| Intervista | Due realtà marchigiane, la Cooperativa Alce Nero di Isola del Piano e la Torrefazione Pascucci di Monte Cerignone ed alcune centinaia di poverissimi contadini di Haiti, sono i protagonisti del progetto che ha fatto nasce il caffè equosolidale Pascucci-Montebello. Alce Nero ha offerto l’assistenza tecnica per la conversione al biologico e la certificazione. Pascucci ha versato in anticipo 3 dollari per ogni chilo di caffè raccolto (invece dei 60 centesimi pagati dai commercianti) e ha curato l’importazione e la torrefazione.
E’ ripartita così la coltivazione del caffè in mezzo ai boschi di manghi, cacao e banani ed è nata la cooperativa Cocano, formata da 200 famiglie di agricoltori haitiani. Ad inizio 2009 è arrivato il primo carico di caffè e, nell’agosto dello stesso anno, ha preso il via la distribuzione. “Le vendite del caffè equosolidale Pascucci-Montebello nei negozi specializzati e con i gruppi d'acquisto solidale stanno andando bene – dice Gian Luca Bettarelli, direttore della Cooperativa Alce Nero – e dall’inzio di quest’anno il caffè di Haiti esce in confezione da 250 grammi in atmosfera modificata, con chiusura salva aroma, per mantenere tutta la fragranza del caffè, che è un prodotto vivo, prezioso, speciale. Tanto più buono se lo si lascia al naturale e se proviene, come nel nostro caso, da un progetto di collaborazione equo e solidale, in collegamento diretto con i produttori.”
La Cooperativa Alce Nero, che ha chiuso il 2009 con un fatturato di 7,2 milioni di euro, dalla collina di Isola del Piano guarda lontano. Il 92% del fatturato si realizza infatti sui mercati esteri con Germania, Francia e Stati Uniti in testa. La gamma Montebello comprende, oltre alla pasta di semola di grano duro, semolato, integrale e di grani antichi, anche cereali e farine, legumi, creme di frutta, passata di pomodoro, olio extravergine di oliva e sughi pronti. “Nel pastificio della cooperativa – prosegue Bettarelli - lavoriamo solo grano italiano esclusivamene biologico, che per il 60% proviene dai nostri soci produttori di Marche, Umbria, Toscana e Lazio. Abbiamo due linee di produzione, per pasta corta e lunga, che raddoppieremo entro fine anno, con un investimento di 3,5 milioni di euro, per aumentare la capacità produttiva”.
Rosa Maria Bertino, 3 giugno 2010 |