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BIO BANK

Rapporto Bio Bank 2009: vola la vendita diretta in Italia
di Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino, 19 gennaio 2009

Sara dell'Azienda Agricola Mengozzi di Ravaldino in Monte (FC) con le casette di ortofrutta pronte per la consegna ai gruppi d'acquisto solidale.
(Foto: Bio Bank/Rosa Maria Bertino)
Le porte delle aziende bio sono sempre più aperte, apertissime.
Lo sviluppo del rapporto diretto tra chi produce e chi consuma domina infatti la scena nazionale del biologico, con la vendita diretta che si espande nelle sue varie forme.
Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori, con la Lombardia che sorpassa per la prima volta l’Emilia.
Lo rivela il Rapporto Bio Bank 2009, che nasce dall’elaborazione dei censimenti diretti effettuati presso oltre settemila operatori, appena pubblicato su Tutto Bio 2009.
Da parte dei consumatori la spinta è quella di non rinunciare al bio, nonostante la crisi, ma soprattutto di conoscere l’origine, il modo di produrre, insomma la storia del cibo che si mette in tavola.
Da parte delle aziende, la ricerca di un canale diretto, più stabile, più remunerativo, ma anche la costruzione di una rete, la sola che permette di vivere alle realtà più piccole.
La vendita diretta cresce nelle sue varie forme: attraverso i crca 500 gruppi d’acquisto solidale, il cui numero è cresciuto del 66% in tre anni, con  gli acquisti negli spacci delle quasi duemila aziende bio, che nello stesso periodo sono aumentate del 47%, con la vendita di prodotti bio on-line, che ha visto i siti dedicati arrivare a 110, con un aumento del 39%. Ed anche l’agriturismo con quasi 1.200 realtà, cresce del 40%.

Il Rapporto Bio Bank 2009
Il Rapporto nasce dall’elaborazione annuale dei censimenti diretti di migliaia di operatori del biologico in Italia, effettuati fin dal 1993 da Bio Bank, banca dati del biologico.
In particolare, nel 2008 sono stati oltre settemila gli operatori censiti, ma sono solo otto le tipologie prese in esame nel Rapporto: agriturismi, aziende con vendita diretta, gruppi d’acquisto solidale, mercatini, mense scolastiche, ristoranti, negozi specializzati, e-commerce.
Attraverso due analisi che, regione per regione, affiancano al numero assoluto di operatori il numero di operatori ogni 100.000 abitanti, sono state così disegnate due mappe distinte e complementari del biologico nazionale.
E, analizzando l’andamento del numero assoluto di operatori nel triennio 2006-2008, vengono tracciate le tendenze del settore.

I censimenti Bio Bank
Sulla quindicesima edizione dell’Annuario del biologico sono pubblicati i dati aggiornati di oltre 7.000 operatori bio in Italia, dei quali più di 2.700 legati alla vendita diretta:
• 1.943 aziende con vendita diretta
• 1.178 agriturismi
• 208 mercatini bio e biodiversità
• 495 gruppi d’acquisto e d’offerta
• 1.114 negozi
• 11 marchi bio dei supermercati
• 6 supermercati on-line
• 360 ristoranti
• 16 aziende di ristorazione
• 791 mense bio nelle scuole
• 110 siti dell’e-commerce bio
• 100 aziende del commercio equo
• 15 organismi di controllo bio
• 6 organismi di controllo cosmesi
• 132 associazioni bio
• 33 fiere bio
• 177 libri e periodici bio
• ed inoltre 91 schede di prodotti biologici e cosmesi.

Regioni leader per numero di operatori bio
Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori. La classifica viene redatta assegnando tre punti ad ogni primo posto, due al secondo, uno al terzo.
La Lombardia, che supera per la prima volta l’Emilia-Romagna con un totale di 14 punti, ha il medagliere con più ori. Quattro i primati: per numero di glruppi d’acquisto solidale, mercatini, negozi specializzati, ristoranti. In pratica, da uno su quattro a uno su sei di queste quattro tipologie di operatori, si trova in Lombardia.
Al secondo posto, con 12 punti, l’Emilia-Romagna, che conferma l’oro solo per le mense, l’argento per ristoranti, agriturismi, vendita, diretta, mercatini, il bronzo per l’e-commerce. Ma continua ad essere l’unica regione, fra le altre,  che entra in classifica in sei tipologie, a conferma di una presenza diffusa del biologico sul territorio.
Al terzo posto, con 9 punti, la Toscana, prima per vendita diretta e agriturismi, seconda per gruppi d’acquisto e terza per mense.

