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Allevamento caprino allo stato brado

  • salah sputnik Salah SputnikSalve,

    sono un ragazzo di Perugia, insieme ad altri coetanei stiamo pensando di insediarci come nuova azienda agricola anche usufruendo del psr.
    L'idea che abbiamo è la realizzazione di un allevamento caprino per la produzione di latte. Siccome pensiamo ad un allevamento semibrado vorremmo allevare una razza rustica, lei quale ci consiglia?
    E siccome ancora non ci siamo insediate e vorremmo vagliare le possibilità di affittare o comperare terreno, lei per un allevamento di 30 capre quanti ettari pensa che siano necessari? Tenuto conto anche della necessità di produrre dentro l'azienda anche i foraggi, i legumi e i cereali per l'alimentazione delle capre. Infine ci domandiamo per una giusta dimensione aziendale che produca anche un reddito minimo con quanti capi potremmo partire?
    Grazie per la cortesia.

    Cordiali saluti
    Salah Sputnik
    10 marzo 2016, 12:59
  • Ermes De Rossi Salve,

    per un allevamento come quello che ha in mente Lei per quanto riguarda il terreno necessario deve tener conto che per ogni capo servono mediamente dai 2 ai 2,5 Kg di fieno al giorno (da moltiplicare per 3/4 volte se si tratta di erba fresca da pascolo) a cui vanno aggiunti da 0,3 a 0,9/1 Kg di mangime (a seconda dei periodi di asciutta o di lattazione e senza i quali non si ottengono produzioni soddisfacenti di latte). Questo vuol dire che servirebbe circa 1 Ha di terreno per 7/8 capi considerando una produzione ipotetica di circa 60 quintali di fieno (ovviamente più foraggio si produce e meno terra serve). Se si tratta di pascolo senza possibilità di sfalcio la necessità di terreno aumenta. Per la conformità con il regolamento della produzione biologica occorre produrre almeno il 60% degli alimenti annui che servono per il mantenimento dei propri animali (con l'eventuale possibilità di stipulare accordi con altre aziende biologiche della zona che comprendano anche lo spandimento delle deiezioni). Questi sono ovviamente dati indicativi che possono variare moltissimo con il tipo di terreno, l'altitudine, l'andamento climatico, la qualità del foraggio ottenuto... Per le razze in genere con le capre non ci sono particolari problemi poiché si tratta di animali rustici: dal punto di vista produttivo (con pochi animali sarebbe bene avere animali produttivi per una questione di redditività…) le razze migliori sono la Camosciata delle Alpi e la Saanen (che però sono di origine estera). Razze locali come la Capra della Valnerina o razze laziali (come la Ciociara grigia) sono sicuramente più rustiche, meno produttive, ma in grado di caratterizzare meglio i prodotti caseari ottenibili (per le razze dia un’occhiata su www.capre.it). Sulla redditività dell'allevamento è difficile dare un giudizio preciso soprattutto perchè non basta produrre, ma occorre anche vendere e quindi bisogna fare i conti con il personale e l'organizzazione aziendale. 30 capre sono un po’ pochine, ma si può fare se si hanno mercati di riferimento precisi valorizzando il prodotto, magari puntando su prodotti freschi più che sugli stagionati (e tenendo conto degli investimenti che si devono fare tra stalla e caseificio). La commercializzazione del latte può essere interessante ma richiede un'organizzazione aziendale ben precisa. Auguri.

    Cordiali saluti
    Ermes De Rossi.
    10 marzo 2016, 15:00

L'esperto

Ermes De Rossi

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AZIENDABios srl

BIOGRAFIAErmes De Rossi agronomo dal 1990, prima tecnico di campagna nell’Alto Vicentino, da maggio 1999 Amministratore Delegato dell’organismo di controllo Bios srl con incarichi di responsabile Assicurazione Qualità e referente tecnico interno per gli aspetti tecnici e normativi nonché referente nei confronti del Sincert per l'accreditamento alla norma Uni Cei En 45011.

PAESEItalia