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Jennifer Vermeulen (a sinistra) e Joseph Wilhelm, fondatori di Rapunzel, con Rosa Maria Bertino (Foto: Bio Bank/Emanuele Mingozzi)

Aziende

Un giorno da Rapunzel, azienda storica del bio in Germania

L’unica costante è il cambiamento: il motto, scolpito a grandi lettere su un blocco di marmo, ci accoglie nel quartier generale di Rapunzel a Legau

di Rosa Maria Bertino, Agricoltura luglio-agosto 2006, aggiornato il 9 giugno 2023

Rilanciamo questo articolo scritto nel lontano 2006 dopo la nostra visita nel quartier generale di Rapunzel a Legau perché, anche se in 17 anni molte cose sono cambiate (e lo vedremo a breve in un prossimo articolo), i valori di oggi sono gli stessi di allora. Rapunzel, azienda pioniera del biologico nata in Germania negli anni Settanta, ha saputo infatti rinnovare nel tempo lo spirito degli inizi. Come si fa con il lievito madre...
Rosa Maria Bertino


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"L’unica costante è il cambiamento”.
Il motto, scolpito a grandi lettere, ci accoglie da un blocco di marmo al centro del quartier generale di Rapunzel. Siamo a Legau. In questa piccola cittadina della Baviera, difficile da trovare persino sulle carte geografiche, c’è una delle aziende storiche del biologico tedesco, la seconda per importanza con un fatturato che ha toccato quota 75 milioni di euro nel 2005. Un marchio conosciuto in Europa e nel mondo. Uno spirito giovane: l’età media delle 260 persone che ci lavorano è di 32 anni.
Sul piazzale, intorno all’insolito monumento, si affacciano varie costruzioni colorate e decorate con grandi disegni: gli uffici, lo stabilimento per la produzione, una parte del magazzino, lo spaccio, il ristorante, la sala per gli incontri e le feste.

"Di cambiamenti, questa azienda ne ha fatti tanti” ci dice accogliendoci Jennifer Vermeulen, belga di nascita e tedesca di adozione, fondatrice di Rapunzel insieme a Joseph Wilhelm nel lontano 1974. Intanto siamo entrati nel ristorante, un locale dai colori caldi, pieno di luce, con tanti tavoli esagonali. Sulla parete d’ingresso è dipinto un grande albero con tutte le foto di chi lavora in azienda, compresi gli "Azubi” che alternano scuola e lavoro per 2-3 anni. Sono le 9 di mattina e c’è il via vai della colazione. Gratuita come la pausa caffè del pomeriggio. Il pranzo si paga, ma solo due euro e ottanta. Ci sediamo al tavolo e Jennifer riparte dagli inizi. "L’idea è nata da un bisogno personale. Nei primi anni ‘70 in Germania non era facile trovare prodotti bio come in Belgio. Così abbiamo pensato di cercarli noi, aprendo un piccolo negozio ad Augsburg, con tanto di orto per la fornitura diretta di frutta e verdura e con un piccolo forno per preparare il pane rustico. Il grano lo acquistavamo da un contadino biodinamico. Gli altri prodotti li facevamo arrivare dalla belga Lima.
Nel 1976 – continua Jennifer - dato che altri negozi aprivano e ci chiedevano i prodotti, è avvenuto il primo cambiamento: siamo diventati grossisti.
Non solo. È iniziata subito la produzione di muesli, wafer, dolci e creme e la vendita di frutta secca che importavamo dai Paesi del Mediterraneo. Ma non c’erano abbastanza prodotti bio. Bisognava trovare i produttori. Così Joseph ebbe l’idea di cercare contadini interessati a produrre per Rapunzel in Turchia. Partì in treno con una piccola valigia e trovò quello di cui avevamo bisogno. Grazie agli accordi, alla fine degli anni Settanta arrivavano già le prime produzioni bio da quel Paese.

Il secondo grande cambiamento è del 1979, quando abbiamo comperato casa e terra e ci siamo trasferiti a Kimratshofen. Eravamo una piccola comunità con 12 adulti e 7 bambini. Pensavamo di essere anche produttori, ma la domanda era sempre superiore all’offerta, perché si moltiplicavano i negozi specializzati: dalla decina dei primi anni Settanta ai quasi 200 del 1980.
La terza svolta avvenne nel 1986. A Legau chiudeva una latteria cooperativa e, dato che avevamo bisogno di nuovi spazi per uffici e produzione, l’abbiamo rilevata. Ma abbiamo capito che privato e affari non erano più conciliabili. Con quell’investimento si chiudeva il periodo pionieristico, fatto di volontariato e amici, per entrare in un’ottica imprenditoriale.
Nel 1988 è iniziato l’export verso i mercati esteri: Austria, Svizzera, Italia.
Nel 2000 la trasformazione da società di persona a società di capitali.
Nel 2003, con un investimento di 12 milioni di euro, abbiamo inaugurato il nuovo magazzino intelligente di Bad Grönenbach, poco distante da Legau e vicino all’autostrada, per ottimizzare la logistica.