Regioni leader per densità di operatori bio
La classifica cambia prendendo in esame le regioni che hanno il maggior numero di operatori ogni 100.000 abitanti.
In testa l’Umbria, con 11 punti, che domina la classifica con tre primati: per vendita diretta, agriturismi ed e-commerce e guadagna un secondo posto per mercatini.
A parità di punteggio la Valle d’Aosta con il primato per negozi ed e-commerce, seguiti al secondo posto da mercatini e ristoranti, ed al terzo dai Gas.
Infine le Marche, con 9 punti, che primeggiano per ristoranti, e raggiungono il secondo posto per vendita diretta, agriturismi e gruppi d’acquisto.

Il trend 2006-2008 degli operatori bio italiani
Nell’ultimo triennio è lievitato soprattutto il numero delle attività legate alla filiera corta, con tassi di crescita a due cifre. Ecco l’andamento delle otto tipologie di operatori esaminate.
• Gruppi d’acquisto + 66%: dai 288 del 2006 ai 479 del 2008
• Aziende con vendita diretta + 47%: da 1.324 a 1.943
• Agriturismi + 40%: da 839 a 1.178
• E-commerce +39%: da 79 a 110
• Mense scolastiche +20%: da 658 a 791
• Ristoranti +12%: da 177 a 199 (esclusi quelli in agriturismo)
• Mercatini + 8%: da 193 a 208
• Negozi +2%: da 1.094 a 1.114

Gruppi d’acquisto: +66%
I gruppi d’acquisto solidale mantengono il primo posto in classifica per la loro crescita e diffusione nell’ultimo triennio: erano 288 nel 2006, sono diventati 479 nel 2008, segnando un incremento del 66%.
Il consumo critico di gruppo continua però ad essere prerogativa del nord, dove si concentrano 292 Gas, il 61% del totale, seguito dal centro dove se ne trovano 139 (29%), mentre al sud e nelle isole sono attivi 48 gruppi (10%).
Il primato assoluto è sempre della Lombardia dove si trovano 118 Gas, praticamente uno su quattro, seguita da Toscana con 68 Gas e Piemonte con 56.
Il primato per densità va invece, a pari merito, a Toscana e Marche con 1,8 Gas ogni 100.000 abitanti, seguite da Liguria (1,5) e Piemonte (1,3), mentre la media nazionale si ferma a 0,8.

Vendita diretta in azienda: +47%
Al secondo posto per incremento, con il 47% in tre anni, si conferma la vendita diretta, passata dalle 1.324 unità del 2006 alle 1.943 del 2008. Di queste, 924 sono aziende bio, mentre 1.019 sono bioagriturismi, che oltre all’ospitalità offrono anche le loro produzioni.
Una formula di vendita che, a differenza di altre, ha una diffusione consistente in tutto Paese: 813 operatori al nord, il 42% del totale, 614 al centro (32%), 516 tra sud e isole (26%).
Al primo posto per numero assoluto la Toscana con 302 realtà, una su sei, seguita da Emilia-Romagna con 292 e Marche con 135.
Una classifica che cambia, se rapportiamo gli spacci al numero di abitanti: al primo posto l’Umbria con 10 spacci ogni 100.000 abitanti, seguita dalle Marche con quasi 9 e dalla Toscana con 8, contro la media nazionale di 3.

Agriturismi: +40%
Al terzo posto, come nel 2007, gli agriturismi che crescono in assoluto del 40% passando dagli 839 del 2006 ai 1.178 del 2008.
Un’offerta che vede il suo fulcro nel centro Italia con 522 agriturismi bio,
più del 44% del totale nazionale, seguito dal nord con 379 realtà (oltre il 32%), e da sud e isole con 277 (23%).
Regina assoluta dell’ospitalità si conferma la Toscana con 259 agriturismi, seguita dall’Emilia-Romagna con 151 e dalle Marche con 126.
Classifica che si ribalta guardando il numero di operatori ogni 100.000 abitanti: al primo posto l’Umbria con 9,5 realtà, contro la media nazionale di 2, seguita dalle Marche, che ne contano 8, e dalla Toscana con 7.

