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Mercato

L'Italia si conferma leader del bio nel panorama europeo

Nella classifica 2024 dei 41 Paesi europei è prima per numero di produttori agricoli, aziende di trasformazione ed export

di Rosa Maria Bertino – 19 maggio 2026

La crescita globale del bio

La 18ª edizione del Rapporto Bio Bank si apre con i dati chiave del bio a livello internazionale, con un faro puntato sull’Italia, per far emergere i suoi primati in Europa e il suo posizionamento nel mondo.

Il quadro che segue evidenzia anche nel 2024 una crescita sostenuta a livello globale, con un giro d’affari di 145 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023), in Europa, dove ha raggiunto i 59 miliardi di euro (+7% sul 2023) e in Italia, arrivata a quota 10,4 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023). I dati 2024 sono stati elaborati a partire dalle statistiche Fibl-Ifoam, pubblicate su The World of Organic Agriculture 2026.

Sempre più protagonista la grande distribuzione, che si ritaglia quote crescenti di mercato. In Germania, primo mercato europeo per vendite bio, che ha visto l’ingresso del biologico nella grande distribuzione già a partire dai primi anni Novanta, nel 2024 il 65% delle vendite passa dalla Gdo, contro il 22% dei circa 2.000 negozi bio. In Francia, pioniera nello sviluppo delle catene bio, con la rete di negozi specializzati più estesa d’Europa (circa 2.700), le vendite bio in Gdo sono al 48%, contro il 29% dei negozi bio. In Italia, dove il biologico è entrato in modo significativo nella Gdo a partire dagli anni Duemila, il 64% delle vendite passa attraverso la grande distribuzione e il 20% attraverso i circa 1.000 negozi specializzati.

Stabili le superfici coltivate a biologico: 99 milioni di ettari a livello mondiale e 19,6 milioni in Europa, concentrati soprattutto nell’Unione europea (18,1 milioni di ettari), dove il bio rappresenta l’11% della Sau totale. L’Italia, in particolare, si distingue con una quota bio pari al 20%, mentre Spagna e Germania si attestano entrambe al 12% e la Francia al 9%. Sia in Europa (41 Paesi) sia nell’Unione europea (27 Paesi), le vendite crescono del 6–7%, più delle superfici (circa 2%), evidenziando un disallineamento tra domanda e produzione.

Guarda i grafici sul Rapporto Bio Bank 2025


I primati italiani nel bio europeo

Passando ai primati, su 41 Paesi europei l’Italia si conferma al primo posto per numero di produttori agricoli bio, ben 87.000, e per numero di aziende di trasformazione, oltre 24.000, più di una su quattro del totale europeo (93.000). La Germania ne conta quasi 22.000, la Francia oltre 20.000. L’Italia è in prima posizione anche per l’export, con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro, seguita dalla Spagna quasi allineata e, a distanza, dalla Francia con 1,1 miliardi di euro. 
È inoltre in terza posizione sia per le superfici bio, che salgono a 2,5 milioni di ettari, dopo Spagna (2,9) e Francia (2,7), sia per le vendite nel canale retail, pari a 5,2 miliardi di euro, dopo Germania (17) e Francia (12). 
Si posiziona poi al sesto posto per la quota bio sulla Sau totale e al nono per la quota di vendite bio sul totale delle vendite alimentari, pari al 4%, dietro Svizzera e Danimarca con il 12%, Germania intorno al 7% e Francia circa il 6%. Il consumo pro capite annuo è pari a 88 euro (10° posto), nella classifica guidata dalla Svizzera (481 euro), seguita da Germania (204 euro, 5° posto) e Francia (178 euro, 7° posto). 
Per un confronto più immediato, nelle infografiche sono evidenziate la posizione dell’Italia e quelle di altri Paesi significativi: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna a livello europeo; Australia, Canada, Cina, Giappone e Stati Uniti a livello mondiale. 


I primati italiani nel biodinamico


L’Italia è stabilmente fra i primi tre Paesi europei anche per l’agricoltura biodinamica, dopo Germania e Francia, sia per numero di operatori certificati (produttori, trasformatori e distributori) sia per superfici coltivate. Il comparto nazionale si distingue per una forte vocazione all’export, che assorbe la quota prevalente della produzione certificata Demeter.
La destinazione ai mercati esteri è particolarmente elevata in diverse filiere: fino al 98% per alcune lavorazioni a base di frutta, l’87% per orticole, mele, uva da tavola e trasformati, il 77% per l’olio extravergine di oliva e il 68% per il vino biodinamico. Il posizionamento è fortemente orientato ai mercati internazionali, dove i prodotti biodinamici si collocano nella fascia alta del biologico.


A livello di struttura produttiva, in Italia operano nel 2024 circa 4.800 aziende che applicano il metodo biodinamico, secondo l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. Le aziende che hanno aderito al sistema di certificazione Demeter sono passate dalle 361 del 2014 alle 668 del 2024 (+85%), secondo i dati Demeter Italia, pari al 14% del totale. L’evoluzione evidenzia una progressiva espansione della certificazione, pur in un contesto in cui la maggior parte delle aziende biodinamiche non è certificata.

Anche il sistema biodinamico globale mostra una crescita significativa: le aziende certificate sono passate dalle 4.920 del 2014 alle 7.081 del 2024 (+44%) e le superfici da 156.000 a 268.000 ettari (+71%) secondo i dati Demeter International, indicando un rafforzamento strutturale del comparto in particolare in Europa.

Guarda il grafico sul Rapporto Bio Bank 2025

Il bio italiano tra retail, ristorazione ed export

L’andamento del mercato italiano (10,4 miliardi di euro nel 2024) è diversificato fra retail, ristorazione ed export e, all’interno del retail, fra i vari canali (grande distribuzione, negozi bio e altro retail).

Le vendite nel canale retail sono salite a 5,2 miliardi di euro nel 2024 (+6% sul 2023), mentre le vendite alimentari aumentano complessivamente dell’1,5% a valore, con l’inflazione all’1%, e calano dell’1% a volume. Negli ultimi cinque anni sono cresciute del 20%, ma al netto dell’inflazione cumulata del 17%, la crescita reale è solo del 3%. Negli ultimi dieci anni sono più che raddoppiate, arrivando a un +112% (+91% al netto dell’inflazione cumulata). 

In netta ripresa i negozi bio, con vendite pari a 1 miliardo di euro nel 2024 (+9% sul 2023). A quota 3,3 miliardi di euro le vendite bio nella grande distribuzione (+5% sul 2023), che includono per la prima volta le vendite di prodotti bio a peso variabile, non solo a peso fisso. Rispetto al 2014 la quota della Gdo sul totale retail è salita dal 48 al 64%, mentre quella dei negozi bio è scesa dal 31 al 20%, come evidenzia il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2025. 


Più moderata la crescita dei consumi fuori casa, arrivati a 1,3 miliardi di euro: (+5% sul 2023, +323% sul 2014). Anche se il numero di ristoranti bio è in calo da sette anni consecutivi, cresce l’utilizzo di prodotti bio in bar e ristoranti non bio e nella ristorazione scolastica. Come riporta un’indagine Ismea del 2022, la metà dei bar e due terzi dei ristoranti acquistano prodotti bio per qualificare l’offerta e proporre alternative salutiste, intercettando nuove esigenze.
Più accentuata la crescita dell’export, che raggiunge 3,9 miliardi di euro nel 2024 (+7% sul 2023, +174% sul 2014), confermando al 6% la quota del bio sul totale dell’export agroalimentare.