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BIO BANK

Rapporto Bio Bank 2010, cresce e si moltiplica la vendita diretta
di Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino, 5 febbraio 2010
Eugenio Mingozzi davanti allo spaccio della sua azienda agricola Radisa di Santerno, in provincia di Ravenna, che ha puntato tutto sulla vendita diretta.
(Foto: Bio Bank/Rosa Maria Bertino)

E’ cresciuta, si è moltiplicata, ma soprattutto ha coinvolto nuovi gruppi sociali.
Il cuore della vendita diretta batte attraverso i quasi 600 gruppi d’acquisto solidale, cresciuti del 68% in tre anni; negli spacci di oltre duemila aziende agricole biologiche sparse lungo tutta la Penisola, aumentati del 32%; con spesa bio on-line su oltre 130 siti, cresciuti del 25%. Ed anche nelle migliaia di cassette di frutta e verdura biologica, locale e di stagione, preparate ogni settimana dai contadini e consegnate direttamente ai consumatori. E’ la nuova tendenza della filiera corta che avanza nelle grandi città e nei piccoli centri, da parte di gruppi di produttori, cooperative o di singoli agricoltori e coinvolge persone, famiglie, gruppi di amici, colleghi di lavoro.

Da molti anni sono in crescita tutte le forme di fiiera corta. Ma ora è evidente l’effetto traino di questi nuovi modi di fare la spesa su nuove fasce di pubblico, mai coinvolte prima.  Attratte dal risparmio, certo, ma anche dalla qualità biologica e dal desiderio di essere in rete fra loro ed in collegamento diretto con chi produce. Il vantaggio è reciproco: i contadini incassano il doppio, i consumatori pagano la metà.
Anche nel 2009 Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio, con l’Emilia-Romagna che torna alla guida del gruppo. La classifica per densità di operatori vede invece al primo posto le Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

Il Rapporto Bio Bank 2010
I censimenti diretti di migliaia di operatori, effettuati anno dopo anno fin dal 1993 da Bio Bank, banca dati del biologico, sono la linfa di questo Rapporto. Attraverso la loro elaborazione in due analisi parallele, per numero assoluto di operatori e per densità di operatori ogni 100.000 abitanti, si disegnano ogni anno le nuove mappe del settore, regione per regione. Seguendo poi l’andamento del numero di operatori nel triennio 2007-2009 emergono le tendenze.
In particolare, nel 2009 sono stati quasi ottomila gli operatori censiti, con oltre 900 nuovi rilevamenti. Otto le tipologie prese in esame nel Rapporto: agriturismi, aziende con vendita diretta, gruppi d’acquisto solidale, mercatini, mense scolastiche, ristoranti, negozi specializzati, e-commerce.

I censimenti Bio Bank
Sulla sedicesima edizione dell’Annuario del biologico sono pubblicati i dati aggiornati di quasi 8.000 operatori bio in Italia, dei quali oltre 3.100 legati alla vendita diretta: • 2.176 aziende con vendita diretta • 1.222 agriturismi
• 225 mercatini bio e biodiversità • 621 gruppi d’acquisto e d’offerta • 1.132 negozi • 10 marchi bio dei supermercati • 5 supermercati on-line • 404 ristoranti • 15 aziende di ristorazione • 837 mense bio nelle scuole • 132 siti dell’e-commerce bio • 116 aziende del commercio equo • 15 organismi di controllo bio • 6 organismi di controllo cosmesi • 144 associazioni bio • 40 fiere bio • 177 libri e periodici bio • ed inoltre 82 schede di prodotti biologici e cosmesi.

