html oppure rivolgersi allo STAPA - CePICA di Salerno Via Porto, 4 e Via Porta Elina, 4 - Salerno telefono 089-2589111/089-231328 o contattare qualche professionista o Organizzazione Professionale locale
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: marcella
Domanda inviata il 4/27/2006 2:25:17 PM
Salve,
sarei interessata all'allevamento di asini finalizzato alla produzione di latte ed all'avviamento di attività quali l'onoterapia e il trekking.
Vorrei accedere ai finanziamenti previsti dall'Unione europea per la valorizzazione delle razze autoctone (io abito in Sicilia), ma non so a chi rivolgermi per informazioni sull'avviamento delle pratiche e sull'entità del contributo.
Sarebbe inoltre in grado di indicarmi il costo giornaliero per il mantenimento di un asino?
Risposta pubblicata il 6/12/2006 6:43:21 PM
Gentile sig.ra Marcella
Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici territoriali della regione (sul sito http://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/Assessorato/index.htm oppure di rivolgersi all'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura competente per il territorio in cui ricade la sua azienda). Per le pratiche conviene rivolgersi o alle associazioni di categoria o a un profesionista locale che gestiscano un centro CAA.
Il costo giornaliero di mantenimento di un asino è (e deve essere molto basso) in quanto una volta messo a disposizione un buon pascolo non resta cge un'integrazione con altro foraggio nei periodi critici (inverno o estate) e con cereali (o mangime)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Valentina
Domanda inviata il 4/23/2006 12:32:05 AM
Ciao dottore De Rossi
sono 2 volte che vi porgo delle domande (senza risposte)
Sono Valentina Cassone, abito a S. Vittore del Lazio (fr)
Sono in una zona, come si puo' chiamare (ne carne ne pesce) cioè
tra Campania- Lazio- Abruzzo e Molise. Ho 23 anni e ho una grande passione per i cavalli di tutte le razze e di questa passione,ne vorrei fare un lavoro.Ho circa 21 mila mt di terra tra collina e montagna a riguardo vorrei sapere se ci sono dei fondi per allevare cavalli in via di estinzione e come fare.
Le Porgo i miei piu' cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 4/26/2006 9:35:17 AM
Gent.le Sig.ra Cassone, scusandomi per il ritardo (ho avuto diversi impegni fuori sede) rispondo alla sua domanda segnalando che sostegni all'allevamento equino sono presenti nei Piani di Sviluppo rurale delle diverse Regioni. In particolare nel Lazio la misura F.8 premia con 150 euro/UBA/anno chi alleva cavalli delle razze Maremmana, Tolfetana, TPR, Pony d'Esperia. Attualmente però non ci sono bandi aperti e occorrerà aspettare il PSR del periodo 2007-2012. Informazioni dettagliate possono essere reperibili su http://www.assagri.it/schedeinfo_sel.asp?id=24 oppure presso il Settore Decentrato Agricoltura
Via Adige 41 03100 FROSINONE
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Lorenzo da Treviso
Domanda inviata il 4/17/2006 9:51:51 AM
Buon giorno sono Lorenzo da Treviso;vorrei sapere se l'allevamento di ovaiole in quest periodo è redditizio e se può bastare 1 ettaro di terreno.Grazie per la disponibilità.
Risposta pubblicata il 4/26/2006 9:41:34 AM
Egr Sig Lorenzo, il periodo per la produzione di uova non è dei migliori non solo per i diversi fatti di cronaca recenti, ma anche per scarsa redditività. Ci sono canali di produzione e commercializzazione che vanno un po' meglio come l'agricoltura biologica o alcune produzioni particolari per la Germania, ma non sono semplici e con 1 solo ettaro a disposizione non si può sicuramente fare molto. Con una tale piccola superficie calcolando lo spazio per i ricoveri, per i parchetti, per lo smaltimento delle deiezioni e per la produzione degli alimenti per gli animali (almeno il 35% della sostanza secca annua) gli animali che si possono allevare sono ben pochi, a livello di produzione famigliare. A meno che non si possa e si riesca realizzare collaborazioni con altre aziende biologiche della zona (comprensorio).
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: mamone domenico
Domanda inviata il 3/13/2006 12:53:12 PM
salve sig.de rossi.ho 31 anni,e da molto vivo in germania;e´ un bel po´ che penso di ritornare in calabria nel mio paese nativo insieme alla mia famiglia.volevo chiedere a lei come si puo´ chiedere alla regione o non so´ a chi un aiuto economico per aprire un allevamento di conigli o di maiali.mi puo´ aiutare ?LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE:DISTINTI SALUTI MAMONE DOMENICO
Risposta pubblicata il 3/28/2006 8:53:15 AM
Egr sig Mamone
provi a sentire la Regione Calabria SERVIZIO: "SVILUPPO RURALE, LEADER PLUS E AGRITURISMO"
Sede: Via San Nicola (Galleria Mancuso) - 88100 Catanzaro Telefono: 0961.856844 / 747731 Fax: 0961.747380 oppure si rivolga a qualche studio di un professionista locale o alle Organizzazioni Professionali
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: marco
Domanda inviata il 3/10/2006 12:33:47 AM
mio padre possiede una piccola azienda agricola e 150 pecore da latte in provincia di viterbo sul confine tra lazio e toscana. da circa tre anni e mezzo ha usufruito dei contributi per agricoltura biologica e quindi sia il latte prodotto sia gli agnelli sono biologici . ma il prezzo di vendita di questi prodotti ai caseifici e macelli non fa differenza tra prodotto biologico o non . per questo avrei preso in considerazione di aprire io un piccolo caseificio e produrre formaggio biologico . vorrei sapere quale e' l' iter da seguire per realizzare questo progetto , le norme di produzione e lavorazione , i costi e quanto alro e' necessario sapere .anche se c' e' qualche contributo u.e. tenendo conto che ho 25 anni . la ringrazio vivamente per le informazioni che sapra' darmi
Risposta pubblicata il 3/28/2006 8:43:42 AM
Le ribadisco il mio pensiero già espresso nelle risposte ad Andrea il 10/01/2006 e a Paride il 18/01/2006. L'iter da seguire è quello di fare una valutazione delle risorse presenti in azienda (soprattutto in termini di manodopera e professionalità in quanto per fare il formaggio ci vogliono gli uomini, ma per fare un buon formaggio ci vuole la conoscenza dell'uomo-casaro), una pianificazione delle opere necessarie (le strutture da destinare a caseificio esistono già o sono da realizzare?), visitare qualche caseificio esistente per farsi un'idea e acquisire i preventivi delle attrezzature e degli impianti, fare il progetto e presentarlo al Comune per la concessione edilizia e, una volta fatti i lavori, per l'autorizzazione sanitaria. DI conseguenza i costi sono variabilissimi.
Contributi attualmente mi sembra che in Lazio non ce ne siano e che occorra aspettare il nuovo Piano di sviluppo rurale (PSR). Comunque si rivolga al settore decentrato di Viterbo e tenga sotto controllo il sito
http://www.assagri.it/argomenti_home.asp?Arg=26&Des=PSR%20Piano%20di%20sviluppo%20rurale
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: michele
Domanda inviata il 2/16/2006 3:20:30 PM
salve,io mi sto impazzendo perchè in internet nn riesco a trovare nulla, allora ho visto il suo nome come esperto del settore...e volevo chiederle che cosa mi serviva per aprire un negozio ortofrutticolo!! intendo dire se mi serve una licenza a livello sanitario,dall'asl per esempio resto in attesa di una sua gentile risposta...grazie arrivederci
Risposta pubblicata il 3/28/2006 8:35:27 AM
Non è il mio settore, ma quel che so è che occorre rivolgersi al comune per poter avere tutte le autorizzazioni necessarie (compresa quella sanitaria che è rilasciata dal Sindaco)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: MARIA CALCò
Domanda inviata il 2/14/2006 7:14:09 PM
Gentilissimo Dott. De Rossi,
Le scrivo a nome di mio padre, coltivatore diretto e commerciante in provincia di messina , 4 anni fa avevamo inoltrato la pratica per i sussidi offerti dall'UE per l'agricoltura BIOLOGICA, ma purtroppo per problemi burocratici, per incompetenza e pessima professionalità del nostro, ex consulente, ci sono stati negati, e gli investimenti fatti, sono stati inefficenti, con conseguente perdita economica, in quanto eravamo stati gli unici a credere nella vendita di carne biologica, e questo ci ha portato a spendere tante energie dietro questo progetto !
Ora Le chiedo, se saprebbe darmi le indicazioni per curare io, queste pratiche, e il termine entro il quale deve essere presentata la nuova pratica per il quinquennio che va dal 2006-2011!
Noi disponiamo di circa 80ha di terreno, suddiviso in pascolo, e ulivicoltura, questo ovviamente presuppone una particolare attenzione, nel tenere distinte le due aree.
Le indicazione affinchè non commetta errori, che possano poi compromettere la buona riuscita di questo nuovo ciclo!

