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Un momento della vendemmia nei vigneti biologici della cooperativa Valdibella di Camporeale, in provincia di Palermo. (Foto: Valdibella)

Aziende

25° Valdibella: quando biologico, tipico e sociale si incontrano

La lunga storia della cooperativa siciliana Valdibella che restituisce dignità alle persone, alla terra, al cibo

di Luigi Guarrera*, Tutto Bio 2002 - Intro del 20 dicembre 2023

In occasione del 25° anniversario della cooperativa siciliana Valdibella rilanciamo questo articolo scritto da Luigi Guarrera per l'annuario Tutto Bio 2002. Una storia fatta di passaggi chiave, di opportunità colte, di sfide superate, con profonde e solide radici etiche e sociali. Le stesse radici che alimentano la cooperativa Valdibella così come la conosciamo oggi.
Con i suoi 50 soci, l'accoglienza ai giovani per superare una fase difficile della vita, l'adesione fin dall'inizio all'associazione Addiopizzo, la scuola pratica di agroecologia al terzo anno di attività, il progetto Food Forest in un terreno confiscato alla mafia, l'ospitalità nella Casa delle Pigne.
Con 300 ettari dedicati all'agricoltura biologica a Camporeale di Palermo, nel cuore della Sicilia rurale, tra vigneti, uliveti, mandorleti e seminativi.
Con un catalogo di oltre cento prodotti che portano in tavola il meglio della Sicilia, spaziando dai vini all'olio, dalla pasta ai prodotti da forno, dai legumi al latte di mandorle, dall'ortofrutta alle conserve.
Con vari canali commerciali tra vendita diretta, gruppi d'acquisto solidale e distributori specializzati come EcorNaturaSì e Altromercato.
Con il negozio Valdibella di Torino e la rete di negozi The Food Hub in Belgio, di cui Valdibella è principale azionista.
Con un fatturato di 4 milioni di euro.
Un vero laboratorio di economia solidale che restituisce dignità alle persone, alla terra, al cibo.
Rosa Maria Bertino

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La cantina si trova in via Belvedere, a 550 metri sul livello del mare. Una volta tanto, il nome della strada corrisponde alla realtà. E a chi, come noi, è innamorato del paesaggio siciliano tradizionale, non può che aprirsi il cuore.
Non è vero che la Sicilia classica si vede ormai solo in vecchie foto o nei film di Tornatore.
Lo stesso intenso, profumato, inebriante colpo d'occhio è riservato al visitatore in una zona vicina, dove si trasformano i prodotti della cooperativa, un magazzino immerso tra il fulgore di viti, olivi, seminativi.

La cooperativa agricola e zootecnica Valdibella si presenta così, con questi scorci, ma anche e soprattutto con la giovialità e l'entusiasmo di Fabio Vezzuto, salesiano, e il pragmatismo di Massimiliano Solano, agronomo, presidente della Makellon e dell'Amab Sicilia, fortemente impegnato nel progetto.
Un progetto a cui partecipano tante altre realtà particolarmente motivate ad accettare una doppia sfida: coniugare, nella particolare realtà agricola di Camporeale, nei pressi di Palermo, solidarietà, formazione, sviluppo con la nascita di vere e proprie aziende, valide anche dal punto di vista commerciale. Ma anche cercare di rinnovare la gestione della cosa pubblica, con l'obiettivo di valorizzare l'elemento uomo e un territorio dalle notevoli risorse, sempre più svalutate e marginalizzate.

Tutto iniziò nel 1981

Una battaglia, perché di vera e propria battaglia si tratta, iniziata nel lontano 1981, all'interno di un territorio dove fra l'altro i problemi di disoccupazione e incertezza sul futuro di tanti giovani si coglievano quotidianamente in maniera drammatica, in un contesto in cui l'agricoltura, sempre più abbandonata a se stessa, appariva invece come la prima risorsa da sostenere e innovare per poter uscire dalle consuete logiche del sottosviluppo.