E-commerce: +39%
Al quarto posto l’e-commerce che offre in tutto o in parte prodotti bio, con un incremento di siti pari al 39%: dai 79 del 2006 si è infatti passati ai 110 del 2008.
Una formula di vendita utilizzata in prevalenza dagli operatori del sud e delle isole che ne contano 42, il 38% del totale, seguiti a ruota dal nord con 40 siti (36%) e dal centro con 28 (26%).
Le tre regioni leader per numero assoluto sono la Puglia, con 17 siti, la Sicilia con 13 e l’Emilia-Romagna con 12.
In relazione al numero di abitanti primeggiano Umbria e Valle d’Aosta, con un indice di 0,8 siti sulla media nazionale di 0,2 ogni 100.000 abitanti. Seguono il Molise a 0,6 e la Basilicata a 0,5.

Mense scolastiche: +20%
Salgono al quinto posto come tasso di crescita triennale le mense (l’anno scorso erano al settimo), che segnano un +20%, passando dalle 658 del 2006 alle 791 del 2008.
Una realtà quasi monopolio del nord che conta 560 mense, il 71% del totale, mentre il centro è a quota 158 (20%) e sud e isole con 73 mense arrivano solo al 9%.
L’Emilia-Romagna mantiene il primato con 146 realtà, tallonata dalla Lombardia, salita a 143, mentre la Toscana è a quota 84.
Il Friuli-Venezia Giulia vince invece per densità con circa 6 mense ogni 100.000 abitanti, contro la media nazionale dell’1,3. Seguono il Trentino-Alto Adige con circa 4 e l’Emilia-Romagna con poco più di 3.

Per una corretta lettura dei dati occorre tenere presente che:
• Il numero delle mense bio comprende il numero dei comuni che hanno scelto di introdurre in tutto o in parte prodotti biologici nelle scuole pubbliche e il numero delle scuole private che hanno optato per il bio.
Le cucine (centralizzate o decentrate) sono molte, molte di più, e ancora di più sono le mense intese come luoghi di refezione, dove cioè si consuma il pasto.
Per esempio a Milano sono state rilevate in tutto quattro mense: una è la mensa del Comune (85.000 pasti giornalieri), tre sono mense di scuole private (400 pasti, 250 pasti e 140 pasti per una scuola steineriana).
• Il numero dei pasti comprende tutte le varie possibilità: quelli con l’intero menù bio, quelli con molti prodotti bio, quelli con alcuni prodotti bio, ed anche quelli con una sola portata bio, poiché variano approccio e impegno, ma spesso l’introduzione del biologico è una scelta irrinunciabile e progressiva.
• Per leggere correttamente i dati, vanno quindi sempre allineati il numero delle mense e quello dei pasti bio giornalieri, come pure tali numeri rapportati alla popolazione.
• Il censimento dettagliato per ogni comune e scuola privata è pubblicato ogni anno su Tutto Bio, dove è indicata anche la percentuale di materie prime bio utilizzate.

Ristoranti: +12%
Salgono di due posizioni in classifica anche i ristoranti, dall’ottavo al sesto posto, passati dai 177 del 2006 ai 199 del 2008, escludendo gli agriturismi bio con ristorazione aperta anche ai non ospiti.
Anche in questa caso è netta la prevalenza del nord, dove si trovano 109 ristoranti, pari al 55% del totale, seguito dal centro con 69 (35%) e da sud e isole con 21 (10%)
Con 36 ristoranti la Lombardia guida la classifica per numero assoluto, tallonata dall’Emilia-Romagna, che ne conta 33, e da Marche e Lazio,  entrambe a quota 23.
Le Marche guidano la classifica per densità con 1,5 ristoranti ogni 100.000 abitanti, contro la media nazionale di 0,3. Seguono la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna intorno allo 0,8.

Mercatini: +8%
Slitta invece al settimo posto la crescita dei mercatini (rispetto al quinto dell’anno precedente) anche se sono cresciuti dai 193 del 2006 ai 208 del 2008.
Una formula di vendita che è appannaggio del nord con 148 realtà, il 71% del totale nazionale, seguito dal centro con il 48 (23%), e da sud e isole con il 12 (6%).
Al primo posto per numero assoluto la Lombardia con 36 mercatini, seguita da Emilia-Romagna con 33 e dal Veneto con 29.
Le regioni dove ci sono più mercatini rispetto agli abitanti sono il Trentino-Alto Adige, con uno ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 0,3.
Seguono, a pari merito, Valle d’Aosta e Umbria con 0,8 ed Emilia-Romagna con un’incidenza di poco inferiore allo 0,8.