La ringrazio anticipatamente, e mi scuso per la generalità dei quesititi, ma essendo per me un campo sconosciuto, confido nella sua professionalità, che tanto manca, nei personaggi che pur consapevoli della loro ignoranza, si spacciano per consulenti!

Cordiali Saluti
Maria Calcò
Risposta pubblicata il 2/15/2006 9:46:21 AM
Gentile sig.ra Maria
al momento attuale non ci sono date fissate per l'apertura di bandi, ma ci sono "voci" che parlano di marzo come mese possibile.
Mi spiace per i problemi avuti con il consulente, ma conosco molti bravi tecnici consulenti della sua meravigliosa regione che sanno fare con coscienza e professionalità il proprio lavoro. Penso che una delusione per quanto cocente non debba portarla a ritenere che tutti i consulenti sono uguali. Il sistema comunque è ormai così strutturato che o un'azienda è in grado di seguire direttamente le proprie pratiche (e non sempre è possibile) oppure deve passare attraverso un centro CAA riconosciuto.
Il consiglio che posso darle in questa sede è di rimanere in contatto con i funzionari della Condotta agraria o dell'ispettorato agrario per essere pronta all'uscita del bando.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Frank
Domanda inviata il 2/10/2006 6:03:03 PM
Buongiorno dott. De Rossi. Avendo 25 ha vicino al Parco Adda Nord, sto valutando la possibilità di iniziare un allevamento di tipo biologico. Tuttavia non so quale tipo di animale possa essere conveniente, nè tantomeno con quanti capi dovrei iniziare...
Risposta pubblicata il 2/15/2006 9:37:10 AM
Per la zona in cui si trova così vicina ad una grande città come Milano, mi verrebbe da consigliarle un allevamento con trasformazione aziendale dei prodotti e vendita diretta. Bene si presterebbe l'allevamento caprino o bovino (ma in questo caso dovrebbe possedere le "quote latte"). Un allevamento con minor carico di lavoro giornaliero potrebbe essere quello suino o bovino da carne sempre con trasformazione aziendale (carne e derivati). Il numero di capi con cui iniziare dipende quindi dal livello di investimenti che si vogliono/possono fare e dalle colture effettivamente praticate sui 25 ha. Se si fa la trasformazione aziendale occorre avere un numero di capi suffienete a giustificare l'investimento delle strutture.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: mirko
Domanda inviata il 2/7/2006 6:33:26 PM
i derivati della carne suina
Risposta pubblicata il 2/15/2006 9:25:53 AM
Sono infiniti in quanto come si sa del maiale non si butta niente. A parte la carne fresca utilizzabile tal quale in numerose preparazioni, i drivati principali sono i prosciutti sia crudi che cotti (che richiedono una lavorazione accurata in particolare per la stagionatura) e gli insaccati (salami, soppresse, cotechini, zampoini, salsiccie, pancette, coppe, ...). Per gli insaccati c'è una ricchezza di tipologie e ricette regionali e locali che sono una delle ricchezze della storia gastronomica italiana. Esiste una buona produzione artigianale molto vicina alla tradizione. Senza dimenticare il lardo anch'esso nelle varianti locali.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Dario Frega
Domanda inviata il 1/24/2006 9:09:51 AM
Vorrei iniziare una attività di allevamento di suini autoctoni allo stato brado.
Possiedo già un fondo di circa 7 ettari boschivo per 6 e 1 seminativo con grande ricchezza di acqua.
La zona di allevamento è situata nella provincia sud di Roma.
Vorrei dei consigli sulla razza da allevare e sui disciplinari da adottare.
Esiste ancora la razza "ROMANA"?
Grazie
DF
Risposta pubblicata il 2/15/2006 9:19:16 AM
Per quanto riguarda la razza le confermo quanto risposto alla domanda di Leo Tucci il 12/12/2005: "In linea generale, sono preferiti gli incroci con linee di razze più rustiche (Duroc americana, inglese o danese), evitando quelle più muscolose come la Pietrain, la Landrance Belga o Tedesca. Per quanto riguarda le scrofette F1, si sono rivelati interessanti gli incroci Landrance x Duroc e Large White x Duroc, successivamente accoppiate con:
• un verro terminale Large White per ottenere un suino pesante (160-170 kg) per prodotti tipici DOP;
• oppure con un verro terminale Landrance o Hampshire per ottenere un suino medio-leggero (120-130 kg) per carne fresca e salumeria a breve stagionatura."
Interessanti però per un allevamento con forte presenza di bosco possono essere le razze Cinta senese, Brado delle Terre di Montefeltro e Mora Romagnola oppure anche la Maremmana (se riesce a reperire dei capi). Non sono a conoscenza di presenze di capi di razza Romana.
Per quanto riguarda i disciplinari le consiglio quello dell'agricoltura biologica ai sensi del Reg. CEE 2092/91. Teoricamente con 7 ettari di terreno (sempre che i 6 Ha di bosco siano integralmente fruibili e utilizzando il seminativo per lo spandimento delle deiezioni) possono essere allevati 98 capi da ingrasso (14 per Ha). Occorre però valutare bene la produzione di alimenti derivante dall'ettaro di seminativo e soprattutto del bosco (ghiande, castagne, ...) che deve coprire almeno il 35% del fabbisogno annuo degli animali (espresso in sostanza secca).
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: davide (verona)
Domanda inviata il 1/23/2006 7:06:01 PM
Buongiorno dott. De Rossi,
volevo chiederle se ci sono specie animali in estinzione per le quali sono stanziati degli incentivi o premi di produzione (statali od europei) per il loro allevamento.
La ringrazio.

