Notizie sul biologico BioBank.it
ENGLISH
CERCA
PRESSCHI SIAMOBOOKSHOPORDINABIO CARDCONTATTILINK

 
E T I C Oarticoli
COMMERCIO EQUO

La lunga marcia dell’equo nei supermercati
di Achille Mingozzi, 10 aprile 2008

Paolo Pastore, direttore del Consorzio Fairtrade TransFair Italia.
(Foto: Bio Bank/Rosa Maria Bertino)
“È un momento importante per FairTrade - racconta Paolo Pastore, direttore del Consorzio Fairtrade TransFair Italia - oggi in crescita a due cifre. Nel 2007 le vendite nella grande distribuzione hanno raggiunto i 35 milioni di euro, segnando un +40% a volume ed un +20% a valore rispetto al 2006, se consideriamo il prezzo medio al pubblico”.

L’integrazione tra bio ed equo
“Un mercato che vede la crescente integrazione tra bio ed equo. Il connubio ‘pulito e giusto’ - continua Pastore - è infatti sempre più richiesto dai consumatori e sempre più proposto dalle aziende.
Bastano alcuni dati sulle vendite TransFair Italia per capire quanto. Ormai il 36% del cioccolato equo ha anche la certificazione bio, per il caffè l’incidenza è già al 55%, per le banane al 95%, mentre zucchero di canna e noci hanno già raggiunto il 100%.
La spinta distributiva dei prodotti equosolidali nei supermercati è forte, grazie agli accordi siglati, che coinvolgono sempre più insegne e quindi altri punti vendita. Ultimi arrivati in ordine di tempo i supermercati Auchan e i discount Lidl che, con la loro rete, consentono di raggiungere anche aree dove prima non eravamo presenti.
Tra i nuovi prodotti emergenti il cotone, quindi l’abbigliamento equosolidale, e l’area del dolce con l’operazione BisKì, la merendina bio ed equa adottata dalle scuole di Roma.
Sono infatti in aumento le amministrazioni che chiedono prodotti bio ed equi per le mense scolastiche, grazie all’attività di sensibilizzazione della campagna ‘Città Equosolidali’ cui hanno aderito numerosi comuni italiani.
E di conseguenza, anche la nostra struttura è in fase di crescita.
Per seguire le aree strategiche e lo sviluppo di certi prodotti, nell’ultimo anno siamo passati da quattro a sette persone".

Lo stand della Flo (Fairtrade Labelling Organizations International) alla BioFach di Norimberga.
(Foto: Bio Bank/Rosa Maria Bertino)
La storia di FairTrade Italia
"Ma non è una crescita arrivata per caso – sottolinea il direttore di FairTrade Italia – è il frutto di una lunga storia che vale la pena ripercorrere.
Il marchio di garanzia del commercio equo e solidale prende vita nel 1994, come associazione non profit. A farlo nascere sono le centrali di importazione del commercio equo, l’associazione Botteghe del Mondo, oltre alle associazioni Acli, Acu, Agesci, Ancc, Arci, Cgm, Pax Christi ed alcune Ong come Focsiv e Mani Tese.
La scelta iniziale affidava al terzo settore italiano la gestione di TransFair, in base ad un accordo tra alcune organizzazioni italiane del commercio equo ed alcune grandi associazioni popolari. Una scelta unica al mondo, certamente molto diversa dagli altri marchi europei di certificazione equosolidale, nati per volontà di una singola grande Ong, e fondati su massicci contributi delle pubbliche istituzioni.
Se parliamo di numeri - prosegue Pastore - TransFair Italia, nel 1997, ha 18 soci, due licenziatari (Ctm e Coind), cinque produttori e tre prodotti certificati: la coop Uciri del Messico con il caffè del Messico, alcune cooperative riunite del Nicaragua con il caffè del Nicaragua, e il caffè Solidarietà, prodotto dalla Coop. Il tutto per servire alcuni punti vendita, qualche centinaio di supermercati Coop e di Botteghe del Mondo, legati a Ctm. Unico collaboratore di Transfair, il direttore".

La dialetta tra mercato ed valore etico
"In questa situazione, il 26 luglio 1999, il consiglio dell’associazione è chiamato a decidere sulla lettera di dimissioni di un socio onorario del peso di Padre Alex Zanotelli, da sempre coscienza critica dei rapporti nord-sud, che richiama tutti alla necessità di mantenere alto il valore etico del commercio equo, il suo carattere di economia alternativa. Un passaggio chiave, un nodo irrisolto, una dialettica sempre viva con chi vede la necessità di contaminare il mondo del commercio tradizionale, di collaborare con aziende profit, di entrare nella grande distribuzione. Scelta poi sviluppata negli anni successivi".

Palloni equi in mostra in fiera.
(Foto: Bio Bank/Rosa Maria Bertino)
Il pallone equo, primo prodotto non food
"Il 1998 e 1999 vedono la crescita del Progetto Pallone, un progetto decisamente innovativo, per la scelta di un partner non cooperativo, un produttore del Pakistan, per l’attenzione data non ad un prodotto food, ma ad un prodotto legato allo sport di massa, per lo sviluppo della collaborazione a livello internazionale.
Fra le tante sigle operanti nel commercio equosolidale, infatti, il progetto Pallone viene affidato proprio a TransFair Italia dalla Flo (Fairtrade Labelling Organizations International).
Sono gli anni in cui si intrecciano e si rafforzano i rapporti a livello internazionale, in cui si presta la massima attenzione al problema della certificazione, gli anni che portano nel 2003, a deliberare la trasformazione dell’associazione TransFair Italia in Consorzio Italiano Fairtrade - TransFair Italia".

TransFair Italia oggi
"Oggi i soci del Consorzio sono 26 – conclude Pastore - e vanno dalle associazioni del commercio equo italiano come Commercio Alternativo o straniere come la Coop Chico Mendez, a quelle di massa come le Acli e l’Arci, alle Ong come Mani Tese e Focsiv, dal Movimento Consumatori alle aziende e loro consorzi, come l’Ancc, il Conapi, ma sono presenti anche enti certificatori come Ccpb e Icea ed istituti di credito come la Banca Popolare Etica".


info@fairtradeitalia.it

http://www.equo.it/
Letto 881 volte

Documenti scaricabili:
TransFair - Licenziatari feb08

Ritorna alla pagina precedente


 
Cerca nel testo
 
 
Cerca argomento
 

Commercio equo

Finanza etica
Vedi anche:
Articoli bio
Articoli eco