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L'esperto Paolo Pastore risponde.


Autore: santoro giuseppe
Domanda inviata il 5/12/2008 3:29:12 PM
finanziamenti comunitari o regionali per allevamento di asine da latte
Risposta pubblicata il 5/13/2008 10:35:37 AM
Gentile signor Santoro, si rivolga pure ai miei colleghi del biologico per questa richiesta. un cordiale saluto
Autore: Cinzia
Domanda inviata il 1/28/2008 3:02:10 PM
Buongiorno, volevo sapere in che modo è possibile intraprendere la strada dell'equo solidale, come poter ad esempio aprire un piccolo negozio di prodotti, equo, a cosa si deve andare incontro e a chi bisogna rivoglersi.
Grazie
Risposta pubblicata il 2/4/2008 10:22:08 AM
Buongiorno a lei,
ci sono diversi piccoli imprenditori che hanno avviato attività commerciali con i prodotti del commercio equo e hanno personalizzato l'offerta ai consumatori. Fairtrade Italia da otto anni organizza un corso specifico per chi è interessato ad aprire una Bottega del Mondo, un esercizio commerciale oppure introdurre i prodotti equosolidali all'interno di un punto vendita che già gestisce. Abbiamo anche pubblicato un manuale che riassume l'esperienza degli ultimi anni e che può richiedere alla nostra sede di Padova (tel 049 8750823; info@fairtradeitalia.it). Il prossimo corso sarà a Fiesole il 28 febbraio e c'è ancora qualche posto se dovesse essere interessato. Si rivolga pure ai numeri che le ho indicato.
un cordiale saluto
Autore: Petra Henke
Domanda inviata il 1/11/2008 2:41:35 PM
Buon giorno Signore Pastore,

sto scrivendo la mia tesi di laurea su 'Slow Food' e voglio anche mostrare l'atteggiamento degli italiani verso il consumo consapevole. Per questo cerco dei dati su i prodotti Fairtrade, precisamente lo sviluppo delle vendite negli ultimi anni in Italiia. Mi potrebbe mandare dei dati su questo sviluppo ?
Grazie tantissimo in anteprima
Saluti dalla Germania

Petra Henke
Risposta pubblicata il 2/4/2008 10:30:10 AM
Gentile Petra, mi scuso intanto per il ritardo con cui le rispondo e spero che la risposta sia ancora valida per le sue ricerche. Possiamo dire che l'atteggiamento degli italiani nei confronti del commercio equo è sicuramente migliorato e lo prova la crescita interessante che continuano a registrare i prodotti equosolidali (in media tra il 20 e il 30% annuo). Tuttavia siamo ancora una piccola nicchia rispetto agli altri paesi. Pensi che il consumo del caffè equosolidale in Italia non raggiunge nemmeno l'1% della popolazione. Di strada ce n'è ancora molta da fare, anche per sfatare alcuni pregiudizi tra i quali la qualità dei prodotti (che invece si attesta negli standard e alcune volte li sopravanza) oppure il prezzo (molti pensano che i prodotti equosolidali siano cari, ma se andiamo nella grande distribuzione vediamo che i prezzi sono perfettamente allineati). Molto dipenderà dalla capacità nostra e delle aziende con cui lavoriamo di convincere i consumatori che i prodotti equi sono "buoni, puliti e giusti", come dice il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. Per ulteriori dati, la invitiamo a rivolgersi alla nostra sede dove potrà trovare chi la segue nel dettaglio per le sue ricerche.
Autore: Konstantinos Valasis
Domanda inviata il 9/5/2007 10:02:24 AM
Vorrei cortesamente di inviarmi un elenco degli importatori italiani dei prodotti biologici

Grazie
Risposta pubblicata il 2/4/2008 10:31:06 AM
Deve rivolgersi ai colleghi esperti bio. un cordiale saluto
Autore: Luca Zanchetta
Domanda inviata il 8/1/2007 9:26:07 AM
Buongiorno,
sono un italiano che vive in Etiopia da 5 anni e sto avviando un'azienda agricola ad indirizzo biologico. Come posso far entrare i miei prodotti (es. peperoncino, aglio, cipolla, Spinacio tutti secchi) nella rete del commercio equo e solidale? Che requisiti devo avere? A che legislazione mi devo sottoporre?
Grazie
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:00:10 AM
Buongiorno, attualmente i prodotti che lei elenca non fanno parte delle linee certificabili di commercio equo dotate di specifici standard internazionali, a parte il peperoncino che rientra nella categoria delle spezie. Per quest'ultimo prodotto può rivolgersi a FLO Cert, le dirà i passi necessari per diventare produttore autorizzato (www.flo-cert.net).
Le consiglio prima di visitare l'area dedicata agli standard per i produttori che trova all'interno del sito di FLO, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo: www.fairtrade.net/producer_standards.html
Autore: Pasquale m
Domanda inviata il 5/9/2007 5:05:07 PM
Vorrei sapere in modo vago quanto sarebbe l'investimento da fare, per avviare un piccolo allevamento di asini da latte di 20 capi e quali strutture e strumenti sono necessari per l'allevamento e la mungitura? La ringrazio anticipatamente cordiali saluti.
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:00:48 AM
Credo sia meglio si rivolga ai colleghi che si occupano di biologico.