Davide Luppi (Verona)
Risposta pubblicata il 1/24/2006 9:07:51 AM
Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Veneto 2000-2006 prevedeva aiuti per L'allevamento di razze animali locali in via di estinzione, riconosciute da organismi internazionali (FAO).
Bovini: razza Rendena, razza Burlina;
Equini: cavallo agricolo italiano da T.P.R., cavallo di razza Norica, cavallo Maremmano, cavallo di razza Murgese;
Ovini: razza Alpagota, Brogna, Lamonese, Brentegana, Vicentina. La mancata citazione della razza ovina Brogna negli elenchi FAO non è dovuta all’elevata consistenza della stessa, che è ben inferiore ai 1.000 capi, ma alla non conoscenza della stessa razza da parte della FAO.
Avicoli: Gallina Polverara.
Condizioni: Iscrizione al libro genealogico o registro anagrafico di razza. Riproduzione in purezza.
Premio pari a 120 euro/UBA/anno.
Nel nuovo PSR ci sono azioni che sono riconducibili ad un mantenimento dell'impegno da parte della Regione, ma alla data odierna non è disponibile l'elenco delle razze né l'importo del premio.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Paride
Domanda inviata il 1/18/2006 12:45:23 PM
Buon Giorno
Mi piacerebbe aprire un'allevamento e produzione di formaggi di capra, in Valle d'Aosta e partire con una base di 40 capi cosa mi consigli e fattibile?
potresti darmi qualche indirizzo internet utile e anche un'ipotetica resaminima annua
buon lavoro cordiali saluti
Risposta pubblicata il 1/18/2006 6:40:45 PM
Le ribadisco quanto ho risposto ad Andrea il 10/01/2006 e cioé che secondo me la reddittività dipende molto da come si riesce a valorizzare il prodotto finale. Se localmente esiste un mercato in grado di assorbire il suo prodotto riducendo i costi di distribuzione con filera corta 40 capi possono essere più o meno sufficienti. Facendo le cose bene si possono ottenere dai 5 ai 9 quintali annui di latte per capra (con diversità a seconda delle razze) che possono dare quantità variabili di formaggio a seconda del tipo di formaggio che si vuole ottenere (dal 10-13% per le caciotte a rese più alte per caprini fraschi, fiocchi, ecc)
Un buon libro è L'allevamento della capra - Gestione, produzione e trasformazione del latte di Giovanni De Luca (Edagricole, Bologna)
Siti specializzati non ne conosco: occorre un po' di pazienza e cercare qua e la'.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: antonio
Domanda inviata il 1/16/2006 2:48:59 PM
Salve sono un ragazzo di 21 anni e vivo ad Albenga in provincia di Savonal, la mia intenzione sarebbe quella di aprire un'allevamento di Alpaca, vorrei sapere cortesemente se ci sono aiuti da parte dello stato e/o della regione o della comunita europea.
Ringraziandola anticipatamente di una sua cortese risposta le porgo i miei piu cordiali saluti.
Antonio
Risposta pubblicata il 1/18/2006 6:25:37 PM
Provi a verificare su http://www.agriligurianet.it/cgi-bin/liguria/agrinet3/ep/home.do aprendo le pagine dedicate al Piano di sviluppo rirale (PSR)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Licia
Domanda inviata il 1/10/2006 8:57:45 PM
Salve. Vorrei allevare a livello fam. un maiale, ma non avendo la minima esperienza in questo campo, volevo sapere se poteva consigliarmi qualche sito o qualche pubblicazione facilmente reperibile sull'allevamento. ad esempio è possibile lasciarlo a pascolo libero con un annesso boschetto vicino? come posso nutrirlo? quanti pasti al giorno? a che età lo devo comprare?
ringraziandola per la sua cortesia, la saluto distintamente
Risposta pubblicata il 1/18/2006 6:22:46 PM
La publlicazione a mia conoscenza più adatta al suo caso (agile, pratica e completa) ritengo sia la "Guida illistrata - Allevamento maiale" supplemento al n.10 di Vita in campagna del 1996 (da richiedere a http://www.informatoreagrario.it/ita/Riviste/Vitincam/index.asp ). Comunque è sicuramente possibile allevare i maiali all'aperto con semplici ricoveri per difenderli dal freddo e dal caldo (per il quale il bochetto può andare sicuramente bene). Il numero di pasti e il tipo di razione varia con l'età dell'animale e dal peso finale che si vuole ottenere: normalmente si possono fornire tre pasti al giorno (comaptibilmente con il tempo che si ha a disposizione). Normalmente vengono acuistati i lattoni o lattonzoli cioé suinetti di 25-30 Kg a inizio primavera per macellarli a fine anno in inverno.
Cordiali saluti
Ermes De ROssi
Autore: andrea
Domanda inviata il 1/6/2006 11:47:24 PM
Salve sono un ragazzo di 16 anni e possiedo 3 capre camosciate. Desidererei tra due anni effettuare un azienda per la produzione di latte e formaggi di capra camosciata solamente che non ho idea del numero di capi necessari per cominciare l' attivita e della superficie richiesta oltre a quali attrezzature sono necessarie e il loro costo,
io abito a Trieste nel FriuliVeneziaGiulia.
Chiedo inoltre se sono presenti delle agevolazioni per chi desidera cominciare questa attività e se la resa di tale lavoro da buoni frutti soprattutto per affrontare la grossa spesa iniziale.
Ringrazio per la disponibilità e attendo sua risposta,
arrivederci.
Risposta pubblicata il 1/10/2006 10:09:37 AM
Mi permetta di dirle che tre capre sono un po' pochine. Dirle quante ce ne vogliono per un'attività tecnicamente e soprattutto economicamente conveniente non facilissimo in quanto la reddittività dipende molto a mio parere da come si riesce a valorizzare il prodotto finale. Se localmente esiste un mercato in grado di assorbire il suo prodotto riducendo i costi di distribuzione con filera corta le dimensioni aziendali possono essere minori, se invece si affronta un mercato più ampio lavorando anche con la grande distribuzione le dimensioni devono essere adeguate a contenere i costi. Ritengo comunque che con meno di 70-100 capi sia difficile fare andar avanti un'azienda. Mi sento comunque di consigliarle quanto detto in agosto 2005 alla domanda postami da Laura.
La superficie richiesta (per l'allevamento biologico) è pari a 1,5 mq per capra e 0,35 mq per capretto al coperto e 2,5 mq per capra e 0,5 mq per capretto all'aperto. Tali spazi devono essere sempre disponibili per gli animali. In aggiunta deve esserci il pascolo. L'azienda deve inoltre produrre almeno la metà di quello che mangiano gli animali (in termini di sostanza secca annua). Per lo spandimento delle deiezioni il rapporto è di 13,3 capre per ettaro. L'azienda biologica può comunque stabilire dei rapporti con altre aziende biologiche della zona (comprensorio) attraverso lo scambio di sostanza organica (deieizioni) con alimenti (foraggi, cereali, ...).
Per i contributi Le cosiglio di andare sul sito http://www.regione.fvg.it/agricoltura/agricoltura.htm, ma penso che si dovrà attendere il nuovo PSR. Provi eventualmente a contattare gli uffici regionali.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Brunella Cinquini
Domanda inviata il 12/28/2005 4:33:52 PM
Bungiorno,
possiedi gia capre mohair(angora) e pecore merinos difficili da reperire, ma ci sono riuscita. ora vorrei prendere delle capre girgentane ma l'associazione di razza non risponde alle mie e-mail e neppure al telefono non trovo mai nessuno.
Abito in Toscana e andare fino in sicilia per un paio di capi è un pò lunga la strada e poi non saprei cmq dove andare.
Sa mica se esistono allevamenti al nord Italia o centro Italia? inoltre c'è sempre la blu tonge che impedisce l'importazione dal sud Italia e anche i commercianti non sanno cosa dirmi.
Lei è per l'ultima spiaggia ..
Grazie
Brunella
Risposta pubblicata il 12/29/2005 5:45:00 PM
Gent sig.ra Brunella purtroppo non sono a conoscenza di allevamenti di capra Girgentana al nord o contro Italia
Mi dispiace
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: leo tucci
Domanda inviata il 12/12/2005 1:11:12 PM
vorremo aprire un allevamento di suini allo stato brado su un tertreno di 25 ettari con un gran bosco di querce gradiremmo sapere la razza più idonea di quelle a manto rosa da poter allevare allo stato brado con l'aggiunta anche di integrazioni di cereali.
grazie
Risposta pubblicata il 12/12/2005 3:32:39 PM
Per l'esperienza che ho io mi sento di concordare con quanto riportato nella pubblicazione di Veneto Agricoltura "Lallevamento del suino all'aperto" (a cui rimando per altre e più complete informazioni) e cioé:
"In linea generale, sono preferiti gli incroci con linee di razze più rustiche (Duroc americana, inglese o danese), evitando quelle più muscolose come la Pietrain, la Landrance Belga o Tedesca. Per quanto riguarda le scrofette F1, si sono rivelati interessanti gli incroci Landrance x Duroc e Large White x Duroc, successivamente accoppiate con:
• un verro terminale Large White per ottenere un suino pesante (160-170 kg) per prodotti tipici DOP;
• oppure con un verro terminale Landrance o Hampshire per ottenere un suino medio-leggero (120-130 kg) per carne fresca e salumeria a breve stagionatura."
La presenza del bosco dovrebbe limitare i problemi dovuti al caldo. Eventualmente prevedere presenza di pozze d'acqua.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: igliff
Domanda inviata il 12/5/2005 2:01:55 PM
salve, non essendo azienda agricola ne' allevatore, vorrei sapere per cortesia, quali siano gli adempimenti per poter sviluppare un allevamento di capre, cinghiali o altri animali sui terreni agricoli di mia proprietà, circa 6000 m2. grazie
Risposta pubblicata il 12/5/2005 3:15:45 PM
Ritengo che con la superficie ridotta che ha a disposizione ci sia posto al massimo per un paio di capre o altri piccoli animali da cortile (gallime, polli da carne, ecc.) che per uso personale non richiedono particolari adempimenti (a meno che i vicini abbiano qualcosa da dire...). Per i cinghiali la situazione è un po' più complessa e dovrebbe rivolgersi al al servizio veterinario della ASL locale: il tipo di animale non è semplice da tenere e occorre fare attenzione alle recinzioni e al terreno.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Alessandra
Domanda inviata il 12/1/2005 8:59:23 PM
Sono una ragazza di 26 anni,abito a Martina Franca,vorrei avviare un allevamento di cavalli murgesi,razza in via d'estinzione sia per lavoro che per passione ,vorrei sapere se ci sono dei finanziamenti per noi giovani,io possiedo 4 ettari di terreno,Grazie mille.Alessandra
Risposta pubblicata il 12/5/2005 3:10:08 PM
Verifichi presso gli uffici regionali per l'agricoltura (Assessorato all'agricoltura e strutture perifieriche provinciali) se esistono bandi aperti dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) che sostengono iniziative di questo tipo (Premio di primo insediamento dei giovani in agricoltura, Contributi alla realizzazione di strutture, ...)
A me risulta che il PSR 2000-2006 della Regione Puglia prevede il sostegno solo per l'asino di Martina Franca e per la pecora Altamurana. Inoltre il bando per quest'anno dovrebbe essere già chiuso. Probabilmente occorrerà rimandare il tutto con il prossimo bando e/o il prossimo PSR 2007/2013.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: vincenzo civale
Domanda inviata il 11/21/2005 2:41:56 PM
Buongiorno, possiedo un'azienda agricola cerificata bio nei pressi di Acqui terme (30 ettari), sto valutando la possibilita' di inserire allo stato brado degli Highland scozzesi, volevo avere qualche sua indicazione circa il numero dei capi inseribili per ettaro e dove reperire degli esemplari.