Negozi: +2%
Infine scendono all’ultimo posto i negozi specializzati (rispetto al sesto dell’anno scorso), passati dai 1.094 del 2006 ai 1.114 del 2008, con un certo turn-over dietro l’apparente stabilità.
Anche in questo caso il nord fa la parte del leone con 735 punti vendita, il 66% del totale, seguito dal centro con 231 (21%) e da sud e isole con 148 (13%).
La Lombardia guida la classifica per numero assoluto con 189 negozi, pari al 17% del totale. In pratica un punto vendita su sei si trova in questa regione.
Seguono il Piemonte con 149 ed il Veneto con 145, entrambe con una incidenza intorno al 13%.
La Valle d’Aosta conta invece il più alto numero di negozi in rapporto alla popolazione: 5,6 ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 1,9.
Seguono il Trentino-Alto Adige con 5,2 ed il Friuli-Venezia Giulia con 3,8.

Il tema dell’anno di Tutto Bio 2009: “Bio, Eco, Etico: avere o essere?”
“Bio, Eco, Etico: avere o essere?” è il tema scelto per questa edizione di Tutto Bio,
citando il titolo di un celebre libro di Erich Fromm, per riflettere insieme sull’insostenibile avidità dell’avere e sulla necessità di essere in armonia con il mondo e chi lo abita.
Ci guidano in questo percorso tra cibo, stili di vita, povertà, biodiversità, energia e clima, otto testimoni autorevoli che evidenziano l’impatto insopportabile dell’uomo sull’ambiente, indicando nuove strade e soluzioni percorribili:
• Wendell  Berry, maestro del pensiero ambientalista e ruralista, sostiene “che il modo in cui mangiamo determina, in misura piuttosto consistente, il modo in cui viene usato il mondo”;
• Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank, ci parla del microcredito e del pianeta che sogna, “un posto in cui ciascuno abbia diritto di farcela”;
• Serge Latouche, economista e filosofo, propone otto obiettivi per “una decrescita serena, conviviale e pacifica”;
• Luca Mercalli, climatologo, considera strategica l’informazione sul cambiamento climatico per avviare una seria prevenzione;
• Helena Norberg-Hodge, filosofa ed ecologista, spiega come “la localizzazione implica meno sconvolgimenti sociali ed ambientali della globalizzazione”;
• Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food, scrive che “coltivare e allevare richiede di manipolare con gentilezza l’ambiente, nel rispetto della biodiversità locale, della cultura tradizionale e dei ritmi della natura”;
• Karl-Ludwig Schibel, coordinatore dell’Alleanza per il Clima Italia, propone di uscire dall’epoca del fossile, attraverso una seria politica energetica a livello locale;
• Vandana Shiva, scienziata ed ecologista, auspica un “risveglio etico e democratico” sulla questione del controllo della biodiversità.
Confermano queste indicazioni sei esperienze emblematiche, dove il biologico si intreccia con il co-sviluppo tra Modena e Ghana, con l’equo a Jenin in Palestina, con la solidarietà a Goias in Brasile, con la co-produzione tra Milano ed Alessandria, con il sociale nel carcere di Siracusa, fino al turismo responsabile nella Locride.

Un omaggio ai lettori di Tutto Bio 2009: la Bio Card
In omaggio con Tutto Bio 2009 la Bio Card per ottenere lo sconto del 10% presso i 614 operatori aderenti al Circuito (aziende con vendita diretta, agriturismi, ristoranti e negozi).


Dove si trova Tutto Bio 2009
Tutto Bio 2009 si trova nelle Librerie Feltrinelli, nei negozi di alimenti bio, sul sito www.biobank.it sezione Bookshop, oppure si richiede a Egaf Edizioni tel. 0543 473347.

Bio Bank. Chi, cosa, come, dove. Dal 1993
Bio Bank è la banca dati del biologico italiano, ma anche dell’ecologico e dell’etico.
Un’opera iniziata nel 1993 ed aggiornata, anno dopo anno, attraverso i censimenti diretti
di migliaia di operatori. Una banca dati che segue l’evoluzione del settore,
registra i cambiamenti in atto, elabora le statistiche Bio Bank e alimenta
l’annuario Tutto Bio ed il portale www.biobank.it.

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