Regioni leader per numero di operatori bio
Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori. La classifica viene redatta assegnando tre punti ad ogni primo posto, due al secondo, uno al terzo.
L’Emilia-Romagna, riguadagna la prima posizione che l’anno scorso era della Lombardia, con 15 punti e quattro primati: aziende con vendita diretta, e-commerce, mense, mercatini. Si piazza invece al secondo posto per numero di ristoranti e al terzo per agriturismi.
Segue la Lombardia, con 13 punti, che sale sul podio più alto per gruppi d’acquisto, ristoranti e negozi e raggiunge il secondo per mense e mercatini.
Queste sono le uniche due regioni che entrano in classifica tra le prime cinque per tutte le tipologie di operatori prese in esame, a conferma di una presenza diffusa di operatori bio sul loro territorio.
Al terzo posto, con 9 punti  la Toscana, prima per agriturismi, seconda per gruppi d’acquisto e vendita diretta, terza per e-commerce e mense.

Regioni leader per densità di operatori bio
La classifica cambia prendendo in esame le regioni che hanno il maggior numero di operatori ogni 100.000 abitanti.
In testa le Marche, con 11 punti, che dominano la classifica con tre primati: per vendita diretta, agriturismi e ristoranti e guadagnano il secondo posto per densità di gruppi d’acquisto.
Al secondo posto la Valle d’Aosta, che totalizza 8 punti, con il primato per negozi ed e-commerce e due piazzamenti al terzo posto per ristoranti e mercatini.
Infine il Trentino-Alto Adige, con 7 punti, che primeggia per mercatini, e raggiunge il secondo posto per mense e negozi.

Il trend 2007-2009 degli operatori bio italiani
Anche nell'ultimo triennio si evidenzia la crescita di tutte le varie forme di filiera corta.
Ecco l’andamento delle otto tipologie di operatori esaminate.
• Gruppi d’acquisto + 68%: dai 356 del 2007 ai 598 del 2009
• Aziende con vendita diretta + 32%: da 1.645 a 2.176
• Ristoranti +31%: da 174 a 228 (esclusi quelli in agriturismo)
• E-commerce +25%: da 106 a 132
• Mense scolastiche +23%: da 683 a 837
• Agriturismi + 22%: da 1.002 a 1.222
• Mercatini + 10%: da 204 a 225
• Negozi +2%: da 1.106 a 1.132

Gruppi d’acquisto: +68%
I gas si confermano al primo posto in classifica per la loro crescita e diffusione nell’ultimo triennio: erano 356 nel 2007, sono diventati 598 nel 2009, segnando un incremento del 68%. Ma si stima che siano almeno altrettanti i gas informali, che sfuggono a registrazioni e censimenti, arrivando quindi a quota 1.200.
Questa formula dei gruppi d’acquisto è però largamente predominante al nord che ne conta ben 349, ovvero il 58% del totale, seguito dal centro dove se ne trovano 176 (30%), mentre al sud e nelle isole sono attivi 73 gruppi (12%).
La Lombardia è sempre in testa per numero assoluto con 158 gas, pari al 26% del totale nazionale. La Toscana ha invece il maggior numero di gas per abitante: poco più di due ogni 100.000 abitanti, il doppio della media nazionale.

Vendita diretta: +32%
Al secondo posto per incremento, con il 32% in tre anni, si conferma anche la vendita diretta, passata dalle 1.645 unità del 2007 alle 2.176 del 2009, per metà circa aziende agricole e per metà agriturismi.
Sono infatti 1.111 le aziende bio con un proprio spaccio e 1.065 gli agriturismi che offrono anche i loro prodotti, oltre a pernottamento e ristorazione.
Una formula di vendita ben diffusa in tutto il Paese: al nord si trovano infatti 915 operatori, il 42% del totale, al centro 680 (31%), tra sud e isole 581 (27%).
Al primo posto per numero assoluto l’Emilia-Romagna con 359 realtà, una su sei, seguita da Toscana con 324 e Marche con 175.
Se rapportiamo gli spacci al numero di abitanti troviamo invece al primo posto le Marche con 11 spacci ogni 100.000 abitanti, seguite dall’Umbria con quasi 10 e dalla Toscana con circa 9, contro la media nazionale di quasi 4.