Logiche, purtroppo, ancora oggi presenti in molte parti del nostro Sud: campi di grano utilizzati solamente ai fini dell'aiuto comunitario; vigneti coltivati per aumentare la capacità di cantine sociali a produrre e vendere vino sfuso; quintali di olio altrettanto anonimi venduti porta a porta; piccole coltivazioni orticole o ettari di coltivazioni di meloni gialli a polpa bianca, tipici della zona, prezioso sollievo alle arsure delle estati mediterranee, pronti per essere agguantati da intermediari (due lire ai produttori) che li collocano anonimamente in mercati secondari.
Fin da allora si cercava un nuovo modo di pensare all'agricoltura, che favorisse nel territorio aggregazione, coinvolgimento, percorsi educativi e formazione.

La scintilla: Makellon e i Salesiani

Molta buona volontà, all'inizio. Valdibella stentava a prendere forma e slancio. Si continuò navigando a vista, con risultati alterni, fino a giungere al 1995. In quello stesso anno di grazia, perché fu veramente tale, due avvenimenti concomitanti produssero quella "scintilla" che ancora non era scoccata. Nacque allora, ad opera di Solano, la cooperativa Makellon, che aveva già tentato con successo il nuovo modello di agricoltura biologica e organizzazione dei produttori; e si mossero i Salesiani con la decisione, mai tanto opportuna, di creare una presenza a Camporeale per varare "Jonathan", un progetto di prevenzione volto soprattutto a dare accoglienza residenziale ad adolescenti con problemi di devianza e disadattamento sociale.

Il nuovo modo di fare agricoltura proponeva in primo luogo la qualità come elemento essenziale per poter stare sul mercato e promuovere, in prima persona, uno sviluppo sostenibile.
Ma una qualità ottenuta attraverso un dialogo paziente con gli agricoltori, per far loro capire il vantaggio di coltivare biologicamente; una qualità frutto di una scelta coerente che avrebbe dovuto portare ad aver fiducia l'uno nell'altro, e ad uscire dalla logica assistenzialistica dell'agricoltura. Altri passi basilari però non mancarono; il riappropriarsi in primis del prodotto e tentare poi, coscienti di fatica e rischi, la trasformazione dello stesso e la vendita diretta.

Di nuovo al lavoro, dunque, con rinnovata lena, ed è quasi cronaca dei nostri giorni: Salesiani e Makellon si ritrovano subito su prospettive, idee, valori comuni e anche sogni.
Non solo si accantonano tentazioni di trasferimento verso altre realtà, magari più a Nord, ma da subito nasce un accordo programmatico, per elaborare un progetto con una profonda connotazione educativa, volto a favorire un modello integrato di sviluppo del benessere personale e sociale, in particolare dei giovani.
Viene scelta la formula della cooperativa, non tanto come mero strumento di organizzazione del lavoro, ma come modo di affrontarlo tutti insieme con pari rispetto e dignità. È convinzione comune che il futuro dipenda unicamente dagli attori e dal loro coinvolgimento nel progetto..

Il nuovo patto territoriale

Poi, come lasciapassare per uscire dall'utopia, l'occasione concreta per "esserci" giunge alla fine del 1997: a Valdibella sono subito evidenti le notevoli opportunità che il nuovo Patto Territoriale "Alto Belice Corleonese" offre a progetti chiari e qualificati per lo sviluppo del territorio e per l'incremento dell'occupazione. Ma non si sceglie per l'occasione, nonostante la tentazione, di dar vita a una nuova società: si sceglie di "salvare" la Valdibella, ormai sull'orlo dello scioglimento. Grazie all'inserimento di un nuovo gruppo di "volenterosi" l'operazione diviene possibile e la cooperativa partecipa con successo alle misure del patto territoriale, ottenendo il finanziamento di una cantina per la produzione di vini da uve biologiche e di un'altra struttura per la trasformazione di frutta e ortaggi, sempre rigorosamente bio.
Parallelamente, un'altra scelta felice: iniziare la produzione di latte di mandorle, prodotto tipico per eccellenza della Sicilia, che si concretizza nella sua immissione sul mercato (ottobre 2000), interno ed estero, con il marchio Valdibella - La Sicilia al Naturale, insieme alla nuova produzione di crema di mandorle e marzapane.