Grazie e saluti
Risposta pubblicata il 11/21/2005 3:44:32 PM
Per quanto riguarda il rapporto capi/ha, questo varia con la categoria di animale e viene regolamentato dall'Allegato VII del Reg. CEE 2092/91per lo spandimento delle deiezioni nel rispetto della Diretiva nitrati. Tale Allegato per i bovini è il seguente:
Specie Numero massimo di animali per ettaro(equivalente a 170 kg N/ha/anno)
Vitelli da ingrasso = 5
Altri bovini di meno di 1 anno = 5
Bovini maschi da 1 a meno di 2 anni = 3,3
Bovini femmine da 1 a meno di 2 anni = 3,3
Bovini maschi di 2 anni e oltre = 2
Giovenche da allevamento = 2,5
Giovenche da ingrasso = 2,5
Vacche da latte = 2
Vacche lattifere da riforma = 2
Altre vacche = 2,5
Ne consegue che se gli animali vengono tenuti tutto l'anno al pascolo all'aperto questo allegato fissa anche il numero massimo di capi allevabili. Se gli animali vengono in parte allevati in strutture (stalle) vanno loro garantiti gli spazi minimi all'aperto e al coperto previsti sempre dal Reg. CEE 2092/91 Allegato VIII. In aggiunta a questi spazi va garantito il pascolo ogniqualvolta le condizioni lo permettano evitando fenomeni di degrado del pascolo stesso.
Per l'origine degli animali le possibilità sono le seguenti: conversione degli animali convenzionali presenti in azienda (se Lei non ha già l'attività zootecnica notificata) (deroga) oppure l'acquisto di animali convenzionali da riproduzione con età inferiore ai 6 mesi e poi convertirli (deroga) oppure l'acquisto di animali biologici (regola).
Non sono a conoscenza di allevamenti biologici di Highland in Italia. Ne ho trovato uno in Svizzera: Bernardi Giovanni ALMA SA - 6937 Breno – telefono 091 609 20 00 (Biologico).
Altre possibilità sono Agriturismo Ponte di Vello c/o REKA Vacanze in fattoria - Neuengasse 15 - 3001 Berna Telefono +41 (0)31 329 66 33 Fax +41 (0)31 329 66 01; Toni Vico - Reg. TRE RIVI, 40 - 12040 MONTEU ROERO (CN) TEL.0039(0)17390121 FAX 0039(0)17390789 - CELL. 0039 337233615 - 0039 3338430222. Se desidera verificare disposnibilità di animali direttamente dalla zona tipica di origine Le consiglio di anadare a consultare i seguenti siti: http://www.highlandcattleborlandfold.com/ -
http://www.highland-coos.com/ - http://www.romesdalhighlanders.co.uk/ -
http://www.highlandcattlesociety.com/
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: DANIELE
Domanda inviata il 11/1/2005 5:44:45 PM
BUONA SERA,
ESSENDO COLTIVATORE DIRETTO,VORREI ALLEVARE MAIALI ALLO STATO BRADO;SO CHE PER HA SE NE POSSONO TENERE 14
CI SONO CONTRIBUTI EUROPEI PER L'ACQUISTO DEGLI STESSI E PER LA COSTRUZIONE DEI RECINTI?
CORDIALI SALUTI
Risposta pubblicata il 11/2/2005 3:57:20 PM
Il carico di animali da lei indicato (14 capi/Ha) è il limite previsto dall'Allegato VII del Regolamento CEE 2092/91 al fine di garantire il rispetto del limite di 170 Kg/Ha di azoto apportato con le deiezioni. Ne consegue che tale carico è applicabile anche alla permanenza degli animali sul terreno se tale permanenza è pari ad un anno e se tutte le deiezioni rimangono su tale terreno (cioè non vengono raccolte almeno in parte e sparse su altri terreni): periodi di permanenza minori e asportazioni di deiezioni comportano la possibilità di allevare carichi proporzionalmente maggiori. Si ricordi che vanno rispettati anche i limiti previsti anche dall'Allegato VIII del Regolamento CEE 2092/91 per gli spazi minimi (all'aperto e al coperto) che devono essere sempre disponibili per gli animali. Se lei si trova in Emilia Romagna deve tener conto della Delibera della Giunta Regionale n.794 del 03.05.2003.
Non mi risulta ci siano contributi sull'acquisto degli animali a meno che non siano specie considerate in via d'estinzione e quindi occorre verificare nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della sua Regione. Si ricordi che comunque i suinetti da ingrassare devono provenire da allevamenti biologici.
Verifichi presso gli uffici regionali per l'agricoltura (Assessorato all'agricoltura e strutture perifieriche provinciali) se esistono bandi aperti dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) che prevedono misure di sostegno a questo tipi di allevamento per la possibilità di avere contributi per la costruzione dei recinti e dei ricoveri.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: mariella
Domanda inviata il 9/28/2005 9:25:28 PM
avrei intenzione di avviare un allevamento di animali domestici tipo

cani,gatti,fuetti ,conigli nani. vorrei sapere se esistono sovvenzioni per iniziare questa attivita.grazie per il tempo che mi dedica.
Risposta pubblicata il 11/2/2005 3:59:00 PM
Non sono a conoscenza dell'esistenza di sostegni a iniziative di questo tipo in quanto esulano dal mio settore di attività
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Jean
Domanda inviata il 8/13/2005 4:42:55 PM
stiamo valutando la possibilità di iniziare l'allevamento di ovaiole, maiali,mucche, ... a pascolo libero.
lo scopo è produrre per il bio ristorante che stiamo per realizzare.
mi ciedo quanti capi /ha sono consentiti, se si può fare un unico recinto per tutti, quali normative bisogna osservare e ...

