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Claudio Buzzoni, ex manger, ideatore e promotore insieme ad un gruppo di amici dell'iniziativa Le Strade del Fresco che collega mille famiglie e una ventina di produttori bio.
(Foto: Le strade del Fresco)
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Diretta, corta, aperta, trasparente.
Si autodefinisce così la rete solidale
Le strade del fresco che ha messo in collegamento venti gruppi d’acquisto solidale (gas), per un totale di circa mille famiglie ed una ventina di produttori biologici, in testa quelli emiliano-romagnoli, con forniture settimanali di frutta e verdura.
“Per avviare il progetto – racconta l‘ideatore
Claudio Buzzoni, 46 anni, con un passato di manager alle spalle - è stato fondamentale l’aiuto di Aiab, che ha fatto da catalizzatore, segnalandoci associazioni e produttori. Poi l’incontro con l’associazione Poderi di Romagna. Infatti, dei produttori scelti per l’ortofrutta, nove sono romagnoli e quattro ferraresi, uno mantovano, per meloni, angurie e zucche, uno veronese per gli ortaggi, uno modenese per il Parmigiano-Reggiano, uno piacentino per le carni.
Il cuore dell’iniziativa è centrato sul fresco, da sempre problematico per i gas, gestito con una struttura logistica che ci garantisce trasporti e stoccaggio refrigerati e la piattaforma di distribuzione per il ritiro degli ordini da parte di ogni gruppo.
Siamo partiti dal mondo dei gas - prosegue Buzzoni - ma vogliamo fare da traino per altri fruitori come mense, cral, cooperative sociali e comunità.
I gas coinvolti sono quelli dell’alto milanese, del basso varesotto, ed alcuni del Piemonte, molti costituiti in associazione, altri informali.
L’obiettivo finale è costruire un modello diverso da quello in uso, sostenibile. E questo è possibile solo senza intermediari.
Da fine maggio a fine ottobre abbiamo acquistato quasi 80 tonnellate di prodotti, per un totale di 90.000 euro. Per questo stiamo ragionando sulla costituzione di una cooperativa”.
“L’iniziativa è molto interessante – conferma
Christian Grassi presidente di
Poderi di Romagna – perché consente di gestire le produzioni come se si trattasse di un ingrosso, ma dialogando con i consumatori. Come associazione raccogliamo le disponibilità dei produttori, riceviamo gli ordini, organizziamo i ritiri presso le varie aziende agricole. La fatturazione invece è a cura delle singole aziende.
Il vantaggio è reciproco: i contadini incassano il doppio, i consumatori pagano la metà. Le fragole, ad esempio, sono state vendute ai gas a 4,30 euro al kg. Ma nei supermercati si trovavano a 7,50-8 euro al kg e grossisti o cooperative liquidavano ai produttori al massimo 1,50-2 euro al kg”.
Lo conferma anche
Massimo Magagna responsabile commerciale del consorzio ferrarese
Fattorie Estensi: “Tagliando tutti i passaggi di mano, il realizzo per i produttori può arrivare al doppio: le mele sono state vendute ai gas a 1,30 il kg contro lo 0,50-0,60 previsto nei listini di conferimento. Inoltre i consumatori sono molto coinvolti: sono venuti nelle aziende, vogliono conoscere i produttori. E riteniamo che questo sia un progetto pionieristico”.