Ristoranti: +31%
Salgono al terzo posto i ristoranti (nel triennio 2006-2008 erano al sesto), passati dai 174 del 2007 ai 228 del 2009, escludendo gli agriturismi bio con ristorazione aperta anche ai non ospiti.
Sempre più marcata la prevalenza del nord, dove si trovano 137 ristoranti, pari al 60% del totale, seguito dal centro con 70 (31%) e da sud e isole con 21 (9%).
Con 48 ristoranti la Lombardia guida sempre la classifica per numero assoluto, seguita dall’Emilia-Romagna, che ne conta 39 e dal Lazio, a quota 27.
Le Marche guidano ancora la classifica per densità con 1,4 ristoranti ogni 100.000 abitanti, contro la media nazionale di 0,4. Seguono l’Emilia-Romagna a quota 0,9 e la Valle d’Aosta a 0,8.

E-commerce: +25%
Stabile al quarto posto l’e-commerce ovvero le vetrine on-line dedicate alla vendita di prodotti bio, con un incremento di siti pari al 25%: dai 106 del 2007 si è infatti passati ai 132 del 2009. Ma dal 2009 il nord è passato in testa con il 51 siti, il 39% del totale, seguito da sud e isole con 46 (35%) e dal centro con 35 (26%).
Le tre regioni leader per numero assoluto sono l’Emilia-Romagna, con 20 siti, seguita da Puglia e Sicilia, a pari merito con 17.
La Valle d’Aosta, con un sito, ha invece l’indice più elevato in relazione alla popolazione: 0,8 ogni 100.000 abitanti, contro la media nazionale di 0,2.
Seguono Basilicata ed Emilia-Romagna, rispettivamente con 3 e 20 siti, entrambe a quota 0,5.

Mense scolastiche: +23%
Si confermano al quinto posto anche le mense, con un +23%, passando dalle 683 del 2007 alle 837 del 2009.
Una realtà molto sviluppata al nord che conta 568 mense, il 68% del totale, mentre il centro sale a quota 193 (23%) e sud e isole, con 76 mense, restano al 9%.
L’Emilia-Romagna conferma il suo primato con 147 realtà, seguita a ruota dalla Lombardia con 142 mense, mentre la Toscana balza a quota 118.
Il Friuli-Venezia Giulia vince ancora per densità con circa 6 mense ogni 100.000 abitanti, contro la media nazionale dell’1,4. Seguono il Trentino-Alto Adige con più di 4 e l’Emilia-Romagna con più di 3.

Per una corretta lettura dei dati sulle mense occorre tenere presente che:
• Il numero delle mense bio comprende il numero dei comuni che hanno scelto di introdurre in tutto o in parte prodotti biologici nelle scuole pubbliche
e il numero delle scuole private che hanno optato per il bio.
Le cucine (centralizzate o decentrate) sono molte, molte di più, e ancora di più sono le mense intese come luoghi di refezione, dove cioè si consuma il pasto.
Per esempio a Milano sono state rilevate in tutto quattro mense: una è la mensa del Comune (85.000 pasti giornalieri), tre sono mense di scuole private (400 pasti, 250 pasti e 140 pasti per una scuola steineriana).
• Il numero dei pasti comprende tutte le varie possibilità: quelli con l’intero menù bio, quelli con molti prodotti bio, quelli con alcuni prodotti bio, ed anche quelli con una sola portata bio, poiché variano approccio e impegno, ma spesso l’introduzione del biologico è una scelta irrinunciabile e progressiva.
• Per leggere correttamente i dati, vanno quindi sempre allineati il numero delle mense e quello dei pasti bio giornalieri, come pure tali numeri rapportati alla popolazione.
• Il censimento dettagliato per ogni comune e scuola privata è riportato su Tutto Bio 2010, dove è indicata anche la percentuale di materie prime bio utilizzate.