grazie
Risposta pubblicata il 8/25/2005 9:14:49 AM
Per quanto riguarda il rapporto capi/ha, questo varia con il tipo di animale e viene regolamentato dall'Allegato VII del Reg. CEE 2092/91per lo spandimento delle deiezioni nel rispetto della Diretiva nitrati. Tale Allegato (che non vale in Emilia Romagna dove va applicata la DGR del 05.05.2003) è il seguente:
Classe o specie Numero massimo di animali per ettaro(equivalente a 170 kg N/ha/anno)
Equini di oltre 6 mesi 2
Vitelli da ingrasso 5
Altri bovini di meno di 1 anno 5
Bovini maschi da 1 a meno di 2 anni 3,3
Bovini femmine da 1 a meno di 2 anni 3,3
Bovini maschi di 2 anni e oltre 2
Giovenche da allevamento 2,5
Giovenche da ingrasso 2,5
Vacche da latte 2
Vacche lattifere da riforma 2
Altre vacche 2,5
Coniglie riproduttrici 100
Pecore 13,3
Capre 13,3
Suinetti 74
Scrofe riproduttrici 6,5
Suini da ingrasso 14
Altri suini 14
Polli da tavola 580
Galline ovaiole 230
Ne consegue che se gli animali vengono tenuti tutto l'anno al pascolo all'aperto questo allegato fissa anche il numero massimo di capi allevabili. Se gli animali vengono in parte allevati in strutture (stalle) vanno loro garantiti gli spazi minimi all'aperto e al coperto previsti sempre dal Reg. CEE 2092/91 Allegato VIII. In aggiunta a questi spazi va garantito il pascolo ogniqualvolta le condizioni lo permettano evitando fenomeni di degrado del pascolo stesso.
Non esistono limitazioni nella normativa per il pascolo contemporaneo di diverse specie sugli stessi terreni se tali animali sono tutti biologici.
Altre cose da tener presente riguardano l'origine degli animali, il periodo di conversione, l'alimentazione, le cure veterinarie per le quali il discorso è lungo e complesso e può rivolgersi al Suo Organismo di Controllo che Le certificherà l'allevamento e il ristorante bio.
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Laura
Domanda inviata il 7/28/2005 6:59:49 PM
Buona sera,
mi chiamo Laura abito a Masone, in provincia di Genova, e volevo avere alcune informazioni!
Ho finito recentemente la scuola agraria conseguendo il diploma, ora vorrei avviare un allevamento di capre Camosciate per la vendita di prodotti quali latte, formaggio fresco, ecc, solo che in campo non ho molta esperienza mi può consigliare da che cosa devo inizaire tenedo conto che devo iniziare proprio da zero stalla compresa? Volevo inoltre sapere se sono disponibili fondi o contributi per l'inizio di questa attività!