Ma Rapunzel resta una Familienfirma, un’azienda familiare, perché in azienda lavorano ancora i fondatori, il 51% delle azioni è controllato da Joseph, il 35% da altri investitori ed il resto da piccoli finanziatori. E in azienda sono impegnati anche due dei nostri figli: Justina, che segue i progetti di produzione nei vari paesi, e Leonhard, che lavora all’export delle materie prime. È possibile che i figli continuino questo lavoro. In ogni caso spero che l’azienda resti indipendente. La tedesca Allos è già stata venduta. La belga Lima pure.
Qual è il nostro segreto? La delega, la fiducia, la collaborazione: le persone si parlano, non ragionano a compartimenti stagni, il problema del reparto è un problema di tutti. Poi Joseph è molto intuitivo, anticipa le scelte. E sono importanti i luoghi di scambio, come questo, gli incontri periodici dei reparti ed i meeting generali. Insomma, credo che siamo riusciti a trasferire ad altri lo spirito degli inizi”.

Raggiungiamo Joseph nel suo ufficio al secondo piano. La grande finestra guarda il piazzale dal quale siamo arrivati con al centro il monumento di pietra. "La gente pensa che la pietra non cambi, ma tutto cambia nella vita - commenta Joseph Wilhelm sorridendo – ed è così anche per Rapunzel. Quello che conta è la visione comune. La globalizzazione come opportunità e non come minaccia, l’equità nei rapporti con i vari Paesi, la parità dei diritti. Il nostro contributo è il cibo biologico che promuove il benessere. Una catena di energia positiva che si trasmette dai produttori, fornitori, dipendenti, ai prodotti, fino ai consumatori. Ma per essere competitivi sul mercato, comunichiamo molto ed abbiamo un controllo di gestione ferreo. Se comperi a meno inneschi la catena del disvalore. Così come alzare la soglia di contaminazione accidentale da ogm per il bio è come tagliare il ramo dove è nato. Il biologico deve marcare la differenza. Le persone che lavorano per noi devono capire che il biologico è importante non solo per Rapunzel, ma per l’ambiente e per loro. E che la qualità massima con cui lavoriamo ha un prezzo. Ma non tutto è in vendita.

Nel 2000 ricevemmo da una multinazionale un’offerta molto allettante. E prima di decidere mi sono messo in cammino verso Santiago di Compostela. Ho lasciato l’azienda ed ho iniziato il mio viaggio a piedi da Roncisvalle a Capo Finisterre. Per pensare cosa era importante per me e vedere il lavoro da lontano. Dopo quaranta giorni avevo la risposta: Rapunzel è la mia vita. Non voglio fare niente altro. E ho continuato. È importante nei momenti di svolta, di cambiamento saper ascoltare la guida interiore. E poi avere fiducia in se stessi. E nella vita, che è un regalo.

Rapunzel in cifre
Rapunzel (come l’insalata d’inverno degli esordi e la nota fiaba Raperonzolo dei fratelli Grimm) è tra le aziende leader del biologico in Germania. Al primo posto Dennree, che distribuisce prodotti freschi e secchi, al secondo Rapunzel che ha scelto di lavorare esclusivamente con prodotti secchi, seguita solo dai vari distributori regionali. Fondata nel 1974, trova subito la sua missione nella produzione e distribuzione di prodotti biologici.
75 milioni di euro il giro d’affari 2005, 260 gli addetti, circa 400 le referenze a marchio Rapunzel in catalogo, più della metà prodotte o trasformate nella sede di Legau, e circa 200 quelle di grandi marche nazionali ed estere tra cui Allos (Germania), Lima (Belgio), Vogel (Svizzera).
Le materie prime provengono da più di trenta paesi. Il 10% attraverso il circuito del commercio equo con il progetto Hand in Hand.
I prodotti vengono esportati in altrettanti paesi in Europa (Francia, Italia, Svizzera ed Austria in testa), Stati Uniti, Nuova Zelanda, Cina, Giappone. Solo per citare i più importanti.
Tra i prodotti leader: cioccolato, cacao, brodo in polvere, sale alle erbe, creme di nocciole, frutta secca.
La politica ambientale entra naturalmente anche nella gestione dell’azienda, con la riduzione dei consumi di acqua ed energia, il recupero ed il riciclo controllati da un organismo indipendente.