Saluti
Autore: christian colli
Domanda inviata il 5/1/2007 10:09:59 PM
salve,sono proprietario di una macelleria tradizionale a bologna,vorrei passare al biologico,vendo anche latticini,gastronomia e vini.
avrei bisogno di informazioni e suggerimenti
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:01:10 AM
La invito a rivolgersi ai colleghi del biologico.

saluti
Autore: daniele
Domanda inviata il 4/16/2007 5:19:28 PM
salve sgr.pastore,
sarei intenzionato ad avviare un allevamento per la produzione di latte di asina in puglia. Per prima cosa vorrei sapere se ci sono dei finanziamenti statali o regionali, e secondo vorrei delle informazioni, o dei siti dove trovarle per quanto riguarda la commercializzazione del latte. In attesa della sua risposta le porgo cordiali saluti
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:01:40 AM
Si rivolga ai colleghi che seguono il biologico. Io mi occupo di commercio equo e solidale.

saluti
Autore: Anna Martin
Domanda inviata il 1/16/2007 6:13:57 PM
Buongiorno,
siamo un gruppo di studenti universitari e stiamo svolgendo una ricerca di marketing sul mercato della cosmesi biologica, se era possibile volevamo chiederle informazioni riguardo a questo mercato, ovvero se vi sono aziende più o meno leader, se vi sono grossi concorrenti o aziende emergenti, come è strutturato questo mercato e quali sono i marchi più importanti.Non sapendo a chi rivolgerci abiamo pensato che un'azienda come la vostra avrebbe potuto aiutarci.
In attesa di una vostra cordiale risposta vi porgiamo distinti saluti.
Martin Anna
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:02:28 AM
Gentile Anna, può rivolgersi ai colleghi che si occupano di biologico.

Saluti
Autore: Valentina
Domanda inviata il 1/16/2007 5:21:17 PM
Perchè pur essendoci un marchio comune per il commercio equo-solidale, quello di TransFair, la centrale d'importazione italiana Ctm-altromercato ha scelto di non adottare il marchio per i propri prodotti?
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:10:30 AM
Ctm Altromercato è un'organizzazione storica di commercio equo e solidale e ha fondato questa importante realtà nel nostro paese, sulla scia di altre esperienze sviluppate in precedenza in Nord Europa. E' socio fondatore di TransFair Italia neli anni 90 quando, insieme ad altre realtà del mondo della cooperazione internazionale, dell'associazionismo e del commercio equo,riteneva che fosse necessario un marchio forte e distintivo per i prodotti equosolidali nella grande distribuzione, senza la quale il mercato equo sarebbe rimasto una nicchia. Ad un certo punto però, Ctm ha scelto di non avvalersi della certificazione, in un momento in cui molte aziende si affacciavano a questa opportunità. Proprio per distinguersi da esse (la certificazione Fairtrade non garantisce il processo di tutta l'azienda ma solo il singolo prodotto), Ctm ha ritenuto di non avvarlersi del controllo sterno di Fairtrade Italia. E' una libera scelta, dal momento che la certificazione non è obbligatoria. Altre centrali di importazione (in particolare Commercio Alternativo, la seconda in Italia) ha invece scelto di avvalersi del marchio Fairtrade per alcune categorie di prodotto, al fine di garantire meglio tutta la filiera agli occhi del consumatore.
Autore: Manuela
Domanda inviata il 1/1/2007 2:05:50 PM
Mi piacerebbe conoscere il costo effettivo di una famiglia di quattro persone , due adulti e due bambini che intendono intraprendere una alimentazione bio .

BUON ANNO

DA

MANUELA CLAUDIO ANTOINETTE ANNA
Risposta pubblicata il 2/4/2008 11:11:27 AM
Deve girare la domanda agli esperti del bio. un cordiale saluto
Autore: antonio
Domanda inviata il 8/28/2006 6:59:47 PM
quanto terreno occorre per un agriturismo
Risposta pubblicata il 8/29/2006 10:50:07 AM
Gentile Antonio, penso debba rivolgersi ai colleghi del biologico che partecipano al forum esperti oppure ad un'associazione di categoria della sua regione.
cordiali saluti
Autore: andrea
Domanda inviata il 8/3/2006 1:27:51 PM
Innanzitutto Ben Arrivato e Buon lavoro.
La domanda è la seguente:
Il commercio equo e solidale si riferisce solo a paesi "svantaggiati economicamente e socialmente" oppure in questa istituzione è previsto anche un commercio "equo locale "(all'interno di uno stesso stato, anche europeo ad esempio)?
Andrea
Risposta pubblicata il 8/9/2006 8:28:01 AM
Gentile Andrea, il commercio equo ha come oggetto principale e scopo delle sue attività la valorizzazione dei produttori dei paesi svantaggiati: sono situazioni spesso difficili da immaginare per chi è abituato a condizioni di lavoro per così dire "occidentali". Spesso accade però che, nel momento in cui vengono attivati processi di commercio equo per l'esportazione di prodotti, questi processi vengano recepiti anche nel mercato interno. Questo meccanismo funziona molto bene in Sud America in cui il cammino di presa di coscienza dei produttori rispetto alle loro potenzialità provoca dei risvolti positivi anche nel mercato interno: i prodotti vengono pagati di più, i produttori si "coalizzano" contro le speculazioni e riescono ad imporre agli intermediari condizioni più giuste negli scambi. Un altro esempio è quello del Messico, dove di recente è stato costituito un marchio di certificazione Fairtrade che sta lavorando sia sul fronte internazionale sia su quello nazionale, se si pensa che molti produttori di caffè e di miele certificati che espoertano in Europa provengono proprio da quella regione. Qualche tentativo di applicare questo modello è presente anche nei paesi dell'ex Jugoslavia. In Italia ci sono esperienze interessanti di collaborazione tra commercio equo e cooperazione sociale come l'esempio di Pausa Cafè, cooperativa nata all'interno del carcere di Torino per la torrefazione di un caffè di un presidio Slow Food in Guatemala, oggi commercializzato da una delle più importanti catene della distribuzione italiana.

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Pastore Paolo