In attesa di una sua Risposta le porgo distinti saluti
Risposta pubblicata il 8/25/2005 9:21:54 AM
Il consiglio che mi viene più spontaneo è quello di prendersi un po' di tempo e di andare a visitare alcuni allevamenti di capre con trasformazione del latte già esistenti nella sua Regione o in altre: questa esperienza vale meglio di tanti libri e Le darà il polso della situazione soprattutto per quanto riguarda le problematiche operative principali. Poi occorre verificare la zona in cui viene realizzato l'allevamento (montagna, collina, pianura) che condiziona ad es. il tipo di stalla da realizzare. Anche i locali e le attrezzature di caseificio possono variare a seconda del tipo di prodotto che si intende realizzare. Trattandosi di un allevamento con trasformazione occorre verificare le prescrizioni del Servizio Veterinario dell'ASL locale. Attenzione ai costi. Verifichi presso gli uffici regionali per l'agricoltura (Assessorato all'agricoltura e strutture perifieriche provinciali) se esistono bandi aperti dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) che sostengono iniziative di questo tipo (Premio di primo insediamento dei giovani in agricoltura, Contributi alla realizzazione di strutture, ...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: amedeo
Domanda inviata il 6/19/2005 10:13:09 PM
ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione.
vorrei creare un allevamento di capre come posso far fronte alle spese di inizio attivita,a chi potrei rivolgermi.grazie
Risposta pubblicata il 6/20/2005 9:13:02 AM
Verifichi presso gli uffici regionali per l'agricoltura (Assessorato all'agricoltura e strutture perifieriche provinciali) se esistono bandi aperti dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) che sostengono iniziative di questo tipo (Premio di primo insediamento dei giovani in agricoltura, Contributi alla realizzazione di strutture, ...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Pellizzari Daniele
Domanda inviata il 6/14/2005 8:21:16 PM
Salve
Per vari motivi ho deciso con la mia famiglia di andare in Brasile ed aprire un allevamento biologico prevalentemente di bovini allo stato brado. Mi rendo conto che forse la mia domanda esula dai temi che Voi normalmente trattate, ma vorrei sapere che razza di bovini mi consigliereste di allevare, e con quale densita', considerando la zona del Ceara'(Fortaleza ) con ampi pascoli, clima tropicale moderato, erba in crescita tutto l'anno, e buona disponibilita' di acqua.
Grazie infinite
Risposta pubblicata il 6/20/2005 9:10:28 AM
Effettivamente la domanda esula dalle mie competenze in quanto non sono un esperto di agricoltura brasiliana. Comunque mi risulta che una razza molto allevata in Brasile è la Nelore (una zebuide di origine indiana adattata). Ci sono anche interessanti esperienze di allevamento delle razze tipiche da carne italiane (Chianina, Piemontese,...)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: maria cristina farci
Domanda inviata il 6/8/2005 12:42:01 PM
vorrei avviare un allevamento di polli dove mi devo rivolgere, premetto che abito in sardegna, ci sono leggi regionali particolari a riguardo? grazie
Risposta pubblicata il 6/20/2005 9:14:20 AM
Non sono a conoscenza di particolare leggi regionali in materia: si può rivolgere al servizio veterinario della ASL locale e/o a qualche organizzazione di categoria o associazione allevatori
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Demetrio
Domanda inviata il 5/28/2005 10:16:44 AM
Vorrei sapere tutto quello che serve per aprire un allevamento di bovini e suini nella provincia di reggio calabria e dove posso reperire maggiori informazioni grazie
Risposta pubblicata il 5/30/2005 9:19:27 AM
La domanda è molto generica (vuole sapere quali sono gli adempimenti burocratici? vuole saper gli aspetti tecnico-economici? Vuole fare un allevamento convenzionale o biologico?). La consiglio di contattare un buon tecnico locale (agronomo, perito agrario, agrotecnico o veterinario) oppure le Organizzazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, ecc.)
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Matteo
Domanda inviata il 5/27/2005 2:09:23 PM
Salve, sono un giovane residente in Lombardia, interessato al biologico, ho a disposizione un piccolo appezzamento di terreno cin collina 4500 mq circa più altrettanti di bosco ceduo. Dato che non sono un professionista, vorrei essere consigliato sul modo migliore per farlo fruttare almeno a livello famigliare. Per la verità ho iniziato un piccolo orto, con buoni risultati, per cui mi chiedevo se valesse la pena di iniziare una piccola attività...
Vi ringrazio della disponibilità.
Distinti saluti
Risposta pubblicata il 5/30/2005 9:07:33 AM
Ritengo che con una superficie così modesta le possibilità per ottenere dei risultati economici sia soprattutto legate all'orticoltura e/o alla frutticoltura specializzata con una buona parte di vendita diretta dei prodotti (anche se questo dipende molto dall'ubicazione dell'azienda). Altri tipi di produzioni possibili come la coltivazione di piante aromatiche e/o officinali sono molto legate agli sblocchi commerciali locali per i prodotti. Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Giovanni Bettini
Domanda inviata il 5/9/2005 11:31:07 PM
Vorrei sapere quali sono gli adempimenti da seguire per reallizare in Emilia Romagna , in zona collinare un allevamento all'aperto di maiali da ingrasso, in due recinti elettificati di circa mq 3000, con capannina, mangiatoia e abbeveratoi.Prevedo di introdurre suini svezzati per un ciclo di ingrasso, fino al peso di 160 Kg. Il numero che vorrei introdurre e di 8-10 per recinto.
Occoirrono permessi? Quali? A chi vanno indirizzati?
Grazie, cordiali saluti.
Giovanni Bettini
Risposta pubblicata il 5/30/2005 9:16:45 AM
Il problema principale è quello dello spandimento delle deieizioni e del rispetto della "Direttiva nitrati". A seconda della zona e del Comune in cui ci si trova ci possono essere forti limitazioni. L'ente competente è la Provincia (in collegamento con Comuni e ARPA). Per avere maggiori informazioni consiglio di consultare il seguente sito: http://www.arpa.emr.it/reggioemilia/Sportello/allevamenti.htm
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: amedeo
Domanda inviata il 4/19/2005 12:19:39 AM
avrei bisogno di sapere su come basare la scelta delle capre da latte che vorrei allevare.le strutture necessarie ad iniziare un allevamento di questo tipo.salutandovi ringrazio
Risposta pubblicata il 4/19/2005 8:40:50 AM
Il criterio per la scelta delle razze da allevare viene precisato in maniera chiara dal Reg. CEE 2092/91 stesso in maniera molto chiara: Nella scelta delle razze o delle varietà si deve tener conto della capacità degli animali di adattarsi alle condizioni locali nonché della loro vitalità e resistenza alle malattie. Inoltre le razze e le varietà devono essere selezionate al fine di evitare malattie specifiche o problemi sanitari connessi con alcune razze e varietà utilizzate nella produzione intensiva (ad es. sindrome da stress dei suini, PME, morte improvvisa, aborto spontaneo, nascita difficoltosa con taglio cesareo, ecc.), dando la preferenza a razze e varietà autoctone (Allegato I Parte B paragrafo 3.1). Per quanto riguarda le strutture servono dei ricoveri per gli animali per proteggerili da freddo, vento, intemperie e altro. Dipende dalla zona in cui è situato l'allevamento (nord, sud, pianura, montagna, ...), ma in genere bastano strutture molto semplici con particolare cura per la zona di mungitura. Agli animali devono essere garantiti almeno 1,5 metri quadrati per capra e 0,35 per capretto come superficie coperta a cui vanno aggiunti 2,5 metri quadri per capra e 0,5 per capretto come superficie scoperta. Tali spazi devono essere sempre disponibili ed ad essi va aggiunta la superficie a pascolo che deve essere utilizzata ogniqualvolta le condizioni ambientali lo permettano.
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: garofalo augenti amedeo
Domanda inviata il 4/17/2005 6:40:29 PM
vorrei avviare un allevamento di capre mi piacerebbe sapere su che base posso scegliere la razza tra tutte le capre da latte. quale struttere servono e quanti metri di spazio occorrono per singolo animale. distinti saluti
Risposta pubblicata il 4/19/2005 8:40:12 AM
Il criterio per la scelta delle razze da allevare viene precisato in maniera chiara dal Reg. CEE 2092/91 stesso in maniera molto chiara: Nella scelta delle razze o delle varietà si deve tener conto della capacità degli animali di adattarsi alle condizioni locali nonché della loro vitalità e resistenza alle malattie. Inoltre le razze e le varietà devono essere selezionate al fine di evitare malattie specifiche o problemi sanitari connessi con alcune razze e varietà utilizzate nella produzione intensiva (ad es. sindrome da stress dei suini, PME, morte improvvisa, aborto spontaneo, nascita difficoltosa con taglio cesareo, ecc.), dando la preferenza a razze e varietà autoctone (Allegato I Parte B paragrafo 3.1). Per quanto riguarda le strutture servono dei ricoveri per gli animali per proteggerili da freddo, vento, intemperie e altro. Dipende dalla zona in cui è situato l'allevamento (nord, sud, pianura, montagna, ...), ma in genere bastano strutture molto semplici con particolare cura per la zona di mungitura. Agli animali devono essere garantiti almeno 1,5 metri quadrati per capra e 0,35 per capretto come superficie coperta a cui vanno aggiunti 2,5 metri quadri per capra e 0,5 per capretto come superficie scoperta. Tali spazi devono essere sempre disponibili ed ad essi va aggiunta la superficie a pascolo che deve essere utilizzata ogniqualvolta le condizioni ambientali lo permettano.
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: Carmelo
Domanda inviata il 2/22/2005 1:06:57 PM
Buongiorno; sono un giovane residente in Sicilia.
Sarebbe mia intenzione avviare un allevamento biologico di "suino nero dei Nebrodi", premettendo che sconosco totalmente il comparto, certe domande è ovvio che sorgono spontanee:
1)la carne biologica di suino presenta effettivamente un mercato "interessante"?
2)Se la risposta alla domanda precedente è "si", quali sono i canali di distribuzione e, tanto per avere un'idea, quali i prezzi medi spuntati (con rilevanza rispetto al prodotto convenzionale)?
3)Supposta la convenienza all'avviamento di questo tipo d'allevamento, quali devono essere le caratteristiche di un'azienda capace di ospitare, con economie di scala apprezzabili, una simile attività (sup. minima azienda, capi per ha, morfologia ed altitudine dell'azienda etc...).
4) Come e dove trovare i riproduttori bio per l'inizio attività?
5) E per finire, nella fattispecie, visto che si parla spesso d'incentivi alle attività produttive e considerato che la razza in oggetto è in via d'estinzione, quali aiuti nazionali e comunitari sono previsti nell'OCM carni e/o altro?
Nel ringraziarLa anticipatamente per la Sua disponibilità e scusandomi per averne approfittato forse troppo, porgo Cordiali Saluti.
dott. agr. Carmelo Danzì
Risposta pubblicata il 2/22/2005 4:36:07 PM
Egr dr Danzì, le domande che Lei mi pone non sono di facile risposta e in alcuni casi esulano dal mio incarico tecnico-normativo riferito all'agricoltura biologica. Comunque se posso confermarle che esiste un'interesse crescente per i prodotti zootecnici biologici (tra i quali la carne suina e i suoi derivati in maniera particolare), devo dire anche che per una tipologia di prodotto legato ad una razza specifica e particolare come quella del suino nero dei Nebrodi biologico non sono a conoscenza di dati significativi. Sicuramente si tratta di una produzione di nicchia che si sta ritagliando i propri spazi. Le tipologie di allevamento attuali sono comunque tali mi pare da non poter dare parametri sufficienti da programmare un'azienda che sfrutti in maniera ottimale e razionale "economie di scala": potrebbe forse essere lei il primo a sperimentare in tal senso. Per avere maggiori informazioni "sul campo" (anche per quanto riguarda la tutela della razza in via d'estinzione) le consiglio di rivolgersi ai responsabili del Presidio Slow Food locale: Pippo Privitera, tel. 335 8455507 - pippopri@tin.it; Vincenzo Pruiti, tel. 0941 438179 - 328 4206027 - soat7@regione.sicilia.it