Agriturismi: +22%
Scendono invece in sesta posizione gli agriturismi, che crescono in assoluto del 22%, passando dai 1.002 del 2007 ai 1.222 del 2009.
Un’offerta concentrata nel centro Italia con 573 agriturismi bio, il 47% del totale nazionale, seguito dal nord con 375 realtà (31%) e da sud e isole con 274 (22%).
Roccaforte dell’ospitalità è sempre la Toscana con 262 agriturismi, seguita dalle Marche con 170 e dall’Emilia-Romagna con 158.
Ma guardando al numero di operatori ogni 100.000 abitanti, la classifica vede passare in testa la regione Marche con quasi 11 realtà, contro la media nazionale di 2, seguita dall’Umbria, che ne conta quasi 10 e dalla Toscana con 7.

Mercatini: +10%
Sempre al settimo posto i mercatini, passati dai 204 del 2007 ai 225 del 2009, con una crescita del 10% in tre anni.
Il fenomeno dei mercatini bio è concentrato soprattutto al nord che ne conta 153, pari al 68% del totale, mentre al centro se ne trovano 52 (23%), e tra sud e isole solo 20 (9%).
L’Emilia-Romagna guida la classifica per numero assoluto con 37 mercatini bio, oltre il 16% del totale nazionale, seguita dalla Lombardia con 36 e dal Veneto con 31.
In Trentino-Alto Adige si svolge invece il maggior numero di biomercatini in relazione alla popolazione, circa uno ogni 100.000 abitanti, quasi il doppio della media nazionale, come pure in Emilia-Romagna ed in Valle d’Aosta.

Negozi: +2%
E infine, ancora all’ultimo posto i negozi specializzati, passati dai 1.106 del 2007 ai 1.132 del 2009, che segnano appena un +2%.
Inalterato lo sbilanciamento nord-sud. E’ al nord che si concentra infatti il maggior numero di punti vendita: 744 pari al 66% del totale nazionale, al centro si contano 234 negozi (21%) e tra sud e isole 154 (13%). I negozi che hanno chiuso o trasformato la propria attività nel corso del 2009 sono più di 40 e oltre 60 sono le nuove aperture.
In Lombardia si trova un punto vendita su sei: questa regione conta infatti 192 negozi specializzati, pari al 17% del totale nazionale, seguita dal Piemonte con 147 negozi e dal Veneto con 146.
La Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige hanno invece il più alto numero di negozi in rapporto alla popolazione: 5,5 ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 1,9. Segue il Friuli-Venezia Giulia con quasi 4.



Il tema dell’anno di Tutto Bio 2010
“Bio, Eco, Etico: uscire dal labirinto in 141 mosse” è il tema scelto per questa sedicesima edizione di Tutto Bio. Abbiamo immaginato questa guida come un sacchetto di sassi che possono orientarci nel cammino. Perché se è vero che i nostri comportamenti quotidiani contribuiscono al problema, è anche vero che possediamo parte della soluzione. E il bello del gioco è che non siamo costretti a partire dalla casella numero uno.
Sono infatti numerose le azioni quotidiane utili per diminuire il nostro ingombrante peso sul pianeta. Per Tutto Bio ne sono state selezionate 141, suddivise in dieci ambiti: Alimentazione, Commercio equo, Orto, giardino e animali, Cosmesi, salute e abbigliamento, Casa, Energia e acqua, Riciclo e riuso, Mobilità, Educazione ambientale, Clima sociale.

La Bio Card in omaggio ai lettori di Tutto Bio
In omaggio con Tutto Bio 2010 la Bio Card per ottenere lo sconto del 10% presso i 635 operatori aderenti al Circuito (aziende con vendita diretta, agriturismi, ristoranti e negozi).

Dove si trova Tutto Bio 2010
Tutto Bio 2010 si trova nelle Librerie Feltrinelli, Coop, MelBookStore, nei negozi di alimenti bio, sul sito www.biobank.it sezione Bookshop, oppure si richiede direttamente a Egaf Edizioni tel. 0543 473347.
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