Contemporaneamente, anche la cooperativa Makellon ottiene un ulteriore finanziamento per la realizzazione di una centrale ortofrutticola. In totale, 4 miliardi di investimento.
Per chi era partito da zero, da vero "credente", la provvidenza ha dato una mano: una bella scommessa è vinta. E il progetto passa dalla fase dell'ideazione alla fase della prima realizzazione. Nell'ottobre 2001 le varie strutture vengono completate, con dei primi passi comunque già mossi (la partecipazione all'Organex di Londra nell'autunno 2000 e al Sana di Bologna nel settembre 2001). Vengono progettati altri eventi promozionali. 
Sempre nel 2001, si realizza un altro degli obiettivi del progetto: aggregare altri partner. Aderisce la Solara srl e inizia la costruzione di un altro stabilimento di trasformazione per l'ortofrutta bio. E poi tanti agricoltori, in particolare nella fase di passaggio delle aziende da padre a figlio, chiedono indicazioni concrete per andare avanti. Si apre anche un dialogo con i monaci di Lanuvio e si manifesta l'interesse della Confcooperative, che affida a Don Zeno il coordinamento del settore agricoltura per la provincia di Palermo.

Valdibella: la sfida continua

A fine 2001, altri passi attendono ancora la Valdibella. E la sfida continua, giorno dopo giorno. È necessario migliorare ulteriormente la qualità delle produzioni; passare a una trasformazione più "originale", adottando magari le ricette tipiche siciliane e mediterranee; aumentare la base sociale, portando avanti l'accoglienza di soggetti da sostenere nel loro cammino di vita; trovare accordi con il mondo della distribuzione con soluzioni intelligenti per  superare gli svantaggi che derivano dalla collocazione geografica.
E le ultimissime novità sono soprattutto "goloserie": oltre al marzapane e alla crema di mandorle, ecco in arrivo crema di nocciole, latte di mandorle dolcificato con zucchero d'uva, marmellate, budini. Ed ecco anche dell'ottimo vino bianco e rosso, vegetali grigliati sottolio, sughi pronti, pasta e le "panelle", focaccine con farina di ceci, valida alternativa alle proteine animali.

Nonostante alcune difficoltà (oltre all'inesperienza, il confronto ad esempio sempre faticoso con la burocrazia, il sistema bancario-assicurativo che non premia chi inizia nuove attività con capitali modesti e poche garanzie o la penalizzante situazione dei trasporti), Valdibella - sono parole di Don Zeno - "può camminare speditamente avanti a patto che vengano rispettati i criteri di assoluta qualità, di gestione economica corretta, di integrazione attiva nel vasto mondo delle aziende bio, di rispetto di produttori e lavoratori, di flessibilità nei confronti dell'evoluzione del mercato".
I Salesiani, che l'hanno vista nascere, pur rimanendo fra gli ispiratori del progetto hanno deciso di fare un passo indietro, garantendo comunque sempre appoggio e partecipazione.
Ma Valdibella ha gambe salde: è ormai adulta.


* Luigi Guarrera è consulente del Ciheam Bari come senior organic farming expert e docente nei master per giovani laureati dei Paesi mediterranei e balcanici presso l'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari.
Opera per il Sinab, il Sistema d'Informazione Nazionale per l'Agricoltura Biologica presso il Ministero dell’Agricoltura, ufficio Agricoltura Biologica, con il progetto Dimecobio IV, che si occupa anche della raccolta dei dati ufficiali del settore. Lavora inoltre su progetti internazionali di supporto per lo sviluppo della legislazione bio basata sui regolamenti europei, finanziati dalla Commissione europea.

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