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Andrea Scalerandi
Domanda inviata il 2/17/2005 12:18:44 PM
Vorrei allevare bovini di razza piemontese purtroppo vi sono difficoltà nel reperire vitellini bio, posso prenderli dal convenzionale e dopo i dodici mesi di conversione venderli come bio?
grazie della preziosa risposta
Risposta pubblicata il 2/17/2005 7:18:55 PM
Attualmente con le ultime modifiche al Reg. CEE 2092/91 per un'azienda già biologica è possibile solo acquistare bovini convenzionali purchè abbiano meno di 6 mesi di età ed esclusivamente da riproduzione (quindi non per l'ingrasso). Tale deroga deve essere comunque autorizzata dall'Organismo di Controllo.
Saluti
Ermes De Rossi
Autore: gianluca
Domanda inviata il 2/2/2005 6:45:55 PM
Vorrei sapere tutto quello che serve per aprire un allevamento di suini nella provincia di viterbo e dove posso avere maggiori informazioni grazie
Risposta pubblicata il 2/17/2005 7:21:27 PM
Per svolgere tutte le imcombenze burocratiche e di norma per aprire un allevamento di suini occorre rivolgersi ad una associazione di categoria o a un professionista della zona nonché al Servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: Vito Gatì
Domanda inviata il 1/25/2005 11:07:32 AM
Salve...
..gestiamo da alcuni anni una piccola azienda biologica a livello familiare in Sicilia, e tra le altre attività teniamo un piccolo allevamento caprino(25-28 capi). Vista la razza allevata (capra "Girgentana"), e a conoscenza della possibilità di associare all'azione F1b (agric. e zootec. biologica) altri impegni sulla stessa superficie, come appunto quello dell'allevamento di "specie animali locali in estinzione" (e nella quale rientra per l'appunto la razza sopra citata), desidererei sapere se ciò è realmente e tecnicamente possibile, e a quali strutture e/o associazioni conviene rivolgersi.
Grazie
Risposta pubblicata il 2/17/2005 7:23:23 PM
Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici territoriali della regione. Per le pratiche conviene rivolgersi o alle associazioni di categoria o a un profesionista locale che gestiscano un centro CAA.
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: davide gazzoli
Domanda inviata il 1/5/2005 6:44:10 PM
procedure e documentazione per passaggio da apicoltura conenzionale a biologica.
Risposta pubblicata il 2/17/2005 7:31:18 PM
Per convertire un'azienda apistica da convenzionale a biologico occorre presentare Notifica di attività di produzione con metodo biologico all'ufficio regionale competente (che varia nelle diverse Regioni) e all'Organismo di controllo. A quest'ultimo occorre presentare anche il Programma Annuale di Produzione apistico, la cartografia dei siti in cui si trovano e/o vengono spostati gli apiari, una relazione che decriva le misure concrete aziendali per il rispetto di quanto previsto dal Reg. CEE 2092/91 (in particolare all'allegato I parte C e all'Allegato III). Dalla data di presentazione della Notifica inizia il periodo di conversione che si intende concluso quando tutta la cera dei favi nido è stata sostituita con cera biologica. Nel caso in cui l'azienda effettui anche operazioni di lavorazione e confezionamento di miele e altri prodotti dell'apicoltura occorre indicarlo in notifica ed essere in possesso delle autorizazioni necessarie (in particolare quella sanitaria).
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: Giuseppe Di Prima
Domanda inviata il 12/22/2004 1:03:07 PM
Sarei interessato ad aprire un allevamento di suini in Sicilia, e volevo sapere se esistono finanziamenti, contributi siano essi europei o regionali, per questo tipo di attività. Grazie per l'attenzione datami.
Risposta pubblicata il 12/30/2004 4:08:12 PM
Mi sembra che attualmente non ci siano bandi aperti per presentare domande di contributo. Le consiglio comunque di verificare periodicamente sul sito http://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/Assessorato/index.htm
oppure di rivolgersi all'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura competente per il territorio in cui ricade la sua azienda
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: roberta giannini
Domanda inviata il 9/20/2004 12:50:42 PM
Salve, vorrei utilizzare un terreno che ho in zona albano laziale di tipo boschivo che tipo di allevamento consiglierebbe, cosa secondo lei è piu' richiesto cosa converrebbe ?
Ed invece che tipo di coltivazione sempre nello stesso tipo di terreno?
La ringrazio e saluto cordialmente
Roberta Giannini
Risposta pubblicata il 9/21/2004 8:45:34 AM
Non è semplice dare dei consigli con delle indicazioni così forzatamente generiche (anche perché esula dal mio incarico di tipo tecnico-normativo). Visto che fa riferimento ad una zona boschiva può essere interessante l'allevamento del suino allo stato brado o di polli da carne (con ricoveri mobili). Altri tipi di allevamento (es bovini da carne, linea vacca-vitello) sono maggiormente legati alla disponibilità foraggera che non so se la zona boschiva è in grado di garantire
Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: manuela
Domanda inviata il 8/16/2004 4:12:48 PM
Gent.mo Sig. De Rossi,
io e mia madre siamo proprietarie di una fattoria in provincia di Milano.
Attualmente siamo proprietarie di vari specie di animali (pony, cavalli nani, pavoni, gru, fagiani, maiali nani, oche, cinghiale e un paio di daini), ed un gran numero di anatre e galline liberi di pascolare nella tenuta.
Il nostro obiettivo è quello di aprire un agriturismo che stiamo già predisponendo e magari creare un percorso per le scuole che volessero portare gli alunni per conoscere gli animali.
Purtroppo in questo momento abbiamo la necessità di vendere, soprattutto anatre e galline, perchè essendo come le accennavo prima libere hanno profilicato in maniera smisurata.
Si parla di quasi 100-200 galline ed una cinquantina di anatre.
Potrebbe darmi un consiglio a chi rivolgermi per poter risolvere il problema. Vengono alimentati con prodotti naturali (pane, grano, frutta e verdura).
Attualmente non abbiamo personale per la macellazione, quindi per noi è un problema vendere direttamente al consumatore.
La ringrazio e le porgo cordiali saluti.
Manuela Locatelli
Risposta pubblicata il 9/21/2004 8:48:20 AM
Purtroppo non ho consigli diretti da fornirLe per la vendita di un tale numero di animali. Forse provando con alcuni macellai della zoona...
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Luca
Domanda inviata il 5/11/2004 8:46:57 AM
Buongiorno sono un socio di un' associazione no-profit che gestisce tra le altre una comunità di recupero in Toscana nella provincia di Siena. Stiamo valutando come utilizzare i 45 ha della proprietà di cui disponiamo introducendo ulteriori attività (allevamenti in particolare). Attualmente sono presenti coltivazioni in serra (basilico biologico e gerani in particolare) e un allevamento (80 capi circa) di maiale cinta senese. Mi saprebbe indicare quali attività sono attualmente le più sicure a livello di investimento.
Grazie per la attenzione.
Ing.Alberio Luca
Risposta pubblicata il 5/11/2004 5:15:47 PM
Egr Ing Alberio
è molto difficile dare una risposta sicura alla sua domanda in quanto a livello teorico, vista la crescita attuale del consumo di prodotti biologici, c'è necessità di avere produzioni anche di origine animale. Occorre però tener presente che nella maggioranza dei casi i prodotti animali richiedono una fase di trasformazione (caseificio, macello-macelleria, salumificio, ...) che deve appartenere al circuito del biologico e deve essere in grado di acquistare/lavorare le materie prime offertegli.
Un settore interessante da verificare è quello delle mense scolastiche (e dei loro fornitori) che richiedono sempre più ingredienti biologici.
Ovviamente la possibilità di trasformare in azienda e di rivolgersi al mercato locale con vendita più o meno diretta rimane a mio parere il più reddittizio per il produttore agricolo.
Altrimenti occorre in un certo senso aver venduto il prodotto prima di farlo ...
Cordiali saluti
Ermes De Rossi
Autore: Andrea Scalerandi
Domanda inviata il 5/11/2004 6:58:26 AM
Non avendo ricevuto risposta alla mia precedente domanda, rinnovo le seguenti.
Mi può dare delle informazioni sull'allevamento biologico del Tacchino che parametri di allevamento devo prendere in considerazione (animali/Ha, superfici coperti.ecc...).
Allevamento del coniglio quale disciplinare devo adottare.
La ringrazio della risposta
Risposta pubblicata il 5/11/2004 5:07:46 PM
Scusandomi per il ritardo, Le posso dire questo:
Per il tacchino: occorre fare riferimento al reg. CEE 2092/91 (così come modificato dal Reg. CE 1804/99) che nell'allegato I cita il tacchino in alcuni passaggi definendo ad esempio che al massimo possono essere ospitati 2500 capi per ricovero e che l'età minima di macellazione è pari a 140 giorni. Per gli altri aspetti di allevamento occorre fare riferimento ai punti del regolamento in cui si cita ill pollame da carne (quindi gli animali convenzionali possono essere acquistati e convertiti al biogico con età inferiore ai 3 giorni almeno fino al 31.12.2004; i ricoveri possono essere pari al massimo a 1600 metri quadri per unità produttiva; il periodo di conversione è pari a 10 settimane, ecc.). Il tacchino viene citato anche nell'Allegato VIII dove vengono fissati gli spazi minimi che al coperto devono essere tali da ospitare al massimo 10 capi per metro quadro (e comunque al massimo 21 Kg di peso vivo per metro quadro) mentro all'aperto devono essere pari a 10 metri quadri per capo. L'allegato VII purtroppo non definisce il numero di animali per ettaro che equivalgono a 170 Kg/ha di azoto per anno tali da garantire un rapporto ottimale per lo spandimento delle deiezioni. Se la sua azienda si trova in Emilia Romagna una delibera del maggio 2003 stabilisce cge possono essere allevati 137,4 tacchini di età 0-5 mesi e di peso pari a 7,5 Kg oppure 206,1 tacchini di età di 0-4 mesi e di peso pari a 5 Kg.
Per il coniglio: non esiste un disciplinare unico in quanto il reg. CEE 2092/91 (così come modificato dal Reg. CE 1804/99) non tratta l'allevamento del coniglio. Esistono disciplinari di alcuni Organismi di Controllo a cui si dovrebbe rivolgere per maggiori dettagli. Il mio parere è che fino a disposizioni specifiche da parte del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (per altro in via di preparazione) non sia possibile vendere conigli con riferimenti all'agricoltura biologica.
Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: silvana orsi
Domanda inviata il 5/6/2004 5:26:08 PM
vorrei consumare prodotti animali o derivati di animali (latte latticini uova salumi ecc) esclusivamente di animali allevati all'aperto..esiste un elenco delle case produttrici di tali prodotti?
la ringrazio in anticipo
distinti saluti
Risposta pubblicata il 5/11/2004 5:26:37 PM
L'elenco può essere reperito presso i diversi Organismi di controllo che per norma devono rendere disposnibile l'elenco dei licenziatari (cioè delle aziende controllate che hanno ottenuto la certificazione dei prodotti)
distinti saluti
Autore: Massimo
Domanda inviata il 3/23/2004 5:29:50 PM
Per tesi:
Vorrei nei limiti delpossibile le seguenti tipologie di informazioni:
-la situazione zootecnica bio nella regione Lazio.
-i dati relativi alle tipologie di allevamenti bio relativi alla regione Lazio e se possibile per provincia.
-le rese della zootecnia bio nella regione Lazio.

