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Luciano Rivalta nell’azienda agricola forlivese che porta il suo nome, con l'impianto fotovoltaico da 80.000 kW l’anno
(Foto: Archivio Bio Bank/Rosa Maria Bertino) |
“Coltiviamo il sole!” dice
Luciano Rivalta, ridendo della sua battuta.
“Sono entrato nell’ottica della produzione delle energie alternative qualche anno fa, poi è arrivato il conto energia. Così siamo partiti. Con il nostro impianto fotovoltaico, che produce 80.000 kW l’anno, potremmo fornire l’energia necessaria a 30-35 famiglie per un anno intero considerando il consumo annuale di una famiglia intorno ai 2.500-3.000 kW”.
La fattoria solare Rivalta
Nell’azienda agricola forlivese che porta il suo nome, è entrato in funzione da pochi mesi un impianto fotovoltaico a inseguimento. Del sole, s’intende, dato che la radiazione solare – trasformata direttamente in energia elettrica - varia secondo le ore della giornata e secondo le stagioni.
Tremila metri di terra con una distesa di 55 alberi metallici che hanno sostituito il vecchio pescheto. Ogni albero sostiene con i suoi rami zincati 5 pannelli fotovoltaici da 180 watt. Il tutto per una potenza complessiva di 50 kWp (chilowatt picco), pari alla somma dei valori di potenza nominale di ciascun modulo fotovoltaico.
Alla base del “tronco”, invece di radici, solide ruote che consentono agli alberi di girarsi automaticamente cinque volte al giorno per seguire l’arco del sole, secondo l’impostazione programmata nel software di gestione. Rivalta sta proprio controllando se gli orari di rotazione sono giusti. Lo testimoniano cinque rametti piantati a terra in sequenza, là dove un albero staglia la sua ombra.
“Dovremo mettere a punto la programmazione – commenta Rivalta - gli alberi si girano troppo in anticipo rispetto al sole!”
Anche questo “frutteto speciale” richiede cura ed attenzione, e la sua produttività è legata al tempo più di quanto non si immagini.
L’impianto produce corrente continua. Per immetterla in rete serve un dispositivo di interfaccia, l’inverter, che trasforma la corrente da continua in alternata, con gli stessi parametri dell’Enel.
C’è poi un contatore bidirezionale che contabilizza la corrente immessa in rete e quella utilizzata dall’azienda.
“Come va? Troppo presto per dirlo - risponde Rivalta - il bilancio può essere solo annuale. Nei mesi invernali o quando fa troppo caldo la produzione è bassa. L’ideale è il freddo oppure la mezza stagione. Per ogni kW prodotto con l’impianto fotovoltaico riceviamo un contributo di 0,46 euro per vent’anni (ma per chi inizia ora il contributo è già sceso a 0,36 Euro). Fino a quando è finanziato conviene più che avere gli alberi da frutta. Per gli impianti eolici o idraulici il finanziamento è più basso.
Ma per pagare l’investimento ho dovuto chiedere un mutuo di 415.000 euro. Dovrei ripagarmelo, se tutto va bene, in dieci anni al massimo. Il piano di rientro con la banca è un po’ più lungo, così ogni anno dovrei rimanere un piccolo reddito. Poi una volta pagato tutto, sarà solo reddito, dato che questi impianti sono garantiti dai costruttori per almeno 25 anni”.
L'
Azienda Agricola Rivalta è un prototipo della multifunzionalità in agricoltura: 12 ettari coltivati con metodo biologico (frutteto, vigna, ortaggi, medica, grano), la stalla e gli animali da cortile, la fattoria didattica, lo spaccio aziendale per la vendita diretta, il laboratorio per la trasformazione dei prodotti, ed ora anche la produzione di energia rinnovabile. Ma soprattutto i figli Gianni, Marco e Matteo decisi a proseguire l’attività dei genitori, a conferma dello stretto legame tra giovani e capacità di innovazione.
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L'impinato fotovoltaico ad inseguimento dell'azieda agricola Rivalta: tremila metri di terra con una distesa di 55 alberi metallici che hanno sostituito il vecchio pescheto.
(Foto: Archivio Bio Bank/Achille Mingozzi) |
Produrre energia: Voltapagina
Rivalta, insieme ad altri agricoltori che hanno piccoli impianti fotovoltaici come il suo, già funzionanti, è tra i fondatori della cooperativa Voltapagina.