In attesa di una Vostra risposta distinti saluti
Massimo
Risposta pubblicata il 5/11/2004 5:28:57 PM
Non ho i dati da Lei richiesti disposnibili. So che la Regione Lazio sta effettuando un lavoro di questo tipo.
Distinti saluti
Autore: stefano bailoni
Domanda inviata il 1/13/2004 9:28:13 PM
Sono Stefano Bailoni e vorrei cortesemente sapere se esistono libri o riviste (in italiano) sull'allevamento delle capre d'angora e capre tibetane.
Grazie e distinti saluti
Stefano Bailoni
Risposta pubblicata il 1/19/2004 6:45:18 PM
Personalmente non sono a conoscenza di pubblicazioni specifiche sull'allevamento di capre d'angora e capre tibetane. Esistono invece pubblicazioni generali sulla capra o articoli scientifici e/o divulgativi su aspetti specifici. Come testo base io uso (anche se un po' datato) "Allevamento moderno della capra" di Mario Lucifero Ed. Edagricole. Articoli interessanti si trovano sulla rivista "Vita in campagna" delle Ed. L'informatore Agrario.

Distinti saluti
Ermes De Rossi
Autore: vincenzo
Domanda inviata il 1/10/2004 11:29:36 AM
sono il sig. cotroneo, sono un giovane laureato in agraria,a febbraio dovrei fare un corso per tecnici controllori nelle aziende di tasformazioni.c'e' richiesta di controllori?.sara' una figura professionale del futuro?

grazie tante

cordiali saluti
Risposta pubblicata il 1/12/2004 9:23:31 AM
Egr. Sig. Cotroneo, la figura professionale del tecnico ispettore in agricoltura biologica (e non solo) è sicuramente una figura professionale di attualità. Oggi tali figure sono collegate direttamente con gli Organismi di Certificazione che li impiegano a seconda delle necessità (geografiche, di specializzazione, ...) anche se sembra che nel futuro (almeno per la formazione) l'intervento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali potrà essere più consistente nei loro confronti. Sicuramente c'è bisogno di molta professionalità ed esperienza conoscendo bene la normativa del biologico e le tecniche utilizzate (sia in biologico che in convenzionale).
Se mi permette una "provocazione": ma con una laurea in agraria, perché puntare esclusivamente sulle aziende di trasformazione trascurando le aziende agricole?

cordiali saluti

Ermes De Rossi
Autore: D'Agostino Pasquale
Domanda inviata il 11/26/2003 8:25:34 AM
Essendo interessato alla produzione di salumi biologici, con la presente sono a chiederVi se in Italia esistono allevamenti suini, a ciclo biologico, ed eventuali centri che distribuiscono la carne.
Se dovessero esistere, chiedo di poter avere i loro indirizzi.


Grazie.
Risposta pubblicata il 12/5/2003 12:02:19 PM
Gent.le Sig. D'Agostino
Le confermo che in Italia sono presenti allevamenti di suini a ciclo biologico. Non ho a disposizione tutti i recapiti di tali produttori perché occorrerebbe chiederli ai singoli Organismi di Controllo di riferimento.
So che esistono interessanti realtà in Piemone e in Lombardia. Realtà più piccole sono presenti in Veneto, Emilia Romagna e in Toscana

Cordiali Saluti
Ermes De Rossi
Autore: Grossi Michele
Domanda inviata il 9/25/2003 10:46:11 AM
Volendo utilizzare la deroga 2.2.2 per inserire dei bovini da ingrasso sotto i 6 mesi, provenienti da allevamenti non certificati bio.
In conformità al punto 2.2.1 devo tenere l'animanle in stalla per dodici mesi ed in ogni caso tre quarti della vita. Se rimane nel mio allevamen to per tre quarti della vita posso venderlo certificato anche se non sono passati 12 mesi?
grazie
Risposta pubblicata il 5/11/2004 5:21:45 PM
Si. Comunque la deroga 2.2.2 è scaduta il 31.12.2003

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