“L’idea della cooperativa è nata tre anni fa - spiega
Lino Goffredo, ispiratore e presidente di Voltapagina - perché ho sempre intuito che la vera energia si fa in agricoltura, non sui tetti delle case. Ma sgomberiamo subito il campo. L’imprenditore agricolo deve produrre cibo, questa attività deve essere complementare. Non intendiamo far diventare l’imprenditore agricolo un industriale. Ad oggi siamo undici soci, tutti agricoltori delle province di Forlì-Cesena e Ferrara. Ma ci sono voluti due anni per far riconoscere la cooperativa produttori di energia, perché non sapevano come inquadrarla. Il nostro obiettivo è progettare, realizzare e gestire impianti per produrre e commercializzare energia ricavata da fonti rinnovabili: agroforestale, fotovoltaica, da biogas, biomassa e biocombustibili. Naturalmente a beneficio prevalente delle aziende agricole associate.
Tanti piccoli impianti, non impianti centralizzati. I megaimpianti sono stati bocciati dalle popolazioni locali. Per esempio, per le biomasse si faranno piccoli impianti da un megawatt. Dal punto di vista tecnico – conclude Goffredo - non ci sono problemi. Lo scoglio più grande restano i finanaziamenti. Trovare le banche disponibili a finanziare gli impianti non è facile. Così stiamo pensando di coinvolgere le persone attraverso il prestito soci”.
La società di cui Lino Goffredo è responsabile tecnico, la
Pirrini Paola Energia srl di Cesena, anch’essa socia di Voltapagina, è infatti specializzata in energie alternative: impianti eolici, fotovoltaici, solari, minicentrali idroelettriche, micro-cogenerazione, impianti a biomassa.
Per spiegarlo, con i fatti e non con le parole, Pirrini Paola ha realizzato presso la sede aziendale un impianto fotovoltaico della potenza di 150 kWp, un impianto eolico da 40 kWp, mentre sono in fase di progettazione due impianti a biomassa da un megawatt. Una vera e propria oasi energetica.
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| Gianni Tamino, biologo e docente di diritto ambientale all’Università di Padova, nell'intervista spiega la sfida energetica che ci attende |
Agroenergie? Occhio al bilancio energetico
“Il petrolio, ha impiegato decine di milioni di anni a formarsi. Noi l’abbiamo consumato in pochi decenni. Ora occorre sostituire le fonti fossili non rinnovabili (carbone, metano, petrolio), con fonti rinnovabili, ma soprattutto cambiare il modello energetico. Non più un sistema concentrato che distribuisce energia, ma decentrato ed autoprodotto”.
Così
Gianni Tamino, biologo e docente di diritto ambientale all’Università di Padova, spiega la sfida energetica che ci attende. E che passa anche per i campi attraverso le agroenergie.
“Ma anche quando parliamo di fonti rinnovabili – prosegue Tamino - bisogna fare attenzione e verificare che il bilancio energetico complessivo sia positivo, ricostruendo tutta la filiera produttiva. Per esempio, le centrali a biomasse sono convenienti solo se di piccole dimensioni (da 0,5 a 2 MWh), se utilizzano scarti agricoli ricavati in loco, se armonizzano consumo e produzione. Se invece bruciano biomassa in un tempo inferiore al ciclo di produzione, producono Co2.
Impianti più grandi necessitano infatti di colture dedicate che sottraggono aree coltivabili per il cibo. Inoltre consumano energia fossile per produrre i fertilizzanti necessari alla monocoltura che dovrà fornire gli ingenti quantitativi di materia prima da utilizzare. E l’approvvigionamento di materia vegetale, come sta già accadendo da altre parti, potrebbe provenire dal sud del mondo contribuendo al disboscamento dell’Amazzonia. Se non riusciamo a vincere nel campo del cibo, dove abbiamo delle eccellenze, come potremo essere competitivi sulle agroenergie?”:
L’Aiab, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica conferma: “Se per il processo di produzione di una fonte energetica rinnovabile serve più energia di quanto se ne produce, siamo contrari. Va bene l’energia eolica, e soprattutto quella solare. Sì anche alle biomasse, ma solo se si tratta di piccoli impianti locali. No invece ai biocarburanti basati sulla monocultura intensiva, che hanno un impatto sociale ed ambientale fortissimo”.
Gli indirizzi
❏ Rivalta Azienda Agricola
Via Lughese, 118
47100 Forlì (FC)
Tel. 0543/756251
rivalta-fattoria@virgilio.it
www.regione.emilia-romagna.it/fattoriedidattiche/fdscheda.asp?id=38
❏ Pirrini Paola Energia srl
Via S. Giorgio, 5755 – Loc. Bagnile
47020 Cesena (FC)
Tel. 0547 353041
info@pirrinipaola.it
www.pirrinipaola.it
❏ Voltapagina Soc. Coop. Agricola
Via S. Giorgio, 5755 – Loc. Bagnile
47020 Cesena (FC)
Tel. 0547 353962
coopvoltapagina@gmail.com